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Task 1×03/1×04 – Nessuna via d’uscita

Grasso e Tom incontrano i Dark Hearts

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su terzo e quarto episodio di Task!!

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Il cerchio si stringe, le pareti si fanno sempre più insormontabili e il peso sopra la testa diventa ogni istante più gravoso. Le strade per la libertà sono diventate un dedalo fittissimo di vicoli senza via d’uscita. I personaggi sono braccati, messi con le spalle al muro, costretti a respirare solo aria rarefatta. L’intrigo di Task entra nel vivo. Ma non è tanto quel che succede fuori a catturare l’attenzione, quanto piuttosto tutto quello che succede dentro il mondo privato di ciascun personaggio. Come dicevamo nella recensione ai primi due episodi, Task è un crime drama che rispecchia i canoni del genere, ma se ne distacca allo stesso tempo, creando una storia molto più centrata sui personaggi che sulle vicende che li riguardano.

Il terzo episodio di Task (disponibile su Sky e NOW) inizia con uno sfogo di rabbia. C’è Robbie che urla e prende a pugni il cruscotto dell’auto. Sbraita, ansima e gli occhi gli si riempiono di furore cieco. Di odio puro. È una scena rivelatrice, perché chiarisce al pubblico il motivo della rabbia di questo personaggio. Robbie non è andato a sbattere per caso contro i Dark Hearts. Le rapine nelle case della droga colpivano la refurtiva della gang non solo perché si trattava di soffiate affidabili, ma perché c’erano dei motivi personali a spingere Robbie a togliere qualcosa ai Dark Hearts. Sono stati i membri di quella gang, infatti, a uccidere suo fratello Billy, dalla cui morte il personaggio di Tom Pelphrey (Ozark) non si è ancora ripreso.

Ray, Cliff e Robbie cercano di capire come vendere il fentanyl
HBO

Robbie sta combattendo la sua personale battaglia contro gli assassini di suo fratello. Li deruba, li fa arrabbiare, colpisce i loro uomini in una sorta di disegno strabico che punta prima di tutto a una cosa: la vendetta.

Non è ancora chiaro se ci sia una strategia definita dietro le scelte di Robbie. Di sicuro, qualcosa gli è sfuggito di mano e ora si trova con l’acqua alla gola. Braccato, messo con le spalle al muro, costretto a respirare solo aria rarefatta. Il piccolo Sam è ancora a casa sua. È diventato un peso ingombrante per Robbie e Cliff. Tutta la città lo sta cercando, sia i buoni che i cattivi. Sam è inconsapevole dell’incubo nel quale è finito. Si fida di Robbie e si appoggia a Maeve, con la quale trova una naturale sintonia. Il bambino è però un grosso problema per Robbie e Cliff. Alle accuse di rapina a mano armata, omicidio e spaccio di droga si aggiungerebbe anche quella di rapimento di minore. Ma nessuno dei due è un mostro, per cui la sorte di Sam resta in bilico: nessuno vorrebbe fargli del male, ma se le cose dovessero precipitare potrebbe trattarsi anche di una questione di vita o di morte.

Sam non è però l’unico problema dei due rapinatori. Il colpo fallito nella scorsa puntata non ha fruttato denaro, solo una valigia intera di fentanyl da tagliare e piazzare. E questo è un grosso problema, perché per due persone estranee al giro è impossibile vendere quella merce e passare inosservati. Cliff si mette in contatto con Ray, un tipo losco e manesco conosciuto in cella che dice di conoscere le persone giuste per poter smistare il fentanyl. I ragazzi si attivano per vendere la refurtiva e scappare in Canada, attraverso un piano folle e complicatissimo che resta la loro sola via d’uscita. Lasciare il Paese e incamminarsi in un vero e proprio viaggio della speranza: è in questa possibilità che Robbie vede l’unica via di fuga da una situazione assurda.

I Dark Hearts
HBO

La task force non ha ancora fatto significativi passi in avanti nell’indagine per catturare i colpevoli e ritrovare Sam.

Tom è un uomo sempre più sfatto, avvilito dai suoi demoni interiori. Anche per lui le vie di fuga scarseggiano. Uscire indenni da una tragedia familiare come la sua è praticamente impossibile. Terzo e quarto episodio di Task esplorano più a fondo anche il dramma personale di quest’uomo e della sua famiglia. Attraverso un flashback, capiamo come Emily e Ethan siano entrati a far parte della famiglia come figli adottivi. La sottotrama che sta prendendo piede riguarda proprio Emily, una ragazza divisa tra l’affetto e la riconoscenza per i suoi genitori adottivi e la fedeltà al fratello di sangue. Il gesto di Ethan ha distrutto le vite di tutti coloro che gli erano accanto. I suoi problemi mentali avevano spinto la madre a distruggersi e isolarsi dal resto del mondo, la sorella acquisita ad allontanarsi da casa e suo padre a cercare di tenere insieme tutti i pezzi.

