Per scrivere un elogio di Maul – Shadow Lord, e della figura stessa di Darth Maul, si può partire solo dalla fine. Solamente andando a ritroso possiamo comprendere la bellezza e l’importanza di Maul – Shadow Lord nel franchise di Star Wars. Riprendendo l’anima sovversiva del suo protagonista, cerchiamo di analizzare la serie dedicata al più saggio dei Sith partendo dal suo epilogo. Darth Maul era in cerca di un padawan da addestrare, di un allievo da rendere forte quanto lui, leale alla sua crociata vendicativa. Devon, giovanissima Jedi in preda ad ogni tipo di dubbio in merito all’ordine che l’ha formata, finalmente si lascia andare al famoso lato oscuro che poi tanto oscuro, forse, non è.
In un finale al cardiopalma, che prevede persino il ritorno in scena del villain più famoso del cinema, Devon cede alle lusinghe di un Darth Maul ormai stremato ma tenace come solo lui sa essere. La resa di Devon è tutto ciò che aspettiamo di vedere nella seconda stagione di Maul – Shadow Lord, già confermata.
Perché grazie alla prima stagione, terminata il 4 maggio, siamo finalmente riusciti a comprendere la grandezza della figura di Maul. Trasversale, duale e spietata. Il villain perfetto, costretto in un mondo che fino ad oggi non lo aveva mai compreso a fondo.

Quando abbiamo visto Maul – Shadow Lord ci siamo resi immediatamente conto di quanto fosse finalmente arrivato il suo momento. Ma anche e soprattutto della grande mancanza da parte dell’universo di Star Wars, da questo punto di vista. Già protagonista nella serie animata The Clone Wars, sempre di Dave Filoni, Darth Maul aveva decisamente bisogno del suo spazio. E non solo se l’è preso, ma lo ha conquistato a mani basse. La serie Maul – Shadow Lord è una delle più acclamate dai fan di Star Wars da qualche anno a questa parte. Prima di tutto perché l’animazione, che riprende la già citata The Clone Wars ma anche Rebels, è di una qualità sorprendente e allo stesso tempo è anche molto innovativa. Richiama le precedenti serie animate, ma conferisce all’atmosfera una sensazione molto più spigolosa e malinconica, perfettamente in linea col suo protagonista.
Il secondo motivo per cui Maul – Shadow Lord sta piacendo così tanto ai fan dell’universo di Star Wars è ancora più elementare: è scritta bene, pensata bene e soprattutto ha tantissimo da dire.
Anche quelli che pensano di conoscere molto bene Darth Maul, verranno stupiti da una concentrazione massima sul dualismo che lo contraddistingue e che lo rende interessante ma anche sfacciato.
Darth Maul, i fan lo sanno molto bene, è uno dei Sith più spietati ma anche meno compresi dell’intero mondo di Star Wars. Apparso per la primissima volta ne La minaccia fantasma, primo film della trilogia dei sequel di Star Wars, Maul lavorava per Darth Sidious e cercava vendetta per suo conto. Ma da subito si era compresa la sua forza, sia fisica che estetica. Il suo è infatti uno dei personaggi più ricordati anche per la sua stessa iconica fisicità. La spada laser doppia, un volto decisamente indimenticabile e una presenza scenica inconfondibile (nel film l’attore che lo interpreta è Ray Park). Ma il ruolo cui era rilegato era quello di “semplice” soldato di Palpatine.
Con Maul – Shadow Lord finalmente il personaggio riesce a prendersi il suo posto, riesce a delinearsi nella sua forma più completa. Persino nella sua forma più fallibile.

