L’uscita in pompa magna di una serie tv non sempre corrisponde al fatto che questa resti nell’immaginario collettivo. Anzi spesso, fin troppo spesso, come spettatori abbiamo la memoria corta. È una conseguenza naturale della serialità contemporanea: guardiamo tanto, guardiamo spesso, molte volte guardiamo a velocità binge watching. Finiamo una serie, la amiamo, ci sembra unica. Poi ne cominciamo un’altra e di quella che abbiamo visto prima non ci resta che un ricordo sempre più lontano, sempre più evanescente. Il risultato? Molte serie tv estremamente promettenti in fase di diffusione diventano nel tempo serie tv sottovalutate da Netflix, Prime Video, Disney+ e compagnia. E soprattutto da noi che di queste piattaforme fruiamo.
Prendiamo Netflix. La piattaforma che per prima ci ha permesso di conoscere e fruire di una serialità diffusa e praticamente onnipresente. Nell’infinità di titoli presenti che oggi la rappresentano e che continuiamo a guardare e riguardare – penso per esempio a Stranger Things o Black Mirror – si nascondono serie meno viste, oggi considerate meno memorabili, ma che all’epoca della loro distribuzione hanno fatto la differenza. Serie che possono fare la differenza ancora oggi, perché continuano a meritare. Quali sono? Ce ne sono parecchie, ma delle 5 che consideriamo più interessanti parliamo nei prossimi paragrafi.
1 – Maniac

Quando la serialità si dà la possibilità di affrontare tematiche importanti e spesso considerate taboo come le patologie psichiatriche può dare vita a prodotti di qualità che hanno davvero qualcosa da raccontare. E che sanno farlo anche molto bene. Uno di questi casi ha un titolo che un tempo è stato grande ma che è finito tra le serie tv sottovalutate di Netflix: Maniac. In una delle sue poche ma buone esperienze seriali, Emma Stone dà il volto ad Annie, una donna che soffre di disturbo borderline di personalità. Assieme a lei al centro della trama c’è Owen, delirante e schizofrenico membro di una ricca famiglia con la quale non vuole avere assolutamente nulla a che fare. Che ve ne pare di queste premesse?
Annie e Owen hanno due personalità complicate e vivono due situazioni tutt’altro che semplici. Si incontrano nel contesto di uno studio farmaceutico che promette la liberazione da ogni disturbo mentale, ma che dà invece il via a un viaggio che per loro è tra realtà e immaginazione, mentre per noi spettatori è un vero e proprio tuffo nelle complessità della psiche umana. Un tuffo che, per quanto possa fare paura, è anche necessario. Miniserie che riesce benissimo a fare il suo dovere – convogliare un messaggio in un numero limitato di episodi – Maniac è una delle prove provate di quanto Netflix abbia avuto (e credo abbia ancora) tanto da raccontare. E questo, anche se troppo spesso le serie più belle si perdono nei meandri di un catalogo enorme.
2 – The End of the F***ing World

Non esagero quando dico che The End of the F***ing World è una delle serie tv più intense che io abbia visto in vita mia (e per deformazione professionale, modestamente, non ne ho viste poche). E proprio per questo, a sette anni dalla sua conclusione, mi fa un po’ male considerarla tra le serie tv sottovalutate di Netflix. James e Alyssa sono due diciassettenni dalle vite tutt’altro che semplici. Lui non riesce a provare emozioni, è convinto di essere uno psicopatico e dopo l’uccisione di diversi animali progetta di uccidere anche una persona. Lei si presenta come un’adolescente ribelle e menefreghista, dall’indole aggressiva verso il prossimo e annoiata dalla sua quotidianità. Eppure dietro questa facciata nasconde un passato e un presente fatti di abbandono e poca considerazione da parte della sua famiglia.
James e Alyssa si incontrano, si trovano e scappano insieme, partendo per un viaggio che li allontanerà dalla loro routine e dai loro problemi. Anche se, chiaramente, ne affronteranno degli altri. Se in un primo momento Alyssa è la vittima designata del piano di James, nel tempo i due si avvicinano, si conoscono nel profondo, si danno l’uno con l’altra l’attenzione di cui hanno sempre avuto bisogno. Qui non dirò altro, se non avete ancora visto The End of the F***ing World non meritate spoiler eccessivi. Vi basti sapere che è una serie disturbante ma anche tenera, sempre profonda e impattante. Un gioiellino che merita di ritrovare il suo posto nel nostro immaginario collettivo di spettatori seriali.





