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5 Serie Tv Netflix (che un tempo sono state grandi) di cui non dovremmo dimenticarci

4 – Love, Death & Robots

love death & robots
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Forse sarò di parte perché sono una grande fan della serialità antologica, soprattutto quando la serie in questione ha un bel quantitativo di puntate. Non so, mi toglie quell’ansietta che di solito ho quando so di avere davanti tanti episodi da recuperare. Sarà per questo, sarà perché effettivamente merita, ma per quanto mi riguarda Love, Death & Robots è un gioiellino Netflix, anche se rischia sempre di cadere nel dimenticatoio. Tra le serie animate più interessanti della piattaforma, gli episodi delle quattro stagioni attualmente prodotte – del destino di un’ipotetica quinta oggi non si sa molto – sono costruiti da animatori differenti ma presentano un nucleo di racconto e significato comune. Sono, per l’appunto, storie legate all’amore e alla morte. Storie con robot che in alcuni casi sono l’unica “forma di vita” rimasta, mentre in altri convivono più o meno pacificamente con gli esseri umani.

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Dal punto di vista strutturale e narrativo, Love, Death & Robots può essere considerata una sorta di Black Mirror animata. Eppure, per quanto altrettanto valida, non è riuscita a raggiungere quella viralità e quella capacità di entrare nell’immaginario collettivo che hanno permesso a Black Mirror di diventare la serie perennemente attesa che è. Ciò non toglie comunque a Love, Death & Robots i suoi meriti: la capacità di utilizzare l’animazione, la fantascienza e in molti casi l’apocalisse per scardinare i problemi e le manie di grandezza di una politica e di una società che troppo spesso non si rendono conto della propria piccolezza rispetto alla vastità del mondo. Ah, se solo fossimo in grado di imparare davvero da ciò che vediamo.


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