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7 curiosità su The Handmaid’s Tale

Cruda ed emozionante, The Handmaid’s Tale ha saputo catturare milioni di spettatori grazie a una storia profondamente drammatica e interpretazioni straordinarie. Ispirata al romanzo distopico di Margaret Atwood, lo show di Hulu (qui la nostra guida) ci ha immersi in un futuro non troppo lontano in cui, a causa di inquinamento e malattie, la fertilità è in continuo calo. Ed è così che, dopo una guerra civile, un regime teocratico totalitario prende il sopravvento, instaurando la Repubblica di Gilead. È in questa realtà retta dalla soppressione dei diritti umani e la sottomissione delle donne che ha inizio il racconto di June Osborne, una protagonista che con il suo punto di vista ci ha mostrato gli orrori del regime. Un’antieroina incredibilmente complessa che da vittima in balia degli eventi si ergerà a vera e propria guerriera, pronta a tutto pur di salvare sua figlia e vendicarsi dei suoi aguzzini.

Nonostante lo show avesse rischiato di fare il salto dello squalo, con la quarta stagione è riuscita a tornare alla gloria degli esordi, riaccendendo così l’entusiasmo del pubblico. L’ultimo capitolo ha infatti rimescolato le carte in gioco, preparandoci per quella che potrebbe essere la battaglia finale di June. Non sappiamo ancora se la quinta stagione sarà effettivamente l’ultima, ma nell’attesa dei prossimi episodi abbiamo deciso di scovare alcune curiosità sullo show. Sapevate che la casa dei Waterford era tappezzata di opere rubate dal Museo di Belle Arti di Boston? Un chiaro riferimento all’abitudine degli alti gerarchi nazisti di depredare musei e luoghi di cultura per poterne sfoggiare le opere nelle proprie abitazioni. E che dire della diversità del cast? Chi ha letto il romanzo saprà che parte della crudeltà di Gilead sta anche nel reinsediamento e uccisione della comunità nera, chiamata anche con il nome di “Children of Ham” (riferimento alla Genesi 10:6). Tuttavia, Bruce Miller non poteva immaginare di creare uno show in cui non ci fosse un cast diversificato, ed è così che ha deciso di cambiare questo aspetto del romanzo e ingaggiare interpreti di diverse nazionalità e culture.

Ma le curiosità su The Handmaid’s Tale non finiscono qui. Eccone altre 7 interessanti.

I vari adattamenti del romanzo e le fonti d’ispirazione di Margaret Atwood

margaret atwood

Come molti di voi sapranno, The Handmaid’s Tale è tratta dal romanzo Il Racconto dell’Ancella (1985) di Margaret Atwood. Ma prima di approdare su Hulu, il libro è stato oggetto di varie trasposizioni. Difatti, pochi anni dopo la sua pubblicazione ne è stata fatta una versione teatrale che ha debuttato presso la Tufts University. Successivamente, è stata prodotta un’altra opera teatrale, un balletto e persino una sorta di audio-romanzo trasmesso in radio negli anni novanta. Infine, nel 1990 è uscito un film diretto da Volker Schlöndorff con protagoniste Natasha Richardson e Faye Dunaway. Dunque, il mondo immaginato dalla Atwood ha sempre esercitato un fascino magnetico sia sul mondo dello spettacolo che sul pubblico, merito anche delle fonti d’ispirazione che l’hanno aiutata nella stesura della sua opera.

Per creare questa storia incredibile, la donna si è infatti ispirata a un altro celebre romanzo distopico, “1984” di George Orwell. Ma non solo! Nel corso degli anni Margaret Atwood ha ribadito più volte quanto si fosse adoperata affinché ogni avvenimento del romanzo riflettesse un evento accaduto in un certo momento della storia, fra l’oppressione delle donne fino al deterioramento dei diritti umani e delle libertà sociali. È proprio questo ciò che rende la sua opera, e di conseguenza lo show, così impattante e doloroso: il mondo distopico immaginato dall’autrice attinge al nostro passato, riuscendo però a darci allo stesso tempo il quadro di un futuro che, in determinate condizioni, potrebbe diventare realtà.

Elisabeth Moss fa parte di Scientology

the handmaid's tale

La seconda curiosità riguarda la protagonista dello show, Elisabeth Moss. Forse non tutti lo sanno, ma l’attrice fa parte di Scientology, un’organizzazione a stampo religioso fondata dallo scrittore di fantascienza Robb Hubbard. Non esiste una vera e propria definizione di Scientology, se non le parole dello stesso fondatore. Difatti, nel suo primo libro Hubbard definisce l’organizzazione come uno studio dello spirito e del sapere, così come della relazione dell’individuo con essi. Dunque, secondo quanto riportato dal fondatore, Scientology si pone come una filosofia religiosa che celebra la vera illuminazione spirituale e la libertà dell’individuo. Oltre alla Moss, ne fanno parte anche altre star di Hollywood, come John Travolta e Tom Cruise. Nonostante questa realtà (considerata da molti come un culto) sia stata criticata spesso per il suo lato più oscuro e misterioso, Elisabeth Moss va molto fiera di farne parte. Difatti l’attrice non l’ha mai nascosto, e anzi ha dichiarato di sperare di poter arrivare a tutti con la sua voce.

