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Lo scudo invisibile di Effy Stonem

Skins

Il personaggio più forte di Skins, Elizabeth “Effy” Stonem, è l’unico ad apparire in più di due stagioni nel corso della serie televisiva britannica andata in onda dal 2008 al 2013 in Italia su MTV – oggi è visibile anche su Netflix -, diventata un cult per quella generazione che per la prima volta vedeva giungere nei piccoli schermi un teen drama fuori dagli schemi, i cui elementi principali erano l’abuso di droghe, i disturbi alimentari e le malattie mentali prima ancora delle solite tematiche come la sessualità, l’amicizia, gli amori e la crescita personale.

Skins racconta infatti le vite estreme di tre diverse generazioni di adolescenti di Bristol, a ciascuna delle quali dedica due stagioni. La bella Effy, interpretata da Kaya Scodelario, ne attraversa quattro, le prime due come personaggio in un certo senso secondario, mentre della terza e quarta stagione è indiscussa protagonista. Il suo personaggio era probabilmente troppo interessante per essere abbandonato subito, e in effetti è quello di cui si ha un ricordo più vivido anche anni dopo ripensando a Skins.

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Nelle prime stagioni di Skins Effy è la sorellina problematica di Tony Stonem, ragazzo egoista e calcolatore che tuttavia con lei mostra il suo lato più dolce e protettivo. Effy non parla, probabilmente per una presa di posizione e un tentativo di ricercare attenzioni da parte della sua famiglia negligente, che non sembra affatto preoccuparsene; coperta dal fratello maggiore, sgattaiola fuori dalla finestra per partecipare da sola a feste a base di alcol e droghe di cui fa uso nonostante l’età precoce. Sembra sostanzialmente impenetrabile, è difficile capire cosa pensi e cosa provi, o se provi qualcosa: l’unica certezza è il viscerale affetto che nutre nei confronti del fratello maggiore. Quando alla fine della prima stagione Michelle, la ragazza di Tony, le chiederà per prima perché non parli e perché a nessuno importi, Effy ritroverà finalmente la voce per esprimersi proprio sull’orlo un ulteriore trauma: Tony viene investito da un camion davanti ai suoi occhi e la sua famiglia da quel momento in poi entrerà in una fase particolarmente dura.

Effy arriva dunque alla terza stagione di Skins con un background già delineato, a differenza degli altri personaggi della seconda generazione che lo spettatore deve imparare a conoscere. Non è difficile allora capire gli eventi che interesseranno questo personaggio caleidoscopico da qui in poi: la ragazza ha abbandonato la propria scelta di non parlare, entra al liceo e subito si fa notare non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua enigmaticità e il suo anticonformismo che la rendono speciale agli occhi dei primi ragazzi di cui fa la conoscenza, Freddie e Cook. I due ragazzi si innamorano di lei fino a mettere in crisi la loro storica amicizia.

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Effy appare con entrambi fredda, impenetrabile e a volte insensibile, guidata nelle sue azioni dalla paura di aprirsi e di lasciarsi andare alle proprie emozioni. Portata a scegliere Cook più che Freddie, pur essendo veramente innamorata di quest’ultimo, evita di costruire relazioni profonde giocando con il cuore dell’uno e allo stesso tempo impedendosi di legarsi all’altro. Come i fan di Skins sapranno, questa tattica non funzionerà e alla fine Effy riuscirà ad andare oltre i propri limiti per scegliere colui che ama davvero. Nessun lieto fine per la bella Effy, in quanto il suo personaggio è caratterizzato da una tendenza alla depressione e alla psicosi, rispetto alla quale la freddezza e il rifiuto delle emozioni troppo forti costituivano probabilmente un antidoto, un modo di evitare di abbattere quel muro che non faceva altro che contenere i suoi demoni. Caduto lo scudo, lei si frantuma in mille pezzi e questa esplosione non porta niente di buono per lei e chiunque le stia intorno.

Il finale della quarta stagione di Skins è cruento e controverso: lo psicologo di Effy, neanch’egli indifferente al suo enigmatico fascino, si è innamorato di lei, ma si tratta di una persona pericolosa che fa di tutto per tenerla ragazza per sé, fino a uccidere Freddie, il cui assassinio non viene mai scoperto. L’unico a capire cosa fosse successo è Cook, che si occuperà di vendicarlo uccidendo lo psicologo. Effy, dal canto suo, non viene mai a sapere nulla o preferisce non farsi domande sull’accaduto: il ragazzo che l’ha resa vulnerabile è scomparso e, per quanto lo ami, questa può essere forse un’occasione per rimettere ordine nella sua vita.

Ciò che accomuna tutti i finali di stagione di Skins è che rimangono in qualche modo aperti, succede sempre qualcosa di tragico che modifica le vite dei personaggi ma non viene mai illustrato il dopo. La storie di Cook e di Effy vengono tuttavia riprese singolarmente nella settima stagione di Skins, annunciata nel 2012 e andata in onda per la prima volta in Inghilterra su E4 nel 2013. La stagione conclusiva è composta da tre capitoli, Skins Fire, Skins Pure e Skins Rise, focus sui personaggi di Effy, Cassie e Cook e sulla loro vita adulta. Mentre la vita di Cook rimane indissolubilmente legata al suo passato, all’omicidio compiuto per vendicare l’amico che lo condanna a vivere una vita lontano da Bristol e pieno di rimorsi, Effy – donna in carriera enigmatica e impenetrabile – sembra essere andata avanti senza porsi domande, tant’è che i personaggi di Freddie e Cook non vengono mai nominati.

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Quello scudo invisibile che ha protetto Effy Stonem da scosse emotive distruttive nell’adolescenza sembra essersi rigenerato e fatto più duro: non il fallimento della sua carriera che culmina con il suo arresto, non la malattia che consuma e uccide Naomi – diventata sua coinquilina e più cara amica – sembrano smuoverla più di tanto e nell’ultima scena in cui la vediamo, in manette nell’auto della polizia, ci lascia con il suo impenetrabile, enigmatico sorriso sotto il quale più volte lungo la serie abbiamo visto celarsi un profondo abisso di ignoto.

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Scritto da Valentina Zucca

Il binge watching è la mia unica costante.

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