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Facile sentimentalismo, patetismo prêt-à-porter e morti come piovessero. Grey’s Anatomy, superando The O.C., è probabilmente una delle serie che odio di più per quel bisogno disperato che ha di indurre il pubblico a commuoversi. Un’ipocrisia davvero poco accettabile. Eppure, in alcuni momenti, alla forzata volontà di emotività spicciola si sostituisce una delicatezza sincera e profonda.
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Accade in particolare nel finale di quinta stagione quando in un crescendo di tensione e sensazioni contrastanti (la felicità per Meredith e Derek) scopriamo che lo sfigurato paziente ricoverato altri non è che George. Izzie contemporaneamente perde conoscenza. I due momenti si sovrappongono, la drammaticità di entrambi sale mentre la voce di Meredith ci ricorda: “Di tanto in tanto guardati attorno, goditi ogni cosa. Perché è tutto qui. E domani potrebbe non esserci più”.
L’ascensore si apre. Izzie e George sono sullo stesso piano. Il piano a cavallo tra vita e morte. George indossa il suo abito da militare (quello che sarebbe stato il suo futuro), Izzie il vestito rosa che portava la sera della morte di Danny. Sono entrambi felici di vedersi ma disorientati. Il sorriso appena accennato si confonde nella smorfia di Izzie che sa di dover dire addio all’adorato George. È tutto finito. Il domani è ora.