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La classifica delle 5 migliori Serie Tv di Chuck Lorre

the big bang theory

All’anagrafe Charles Michael Levine, Chuck Lorre è famoso soprattutto per essere lo sceneggiatore di The Big Bang Theory, la sua creazione più popolare e amata dal pubblico.

Non tutti però sono al corrente del fatto che il celebre regista e produttore statunitense è l’autore di molte altre serie tv di successo, e pochi sapranno che è anche un appassionato compositore, tant’è che dopo aver abbandonato la scuola fece addirittura un tour negli Stati Uniti come chitarrista e cantautore.

Solo i suoi fan più attenti inoltre avranno notato le iconiche vanity card della Chuck Lorre Productions: alla fine di ogni episodio di alcune sue sitcom infatti, più precisamente Dharma & GregDue uomini e mezzoThe Big Bang TheoryMike & Molly e Mom, Lorre scrive un messaggio che somiglia a un editoriale, un saggio o un’osservazione sulla vita. Una card generalmente può trattare diversi argomenti, come la cancellazione di Dharma & Greg o la genesi di Due uomini e mezzo, inoltre viene mostrata solo per pochi secondi, per cui i messaggi più lunghi possono essere letti solo registrandoli o mettendoli in pausa. La CBS ha censurato più volte le sue cards: tuttavia Lorre posta entrambe le versioni sul suo sito internet, sia quelle non censurate che quelle censurate. 

Dopo aver conosciuto un po’ meglio il brillante ideatore di svariati successi del piccolo schermo, ecco le 5 migliori serie tv di Chuck Lorre, elencate in questa personale classifica!

5) Dharma & Greg

The Big Bang Theory

Prodotta dal 1997 al 2002, Dharma & Greg narra le vicende di due giovani molto diversi tra loro sia per carattere che per estrazione sociale, apparentemente senza nulla in comune: Dharma è un’istruttrice di yoga cresciuta in un ambiente new age fortemente anticonvenzionale, mentre Greg è un avvocato proveniente da una facoltosa famiglia dell’alta borghesia. I due si incontrano casualmente e dopo un unico lungo sguardo decidono di sposarsi: con il matrimonio arrivano i primi inevitabili ed esilaranti scontri, dovuti alle loro innumerevoli differenze.

Composta da un totale di 119 episodi raggruppati in 5 stagioni, la serie ha ricevuto vari riconoscimenti tra cui un Golden Globe per la Miglior attrice in una serie comedy, assegnato a Jenna Elfman.

4) Mom

Trasmessa dal 2013, la sitcom vede protagonista una giovane madre single di nome Christy (Anna Faris), che tenta di dare una svolta alla sua vita lasciandosi alle spalle i suoi problemi con alcol e droghe.

Da poco nuovamente sobria, Christy fatica a prendersi cura di se stessa e dei suoi due figli in un mondo pieno di tentazioni e insidie: a metterla in difficoltà è soprattutto il rapporto conflittuale con sua madre Bonnie, che si trova suo malgrado costretta a ospitare per dividere le spese domestiche e ricevere un aiuto nell’accudire i figli. Ma nonostante la strada in salita, la protagonista di Mom è determinata a porre rimedio ai numerosi sbagli commessi in passato.

3) The Kominsky Method

The Big Bang Theory

Per questa nuova opera di Chuck Lorre, trasmessa a partire dal 2018, la produzione originale Netflix si è avvalsa addirittura di due protagonisti d’eccezione: Michael DouglasAlan Arkin, interpreti sopraffini nelle rispettive parti dell’attore in declino che cerca di negare la fine della sua carriera e dell’agente cinematografico di successo scontroso e con problemi familiari.

In The Kominsky Method le risate tipiche della comedy sono più dosate e sporadiche, perché questa serie non punta solo a divertire lo spettatore ma si focalizza sulle vite di Sandy KominskyNorman Newlander, sul loro rapporto d’amicizia e su come vivono l’anzianità.

2) Due uomini e mezzo

Chuck Lorre non è solo The Big Bang Theory, dicevamo. Lo dimostra il secondo posto aggiudicato dalla popolare sitcom statunitense prodotta dal 2003 al 2012, di cui è co-autore Ashton Kutcher.

Alan e suo figlio Jake si trasferiscono nella casa sulla spiaggia di Charlie in seguito alla separazione del primo dalla moglie, la quale ha scoperto di essere lesbica. Crescere il figlio in casa del fratello tuttavia si rivela un’impresa assai ardua: la storia infatti è incentrata sulle situazioni il più delle volte spassose nate dalle diverse abitudini e stili di vita di Charlie, scapolo incallito e inguaribile Dongiovanni, e di suo fratello, molto più tranquillo e maniacalmente preciso. 

Dodici stagioni caratterizzate da una comicità dirompente e continui colpi di scena che hanno portato a Due uomini e mezzo 2 candidature ai Golden Globes, 19 candidature e un premio agli Emmy Awards, e 3 candidature ai SAG Awards.

1) The Big Bang Theory

The Big Bang Theory

La classifica non poteva che chiudersi con il primato indiscusso di The Big Bang Theory: la serie trasmessa dal 2007 al 2019 ha chiuso i battenti da oltre un anno (ma è davvero la fine?), eppure non può fare a meno di mancarci terribilmente.

Le vicende di Sheldon e dei suoi strampalati amici nerd ci hanno catturato fin dal primissimo impatto con l’esilarante sitcom e non hanno smesso di divertirci (e persino commuoverci) per dodici lunghi anni. A partire dalla messa in onda dell’episodio pilota, il 24 settembre del 2007, The Big Bang Theory è assurta tra le serie più acclamate della sua epoca, ottenendo il favore sia del pubblico che l’ha seguita per 279 episodi, sia della critica che l’ha premiata con 10 Emmy Awards.

La fortunatissima serie ha in particolare il merito di aver creato una vera e propria moda. Se infatti il tema nerd in passato è stato più volte affrontato con una caratterizzazione caricaturale e malcelata ridicolizzazione, proprio grazie a The Big Bang Theory si è giunti ad un’inversione di tendenza: quelli che prima erano considerati degli sfigati vengono oggi esaltati e persino imitati.

Non solo una riuscita serie tv quindi, ma anche uno straordinario esempio di come categorie sociali bistrattate possano trasformarsi in inaspettati idoli dai quali trarre ispirazione.

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Written by Cristina Natoli

Il mio (metro e sessanta scarso di) corpo è composto da un’insensata intermittenza di intricati funambolismi mentali privi di qualsiasi utilità pratica e pennellate rosa di incurante leggerezza, tra i quali mi destreggio con la stessa nonchalance innata con cui passo dalle serie tv Drama alle comedy, senza andare in autocombustione.

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