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Perché The O.C. è uno dei migliori teen drama nella storia delle Serie Tv

The O.C

The OC è il teen drama più famoso e seguito al mondo. Giunto al termine più di dieci anni fa ma ancora così presente nel nostro quotidiano e nel mondo delle serie tv.

Quello che ha lasciato davanti a sé è frutto di una rivoluzione nel mondo dei teen drama, una cosa che solo The OC è riuscita a fare. Dopo di lei tutto è cambiato. Ha gettato le basi per tutto quello che è venuto posteriormente e nonostante cercare di uguagliarla risulti davvero complicato (ne abbiamo parlato qui) a volte riusciamo a percepire la sua anima nei nuovi prodotti, e ci sembra di riaverla indietro.

The OC

Ma cos’ha davvero di così speciale The OC per essere considerata come uno dei migliori di teen drama di sempre?

Credo che la risposta abbia a che fare con il viaggio che inevitabilmente questo prodotto ti porta a fare. Un viaggio che coinvolge i protagonisti tanto quanto coinvolge te. Assurdo pensare alla differenza sostanziale tra la prima e la quarta stagione: i ragazzi che abbiamo davanti sono cresciuti e non stiamo parlando solo di una banale crescita da “adolescente” ad “adulto”. Stiamo parlando di qualcosa di più, di qualcosa che va oltre e che si era preannunciata già dal primo momento.

I caratteri dei protagonisti sono sempre stati indefinibili, molto spesso scostanti, ma sono sempre stati veri e autentici e abbiamo sempre avuto fiducia nella loro crescita. Sapevamo che a un certo punto – semplicemente – sarebbe arrivata. Tutto è iniziato con Ryan e tutto è finito con Ryan: la fine è il principio in The OC e tutto è inevitabilmente collegato con dei fili sottili e trasparenti che non forzano mai.

Abbiamo sempre guardato la serie con un occhio poco oggettivo giustificando la maggior parte dei colpi di testa di Ryan perché sentivamo d’essere in grado di conoscerne i motivi reali e non solo quelli apparenti. Non era scontato che The OC diventasse così importante per i telespettatori, e la sua riuscita consiste nell’aver saputo trattare le vite dei protagonisti con estrema indelicatezza. Non è mai stata clemente con le trame di nessuno dei personaggi mettendoli perennemente alla prova con loro stessi facendoli diventare – a volte – i loro primi nemici. Di questo ne è un chiaro esempio Marissa Cooper (di cui abbiamo parlato meglio qui).

The Oc

The OC ti schiaffeggia e ti porta in un mondo parallelo costringendoti a guardare quanto la felicità non sia una ricerca facile. Protagonisti ricchi che sembrano poter avere il mondo, ma di cui non riescono a fare parte. E cosa ci fai di una casa in cui non riesci ad abitare?

Una serie come questa parla di amore nel modo più generale e ampio del termine non riferendosi solo a quello di coppia. In The OC tutti i protagonisti sono legati da questo senso di amore che sarà poi uno dei motivi principali della maggior parte delle loro scelte. Come se avessero un foglio bianco su cui scrivere: ognuno – nella propria maniera – ha cacciato fuori la propria essenza mettendola alla mercé di tutti. Proprio per questo possiamo considerare The OC come un resoconto della verità di ogni personaggio, mai edulcorata e mai fatta passare per quello che non è. Perché – come dicevamo prima – la bellezza sta nel non aver mai usato delicatezza nei confronti delle storie e dei problemi, trattati come qualcosa da cui non si può uscire senza averli affrontati. Proprio per questo spesso e volentieri i personaggi sembrano quasi puniti: nulla di così romanzato dovrebbe essere al tempo stesso così rude, ma in The OC lo è, e prende la forma di qualcosa che potrebbe annientare tutti da un momento all’altro e tu non sai mai se sarà il momento decisivo per vedere scoppiare qualcuno.

The O.C

La forza di una serie come questa sta nell’empatia che inevitabilmente sviluppi fin da subito con tutto ciò che accade: la casa devastata sembra un po’ la tua e la morte di Marissa assume la forma di una perdita personale, a prescindere da tutto. Ciò che hanno costruito e rotto si distrugge due volte: per te e per loro, ormai ci sei dentro anche tu tanto quanto i protagonisti e una cosa del genere capita raramente.

Ed è proprio così che arrivi alla fine della serie: con un bagaglio più grande e pieno. Perché anche se non eri tu il protagonista, i personaggi hanno raccontato un po’ anche di te, e da adesso in poi ti toccherà fare i conti con questo racconto.

E questo non può non che rendere The OC una delle migliori serie al mondo.

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Written by Annalisa Gabriele

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