ATTENZIONE: l’articolo può contenere spoiler su Strappare lungo i bordi, Questo mondo non mi renderà cattivo e Due Spicci
Negli ultimi anni la serialità italiana si è arricchita di un nuovo grande protagonista. Da tantissimo tempo figura di riferimento nel mondo dei fumetti, nel 2021 Zerocalcare è sbarcato su Netflix con Strappare lungo i bordi, la sua opera prima per il piccolo schermo che si è rivelata immediatamente un piccolo gioiello. La produzione animata ha conquistato gli spettatori grazie alla sua capacità di mescolare tono ironico e tematiche molto profonde. Ha fatto così conoscere al grande pubblico i personaggi dei fumetti di Zerocalcare: da Sara e Secco, passando per l’amatissimo Armadillo e ovviamente per Zero.
Dopo il grande successo di Strappare lungo i bordi è arrivato – due anni dopo – Questo mondo non mi renderà cattivo. Qui Zerocalcare ripropone il suo stile inconfondibile, portando però il racconto su un piano meno intimo-riflessivo e più sociale-politico. Quest’anno è poi arrivato l’ultimo capitolo della collaborazione tra Netflix e il fumettista romano. Due Spicci chiude questa sorta di trilogia proponendo un racconto più ampio e articolato, capace di mescolare le due anime intraviste nelle opere precedenti. Riuscendo al contempo a mantenere intatta la cifra estetica che ha reso le serie tv di Zerocalcare tra i titoli più amati degli ultimi anni.
A detta dello stesso autore, Due spicci mette la parola fine a questa trilogia generazionale. Per questo motivo è sicuramente il momento adeguato per tirare delle somme e provare a mettere in ordine i tre lavori del fumettista. Si tratta – è bene specificarlo – di serie tv di grande valore, tra cui però si riconoscono dei punti di forza e di debolezza che permettono di stilare questa classifica. Cominciamo, dunque, questo viaggio nel lavoro seriale di Zerocalcare. Partiamo dall’ultimo gradino di questa ristrettissima classifica fino a giungere a quella che – secondo noi – è la migliore serie tv di Zerocalcare.
3. Questo mondo non mi renderà cattivo, lo sguardo socio-politico di Zerocalcare

“Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista” cantava Caparezza, e probabilmente anche Zerocalcare ha dovuto fare i conti con questo assunto. Dopo lo straordinario successo di Strappare lungo i bordi, il fumettista è tornato su Netflix con un’opera molto diversa da quella precedente. Innanzitutto l’autore ha dovuto fare i conti con un contesto mutato. Se la sua prima serie tv è arrivata con la vantaggiosa spinta della novità, Questo mondo non mi renderà cattivo ha invece dovuto convivere col peso delle aspettative. E questo è un elemento che – soprattutto in fase contestuale – pesa molto.
C’è poi da dire che in molti si aspettavano un racconto intimo come quello di Strappare lungo i bordi, e invece Zerocalcare per la sua opera seconda ha deciso di ampliare il proprio sguardo. Rimane quella prospettiva generazionale comune a tutte le sue serie tv, ma qui si affaccia prepotentemente la critica sociale. Condita inevitabilmente da un sottotesto politico che comunque mantiene un suo peso, in virtù anche dell’esposizione in tal senso del personaggio. Questo mondo non mi renderà cattivo racconta la storia di Cesare, un ragazzo che dopo un passato burrascoso e del tempo trascorso in comunità, torna nel suo quartiere e si trova a dover fare i conti con una realtà molto complessa.
Il primo elemento che si evince da Questo mondo non mi renderà cattivo è una pesante critica sociale, rivolta verso un sistema che non prevede minimamente il reinserimento in società di elementi che – per diversi motivi – hanno dovuto uscirvi per un periodo. La parabola di Cesare s’innesta poi in un contesto di periferia segnato da una pesante disputa su un centro di accoglienza per migranti. Disputa che – ancora una volta inevitabilmente – assume evidenti connotazioni politiche. Ne esce fuori un coacervo di tensioni che esplodono nel finale, restituendoci un quadro desolante della realtà odierna.
Pur ritrovando tutti gli elementi caratteristici dello stile di Zerocalcare, Questo mondo non mi renderà cattivo è risultato un filo meno convincente di Strappare lungo i bordi. Ovviamente le tematiche affrontate hanno avuto un peso nella ricezione della serie tv, ma in generale ci è sembrato che per allargare lo sguardo sul versante socio-politico, si sia affievolito quello sulla prospettiva intima e generazionale. Resta un’ottima serie tv – su questo non c’è dubbio – ma complessivamente è la meno riuscita tra le tre serie tv firmate da Zerocalcare per Netflix.
Qui trovate la recensione di Questo mondo non mi renderà cattivo