Dopo averlo visto alle prese con la conquista di Mandalore e con la ricostruzione del suo Collettivo Ombra, Maul può finalmente mostrarsi nella sua interezza, fatta da sete di vendetta ma anche di una saggezza per troppo tempo sottovalutata. Saggezza che vorrebbe a tutti i costi tramandare a Devon, sfruttando la sua titubanza.
La filosofia di Darth Maul è complessa e non sempre palese, e per questo Maul – Shadow Lord ha fatto davvero centro individuandone la forza e ponendo l’accento su di essa. La dualità che lo contraddistingue ha le sue radici in un passato turbolento, fatto di morte e di infedeltà. L’ostilità contro Darth Sidious e la rivalsa nei confronti di Obi Wan Kenobi sono solo due delle motivazioni che spingono Maul a vendicarsi. La malinconica freddezza che mette in tutto ciò che fa deriva soprattutto da una storia fatta più che altro di ombre. Ombre che Maul – Shadow Lord dipana, permettendoci di entrare e scoprirne la grandezza. È qui che Maul comincia davvero ad usare il suo dolore, rendendolo un’arma quasi invincibile. In Maul – Shadow Lord lo vediamo sofferente, fisicamente provato, eppure sempre in grado di rimettersi in piedi. Tanto da concentrare parte delle sue forze al convincimento di Devon.
Quella che Dave Filoni mette in atto in Maul – Shadow Lord è una bellissima opera di scrittura autoriale che prevede attesa palpitante, scontri esteticamente potenti, rievocazione del dolore e filosofica indecisione.
Fino alla fine dubitiamo che Devon possa davvero tradire il suo credo Jedi, e Maul – Shadow Lord ci sconvolge.
Darth Maul è in grado di sconvolgere. Convince Devon con la sua arguzie più che con la forza. Le salva la vita un paio di volte, è vero, e dimostra comunque di poterla difendere e aiutare fisicamente. Ma ciò che mette in atto davvero è un piano ben più ragionato e molto più coinvolgente per noi che lo vediamo avverarsi. Maul racconta a Devon cosa è giusto e cosa è sbagliato e allo stesso tempo le spiega quanto i confini tra le due cose siano molto labili. Lui sa quanto sia facile etichettare qualcuno come “cattivo” senza darsi la pena di chiedersi cosa possa esserci nel suo animo più profondo. Darth Maul sa che sono le scelte a definire il futuro e sa anche che la scelta porta con sé delle responsabilità.
La Forza, così presente in Devon, è necessaria ma va indirizzata in un mondo che non si fondi solo su assoluti. Non quelli che crede di conoscere lei, almeno.
L’oscurità di Maul viene fuori anche grazie alla sua stessa umanità. Maul – Shadow Lord lavora benissimo sul fragile equilibrio tra la storia del protagonista e la rivalsa che brama tanto, prima di tutto su se stesso e sulle scelte che ha fatto.

Maul – Shadow Lord non è solo un prodotto del franchise di Star Wars ben riuscito, è uno dei migliori degli ultimi anni. Come si diceva non è solo per bravura nel riempire un vuoto narrativo importante e richiestissimo, ma soprattutto per la capacità di organizzare un racconto coerente ma anche molto complesso. Intorno ad un personaggio che non ha niente di scontato e che amano in tantissimi. Il rischio di fallimento, quindi, era piuttosto alto. Dave Filoni, invece, ha saputo cogliere la necessità dei fan di vedere un Maul diverso ma anche molto simile a se stesso. Ha compreso come Maul – Shadow Lord potesse essere una storia di rivalsa anche dello stesso protagonista nei confronti del suo pubblico.
Oltretutto, i dieci episodi sono coinvolgenti, la storia è lineare e gli scontri sono interessanti anche da un punto di vista estetico che, nell’universo di Star Wars, non guasta mai.
Maul – Shadow Lord è una serie che aveva tanto da dire e non si è tirata indietro. È anche una serie che ha ancora molto da raccontare e, forse per la prima volta dopo tanto tempo per quanto riguarda le serie di Star Wars, siamo ansiosi dell’arrivo della seconda stagione. Se ci fosse stato ancora il dubbio che Dave Filoni potesse essere l’erede naturale di George Lucas, con Maul – Shadow Lord non c’è più.



