8) Lost

Qui ci dissociamo. Possiamo dissociarci da questa posizione? Perché Hall of Series – Comunità di Recupero ha tutto il diritto di sostenerlo, ma qui serve ridimensionare. Lost è stata sempre se stessa. In ogni stagione, in ogni episodio. Mitologia, fede, il conflitto costante tra scienza e spiritualità: c’è sempre stato tutto, dall’inizio alla fine. Se c’è un’intrusa in questa classifica, è proprio Lost.
Lost ha osato. E lo ha fatto scegliendo il finale più coerente possibile. Ha deciso di andare oltre ciò che è tangibile e razionale per abbracciare una dimensione sospesa, in cui i personaggi si ritrovano per lasciarsi andare. Qualunque cosa sia accaduta su quell’isola, ciò che resta è un legame eterno, destinato a continuare oltre ogni confine. Oltre la vita stessa.
Per la prima volta, Lost ha messo il pubblico davanti a una Serie Tv che non voleva rispondere a ogni domanda, ma scegliere di andare oltre, costruendo una conclusione profondamente spirituale. Ogni stagione aggiungeva interrogativi, apriva nuove prospettive, spingeva a riflettere ancora e ancora. E forse proprio queste incognite hanno allontanato un pubblico che cercava solo risposte, senza pensare a che viaggio incredibile stesse prendendo parte. Un po’ come succede adesso con From, le cui risposte finali sono diventate un’ossessione superiore all’esperienza di visione di una delle migliori Serie Tv degli ultimi anni, un prodotto che ci sta permettendo di vivere un’esperienza che da tempo non vivevamo in questo modo.
È sempre stata Lost, senza mai smarrirsi davvero. Nonostante un finale divisivo, che a distanza di anni continua a far discutere come pochi altri nella storia della televisione. Lo ribadiamo: qui ci dissociamo. Perché questa è stata televisione pura, e l’unico rimpianto è questo posto in classifica.
7) Westworld, una delle Serie Tv che sono peggiorate come The Walking Dead secondo Hall of Series – Comunità di Recupero

Quando la prima stagione di Westworld arrivò, le reazioni della critica e del pubblico furono le stesse: per entrambi si trattava di un vero e proprio inno al capolavoro. HBO, che di capolavori ne ha realizzati tanti, era già pronta a vantare il suo nuovo successo, l’ennesima scelta perfetta trattata in modo impeccabile. Tutto stava funzionando, ancora una volta.
Con un cast di prim’ordine e una trama incentrata su androidi e desideri umani, Westworld sembrava la nuova scommessa stravinta da HBO, e così è stato, ma solo fino all’arrivo della seconda stagione. Già con l’inizio del nuovo ciclo di episodi, infatti, il pubblico non si mostrava più convinto né entusiasta: le cose si erano fatte troppo complesse. HBO era già sul piede di guerra e, dall’alto dei suoi successi, conferma la Serie Tv per una terza stagione con lo sguardo di chi sembra dire di non fare passi falsi. Ma, come in tutte le storie, i passi falsi arrivarono eccome.
Westworld non era più la stessa di un tempo. Un momento prima era come il partner perfetto che ti porta la colazione a letto, e quello dopo come chi al mattino neanche ti saluta, altro che caffè a letto. Nonostante HBO abbia provato a trasformarla in uno dei suoi nuovi prodotti di punta, programmati per vincere Golden Globe e infrangere record, e nonostante una discreta e illusoria ripresa nella quarta stagione, il cosiddetto canto del cigno, le cose per Westworld non sono andate come sperato. A ricordarcelo è soprattutto quella terza stagione, in assoluto la più debole. Nella quarta, per un attimo, avevamo persino intravisto segnali di un possibile miglioramento. Ma la cancellazione ha spazzato via tutto, chiudendo Westworld con la consapevolezza di un’occasione sprecata e di un percorso costellato di ostacoli che non è mai riuscita a superare.