Ora la famiglia non esiste più, se non nel ricordo di ciò che era e che sarebbe potuto essere senza l’arrivo di Ethan. Era forse il momento meno ideale per Tom per tornare a essere operativo sul campo. Le ricerche della sua task force assorbono molte energie fisiche e mentali e non è detto che Tom sia in grado di sostenerle. Inoltre, gli si presenta un altro grattacapo: c’è qualcuno, all’interno della task force, che sta passando informazioni ai Dark Hearts. Di chi si tratta? Chi è la talpa all’interno della sua squadra? La regia ci porta a sospettare di Kathleen, il diretto superiore di Tom. Ma probabilmente Task vuole solo depistarci e portarci a credere che sia lei l’informatrice, mentre in realtà è qualcun altro che sta muovendo i fili. Chi di loro potrebbe avere legami con la gang e un passato abbastanza travagliato da sollevare dubbi? Praticamente tutti, per cui l’individuazione del colpevole non sarà scontata.

Maeve dà un ultimatum a Robbie in Task 1x03/1x04
HBO

Parallelamente alle indagini della task force di Tom, anche qualcun altro si è attivato per rintracciare la banda di Halloween.

Perry ha mobilitato tutta la banda per capire cosa stia succedendo. Tre dei suoi sono stati uccisi e il fentanyl rubato. Jayson non ha più in mano la situazione e c’è molta agitazione tra i membri della gang. Le indagini private portano Perry a interrogare Eryn, la moglie di Jayson, che all’epoca dell’uccisione di Billy era la sua amante segreta. Tutto riporta a Billy e alla sua morte, in qualche modo. Una questione di cuore che è stata spacciata per una punizione per aver disobbedito agli ordini della banda. Billy è stato ucciso in un raptus di follia da un marito geloso che aveva paura di perdere la sua donna e i suoi bambini. Ma questo gesto inconsulto ha avuto delle conseguenze irreparabili.

Anche se riesce a convincere Perry del contrario, Eryn è proprio la persona che dava le informazioni a Robbie sulle case della droga. Lo faceva per una sorta di vendetta personale e per sminuire l’autorità di Jayson all’interno del clan. Eryn cammina su un filo sottilissimo, a un passo da una morte atroce, ma il suo odio e il suo furore sono così ciechi da non spaventarla affatto. Nei prossimi episodi di Task conosceremo anche il futuro di questa personaggio. Quel che le ultime due puntate ci hanno lasciato addosso è una sensazione di claustrofobia, di ossigeno che scarseggia e nessuna bombola a portata di mano. Tutti sembrano essere sempre così vicini alla fine che l’unica cosa che rimane loro è la disperazione. Un gesto inconsulto, folle, disperato.

Maeve dà un ultimatum a Robbie: se entro la mattina successiva non avrà riconsegnato Sam alla polizia, sarà lei stessa a farlo. La ragazza non riesce a sostenere tutto quel peso, vorrebbe lavarsi via di dosso un po’ di sporcizia e avere uno spazio libero per poter ricominciare. Per poter respirare. Invece resta anche lei con la testa intrappolata sott’acqua, a prendere poche e brevi boccate d’ossigeno, prima di ripiombare in apnea.

Tom Pelphrey è uno dei protagonisti di Task
HBO

Il gioco condotto da Robbie può portare solo al fallimento totale. Ray viene catturato dalla task force di Tom e costretto a parlare. Gli agenti organizzano un finto scambio con Cliff, che si presenta all’appuntamento per consegnare il fentanyl e prendere i soldi per scappare in Canada. Solo che c’è qualcuno all’interno della task force che passa le informazioni ai Dark Hearts e, da ciò che vediamo in Task 1×04, depista gli stessi agenti dell’FBI. All’appuntamento Cliff non trova i federali, ma la gang che lo stava cercando. La morte del personaggio di Cliff era un passaggio probabilmente inevitabile e scontato, ma stare a guardarla è comunque doloroso. Le scene finali del quarto episodio ci ricordano che Task non è una serie tv di intrattenimento, ma un racconto di dolore e rabbia e queste sequenze ci chiariscono il perché (se cercate il crime perfetto, dovreste dare un’occhiata a Blacklist).

L’episodio si conclude poi con due “scoperte” importanti.

Perry si accorge che la pistola utilizzata dai rapinatori era la stessa che possedeva Billy in una vecchia foto scattata con sua figlia. L’uomo, piuttosto scaltro e sveglio, coglie immediatamente il collegamento. Dobbiamo immaginare che Maeve sia in pericolo? Potrebbe essere proprio la ragazza a dover pagare il prezzo di tutto, alla fine? Dall’altro lato della barricata, Tom scopre invece che Sam è vivo. Da una foto scattata da un telefonino durante un’aggressione in una rimessa per camionisti, si vede precisamente l’immagine del bambino.

Accanto a lui, coperto da una mano c’è il volto di Robbie, del quale però si intravede solo la fronte. Quanto ci vorrà a Tom per arrivare a Robbie? Le strade dei due personaggi stanno per incrociarsi e, con loro, anche tutti i drammi personali che si trascinano dietro. Task è una serie tv che scava molto in profondità e mette alle strette i suoi personaggi (è stata elogiata da Stephen King, che ha parlato di “suspense da brividi”). Camminano tutti sull’orlo di un precipizio e i prossimi episodi potrebbero essere quelli della caduta definitiva.