Ognuna di queste dieci serie tv ha contribuito a plasmare il genere sci-fi degli anni Duemila con modalità diverse, ma tutte hanno saputo coinvolgere un pubblico appassionato. La classifica riflette il giudizio degli spettatori e sottolinea come ogni titolo abbia lasciato un’impronta duratura nell’immaginario collettivo sci-fi del nuovo millennio.
Ecco le 10 migliori serie tv sci-fi degli anni Duemila secondo il pubblico di IMDb.
10) Eureka (2006-2012)

Nel bel mezzo di una finta cittadina dell’Oregon vive in incognito la crème della scienza americana. Fisici teorici, biologi genetisti, ingegneri quantistici, tutti stipati in un luogo segreto dove ogni giorno viene testata tecnologia all’avanguardia, spesso con esiti disastrosi. Qui arriva il protagonista, Jack Carter, uno sceriffo tutto d’un pezzo ma decisamente poco scientifico, catapultato in un mondo di cui capisce poco o nulla, ma che impara ad amare (e salvare) episodio dopo episodio.
Jack è il POV dello spettatore comune: disorientato, pragmatico, spesso l’unico a porre domande sensate quando qualcuno apre un portale interdimensionale nel retrobottega del supermercato. È un protagonista atipico per una serie sci-fi: niente super poteri, niente genio nascosto, solo un cuore grande e tanto buonsenso. Ed è proprio questo suo lato umano a permettere allo show di bilanciare l’assurdità tecnologica con l’emotività quotidiana.
Nonostante inizialmente non abbia convinto pienamente la critica, la serie si è rivelata un successo di pubblico per la rete Syfy (allora Sci-Fi Channel). Questo traino di pubblico ha portato il canale a rinnovarla per cinque stagioni complessive. In termini di impatto culturale, Eureka ha conquistato i fan con il suo mix di scienza, umorismo e cuore. I personaggi simpatici e le invenzioni fantasiose hanno consolidato la popolarità della serie, soprattutto in Nord America. Nel Regno Unito è stata trasmessa anche con il titolo alternativo A Town Called Eureka, rafforzando il seguito internazionale del programma
9) The Middleman (2008)

Il titolo è il nome in codice di un agente segreto che combatte le “minacce troppo bizzarre per l’esercito”. È un eroe d’altri tempi, tutto integrità morale e capelli da figurina Panini. Accanto a lui lavora Wendy Watson, un’artista sarcastica con una mente acuta, che diventa la sua apprendista dopo aver assistito a un attacco tentacolare in un laboratorio biogenetico. Da lì in poi: scimmie geneticamente modificate, robot venezuelani, vampiri yuppie, alieni fan di soap opera e molto altro.
Serie tv breve e poco nota, The Middleman è però diventata un piccolo cult tra gli appassionati del genere sci-fi.
Trasmessa in estate nel 2008 per soli 12 episodi, ha combinato ironia nerd, riferimenti pop e avventure di super-agenti in chiave surreale. I creatori – consapevoli del limite di episodi – hanno riempito la serie di battute interne e omaggi ad altri generi (dai film horror anni ’80 alle band anni ’60), rivolgendosi espressamente agli spettatori più smaliziati. Esempio? Una tipica scena può includere una battuta su Kant, seguita da un inseguimento con un alieno travestito da fonico punk, il tutto mentre un assistente robot legge Anna Karenina in russo. E tutto… funziona. Il mondo narrativo ha regole assurde ma coerenti, come nelle migliori comedy sci-fi. Ancora oggi The Middleman è ricordata con affetto per il suo stile eccentricamente pop, anche se non ha avuto il riscontro di pubblico necessario per durare più a lungo.






