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9 personaggi delle Serie Tv che hanno subito un’involuzione pressoché inspiegabile

Kate Austen

Steve Brady – And Just Like That

Steve Brady - And Just Like That

Il tanto atteso sequel di Sex and The City ha distrutto impunemente un personaggio storico della serie tv di Darren Star. Il “una-notte-e-via”, amico, fidanzato, poi friend-with-benefits, poi amico, marito, poi ex marito di Miranda Hobbes non ha mai avuto un temperamento deciso. Ma almeno, nella serie originale, conservava una certa dignità. In And Just Like That, senza nessun motivo, la componente “dignità” è stata sottratta all’equazione. Il risultato? Non serve parlarne ancora. È troppo doloroso. Un commuovente #JusticeforSteve basta a descrivere come ci sentiamo dopo aver assistito a una vera e propria vivisezione umana. Siamo passati da uno Steve frizzante, non sempre sveglio, ma comunque genuino, buono e amorevole a una versione ultra centenaria di un tipo che si nutre di gelato e non ricorda nemmeno di essere venuto al mondo.

Il trattamento che ha subito è ancor più drammatico se consideriamo le interazioni che Miranda, e gli altri, hanno con il personaggio. Steve è diventato parzialmente sordo e potrebbe mostrare i primi segni di demenza precoce, come sua madre. Uno stato di salute che non dipende da lui (ma che nella serie tv viene colpevolizzato!) che mai e poi mai dovrebbe far ridere. Invece il personaggio di David Eigenberg diventa lo zimbello del gruppo. Sembra quasi che il reparto scrittura abbia voluto esasperare la “vecchiaia” di Steve per trasformarlo in un espediente comico. O peggio, per “motivare” le insoddisfazioni di Miranda e rendere quindi meno grave il suo tradimento. Siamo certi che scrivendo una versione di Steve meno macchiettistica tutto sarebbe potuto accadere allo stesso modo, ma in maniera più naturale e coerente. Le persone si lasciano, cambiano, si allontanano e non è colpa di qualcosa o di qualcuno (tantomeno di una condizione di salute).

Daenerys Targaryen, una delle protagoniste di una delle serie tv da vedere più importanti di sempre: Game of Thrones

Daenerys Targaryen

L’evoluzione di Daenerys Targaryen in villain è assolutamente coerente; è un destino che l’attendeva sin da quel bagno bollente subito prima di incontrare Khal Drogo. Avevamo tutti gli elementi per capire che sarebbe successo, come si intuisce anche dai libri. Eppure gli sviluppi frettolosi del capitolo finale rendono difficile abituarsi alla versione last minute della “Regina Folle”. Non immaginiamo nessun epilogo diverso da quello che abbiamo visto nella contestatissima ottava stagione. Un capitolo sofferto, frenetico, ma sensato. Seriamente qualcuno si aspettava un lieto fine con Daenerys e Jon Snow insieme, accanto al focolare, a cullare dei cuccioli di drago?

La svolta oscura era inevitabile, ma la velocità con cui questa è avvenuta rende difficile accettare un tale esito. Avremmo voluto goderci la trasformazione con più calma, come è accaduto fino alla settima stagione. Daenerys è stata un grande personaggio seriale, che abbiamo imparato a conoscere attraverso uno sviluppo graduale, parsimonioso, dosato con sapienza. Un arco narrativo che purtroppo è stato distrutto in un secondo, con la stessa foga con cui “My Queen” distrugge tutto quello che incontra. La colpa di David Benioff e D. B. Weiss non è dunque il cosa, ma il come tutto ciò è stato messo in scena. Sappiamo che ci sono state molte difficoltà, anche economiche, e delle scelte obbligate. Ma la deriva frettolosa dell’ottava stagione rende davvero inspiegabile la distruzione del suo arco evolutivo, che da regina amata a regina folle ha impiegato una manciata di frame.

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