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The Bold Type è la vera erede di Sex and the City?

Forse ad alcuni sembrerà un’affermazione azzardata: insomma, Sex and the City è davvero un pilastro del mondo delle serie tv, dell’emancipazione, dell’amicizia. Ci sono già stati dei falsi allarme: da ultimo Harlem su Prime Video, che era stata spacciata come la novella Sex and the City. La stessa Emily in Paris, solo perché ha visto il creatore medesimo della serie cult era stata ritenuta il possibile successore. Ma la vera erede di Sex and the City è The Bold Type.

Sono state Kat, Sutton e Jane ad aver preso il testimone e continuato la staffetta dopo Samatha, Carrie, Miranda e Charlotte. 

The Bold Type è una serie ingiustamente sottovalutata e di cui si è parlato troppo poco in questi anni. Ma perché siamo così convinti che sia questa nuova serie la degna erede e forse, dico forse, anche la versione migliorata di Sex and the City? Procediamo con ordine. 

Kat, Jane e Sutton sono tre amiche, ragazze di circa venticinque anni, che lavorano insieme per la rivista femminile Scarlet. Ognuna ha un compito diverso: Kat, spigliata e sicura di sé, si occupa dei social media, Jane è una redattrice romantica e caparbia, e Sutton, divertente e ambiziosa, è un’assistente che sogna una carriera da stylist. Esattamente con in Sex and the City ognuna di loro ha il suo spazio, evolve, sbaglia. Seguiamo i loro amori, le scappatelle, i successi lavorativi e anche le rovinose cadute, i litigi e soprattutto la scoperta di sé, di chi si vuole essere. L’unica vera costante è il profondo sentimento che lega le protagoniste e il rapporto che a loro volte tutte e tre hanno con la rivista.

the bold type

In The Bold Type ci sono tutti gli elementi che erano già presenti nella serie degli anni 90, ma calati in un contesto diverso e più vicino a noi. Ritorna così l’importanza e la centralità dell’amicizia, che non viene mai banalizzata, ma approfondita e sviscerata nei suoi momenti belli come in quelli critici. Ritorna la voglia di fare carriera e di essere indipendenti unita alla passione per la moda e i drink dopo il lavoro. E ritorna anche una visione del sesso più libera e veritiera.

Ma The Bold Type è, giustamente, figlia del suo tempo. Di un tempo che scorre veloce, troppo veloce, e dove i giovani devono cercare di stare al passo con le nuove tendenze, mentre cercano di aggrapparsi a quelle poche cose a cui non sono disposte a rinunciare, uniche certezze in una vita di variabili. The Bold Type cerca di mettere in scena il dramma dei millennials e della generazione Z che si trova a vivere in un mondo precario, di relazioni e lavori instabili e indeterminati. D’altra parte, anche se le nostre protagoniste hanno fin dal subito iniziato a lavorare a Scarlet imprevisti, errori, strade diverse le portano ad allontanarsi dalla rivista o a perdere il lavoro. Con tutto quello che consegue l’essere ragazze sole in una grande città, senza prospettive e la paura di aver sbagliato e di non riuscire a trovare la propria strada. 

Il background quindi che ci fa sentire le protagoniste più vicine a noi, più autentiche. Ma non è solo questo. Potremmo dire che Jane è la nuova Carrie, la scrittrice del gruppo. Ma essere una brava giornalista significa anche tenersi aggiornati sulle questioni più scottanti e che non riguardano solo problemi di cuore ed emancipazione sessuale. Ma anche denunce sessuali e discriminazioni. Significa trovare il coraggio di tirare fuori la propria voce, schierarsi e combattere per ciò che è giusto. 

Questo è uno dei grandi punti di forza della serie. Potrà sembrare frivola a un occhio poco attento, ma la vastità di tematiche forti trattate con tatto e sagacia è impressionante. In cinque stagioni non si sono mai ripetuti gli stessi problemi o le stesse situazioni: al massimo alcuni temi sono stati ripresi perché troppo importanti per essere estinti in poche puntate. Si va dalla prevenzione al cancro, alla mastectomia, alle violenze sul lavoro, passando per le discriminazioni razziali e sull’orientamento sessuale e ancora trattando la scelta drammatica di una coppia e di una donna di volere o meno dei figli, di scegliere tra amore e carriera. 

Ma non sono solo le tematiche più crude e attuali a fare di questa nuova serie una pioniera del femminismo e delle nuove generazioni. Sono anche e soprattutto quelle problematiche quotidiane di cui però nessuno ha quasi mai il coraggio di parlare perché non possono (e non devono) essere romanticizzate. Come la paura che le proprie parti intime possano avere un odore sgradevole o il fastidio dell’avere un’infezione come la candida. O ancora, il portare sulla scena la paura e la voglia di sperimentare a letto: facciamo pace con l’idea che un ragazzo possa chiedere alla partner di indossare uno strapon.

È stata Sex and the City ad avviare questa rivoluzione: per la prima volta quattro donne single parlavano liberamente dei loro rapporti e desideri sessuali, della loro insoddisfazione e del loro piacere. Per la prima volta si sono rotti tutti quei tabù che hanno costretto – e tutt’oggi costringono – le donne a vergognarsi della loro vita sessuale. The Bold Type ha raccolto il testimone e proseguito sulla lunga strada della sensibilizzazione, imparando della prima grandi lezioni e prendendone spunto, arrivando quasi a superare il maestro.

Amicizia, amore, ambizione, sesso e attualità si fondono per creare un prodotto che ha saputo elevarsi al livello di un grande serie cult come Sex and the City. E che merita di essere riconosciuta come degna erede.

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