La tesi universitaria di Amanda Brugel su The Handmaid’s Tale

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Oltre alla Mogli e alle Ancelle, nel mondo di The Handmaid’s Tale troviamo le Marte, donne nubili e spesso sterili impiegate come domestiche nelle case dei Comandanti. Una delle più importanti dello show è sicuramente Rita, che oltre ad essere al servizio di Fred Waterford e Serena Joy sarà anche un’importante alleata e amica di June. Il personaggio è interpretato da Amanda Brugel, il cui legame con il materiale narrativo che nutre la serie risale a ben prima della sua partecipazione nello show. Difatti, Il Racconto dell’Ancella, e in particolare la figura di Rita, sono stati il soggetto della sua tesi d’accesso ai corsi universitari, grazie alla quale l’attrice ha ottenuto anche una borsa di studio.

Il cameo di Margaret Atwood

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Il mondo di The Handmaid’s Tale non sarebbe mai stato possibile senza Margaret Atwood, autrice sia del romanzo a cui la serie si ispira che del seguito I Testamenti. Non c’è dunque da stupirsi se la produzione abbia voluto darle la possibilità di fare una comparsa nello show, esaudendo così il suo desiderio di prendere parte ad almeno un episodio della trasposizione televisiva della sua opera. Dunque, la Atwood ha finito per vestire i panni di una delle Zie, donne nubili incaricate di preparare le Ancelle alla loro vita nelle case dei Comandanti. Presente nel pilot, la vediamo dare uno schiaffo a June durante la sua iniziazione al mondo di Gilead. Mentre la partecipazione nello show era stata una sua idea, quella di schiaffeggiare la protagonista è stata proposta dallo showrunner Bruce Miller.

I colori in The Handmaid’s Tale

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Il simbolismo di The Handmaid’s Tale è uno degli elementi più importanti dello show. Difatti, nel regime di Gilead niente è lasciato al caso, tanto che ogni dettaglio assume un significato più profondo. Basti pensare ai colori scelti per distinguere le varie classi sociali: ogni personaggio è vestito in un modo preciso, con colori che riflettono non solo il gruppo di appartenenza ma anche l’iconografia religiosa del mondo occidentale. Il rosso delle Ancelle richiama il sangue mestruale e del parto, ricollegandosi così all’idea della riproduzione. Ma allo stesso tempo, questo colore fa riferimento anche a Maria Maddalena, così come al peccato e la tentazione sessuale. Mentre nel romanzo le mogli sono vestite di blu, simbolo della purezza della Vergine Maria, nella serie indossano il verde, che richiama tanto la natura quanto la salute e la guarigione. Il nero è invece riservato alle uniformi degli autorevoli Comandanti, mentre il marrone delle Zie è un ovvio richiamo alle uniformi naziste. Infine, il bianco vestito dalle vergini destinate al matrimonio rispecchia la loro purezza, nello stesso modo in cui il grigio delle Marte simboleggia la mancanza d’importanza nella società di Gilead.

Le cuffie bianche delle Ancelle

Fra gli elementi distintivi delle Ancelle non troviamo solo le vesti rosse ma anche le cuffie bianche, un indumento che non solo ne copre il volto, ma ne ostacola anche la visione. Ancora una volta ci troviamo di fronte a un dettaglio che non è stato lasciato al caso: la costume designer Ane Crabtee ha infatti spiegato come abbia progettato le cuffie in modo tale da aumentare il senso di oppressione mentale, fisica ed emotiva delle ancelle, afflitte non solo dal contesto in cui vivono ma anche da ciò che indossano. Se non altro, queste cuffie bianche hanno contribuito a mostrarci quanto sia difficile per le ancelle comunicare l’una con l’altra a Gilead. Difatti, non potendo contare sulla vista, le attrici hanno dovuto affidarsi soprattutto all’udito durante le loro scene, mostrandoci così la natura tanto intima quanto clandestina delle loro interazioni.

Il velato omaggio a Casablanca

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Nonostante gli iniziali dubbi, nel corso degli episodi Nick si è rivelato essere uno dei più grandi alleati di June a Gilead. Difatti, non solo sarà una fonte di sostegno per la donna in casa Waterford ma se ne innamorerà sinceramente, cercando così in ogni modo di farla fuggire. La nostra ultima curiosità riguarda proprio questo enigmatico personaggio. Mentre nel libro non viene mai citato il suo cognome, nello show il personaggio di Max Minghella si chiama Nick Blaine. Un nome che potrebbe sembrare casuale, ma che allo stesso tempo potrebbe richiamare Rick Blaine di Casablanca, interpretato da Humphrey Bogart. Non abbiamo la certezza che si tratti di un omaggio alla pellicola del 1942, ma ciò che è sicuro è che inizialmente entrambi i personaggi ci vengono mostrati come alleati degli antagonisti interessati solo al loro interessi, per poi riscattarsi unendosi agli sforzi della resistenza.

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