3) Don’t Trust the B**** in the Apartment 23 – La convivenza tossica più divertente della sitcom USA

Tra le sitcom più sottovalutate degli anni Duemiladieci, Don’t Trust the B*** in the Apartment 23 è una serie tv con coinquilini che ha saputo usare il tema della convivenza per costruire una commedia cinica, irriverente e sorprendentemente intelligente. La premessa è quasi classica: June, ragazza ingenua e ottimista appena arrivata a New York, finisce a condividere un appartamento con Chloe, truffatrice manipolatrice, irresponsabile e totalmente priva di filtri morali. Ma la serie prende subito una direzione molto più folle rispetto alla classica comedy sui coinquilini incompatibili. Chloe è uno dei personaggi più caotici e imprevedibili della sitcom americana recente. Egoista, opportunista e spesso terribile con chiunque le stia intorno, riesce però a diventare incredibilmente affascinante proprio grazie alla sua sincerità brutale. Non cerca mai di apparire migliore di quello che è.
Il rapporto tra June e Chloe funziona perché rappresenta due modi opposti di affrontare il mondo adulto. June crede ancora nell’idea che esistano regole precise per ottenere felicità e stabilità. Chloe, invece, vive come se il caos fosse l’unica condizione possibile dell’esistenza. La convivenza tra le due diventa così uno scontro continuo tra idealismo e disillusione. Eppure, sotto la superficie sarcastica della serie, emerge gradualmente un legame autentico. Perché una delle cose più interessanti delle serie tv con coinquilini è proprio questa: persone che non si sceglierebbero mai nella vita reale finiscono spesso per diventare indispensabili l’una per l’altra. Don’t Trust the B*** in the Apartment 23 (qui info sulla serie) riesce inoltre a raccontare molto bene la solitudine urbana. New York, difatti, non appare come una città romantica o scintillante, ma come un luogo in cui milioni di persone cercano disperatamente connessioni emotive mentre fingono di essere perfettamente indipendenti.
Serie Tv e coinquilini: vita adulta perfetta VS realtà emotivamente disastrosa
In questo show tutti cercano di apparire sicuri, vincenti e seducenti, ma sotto la superficie emerge costantemente una fragilità enorme. Anche i personaggi secondari contribuiscono a creare questo senso di caos permanente. Le relazioni sentimentali sono tossiche, le amicizie cambiano continuamente forma e persino i momenti più assurdi nascondono spesso una vena malinconica. Uno degli aspetti più riusciti della serie è proprio il modo in cui utilizza la comicità estrema per parlare di qualcosa di molto reale: la difficoltà di trovare un equilibrio emotivo in una grande città. Chloe e June non rappresentano soltanto due coinquiline incompatibili, ma due diversi modi di reagire alla paura del fallimento.
June prova disperatamente a costruire una vita stabile seguendo regole precise. Chloe, invece, sembra aver rinunciato completamente all’idea di stabilità, trasformando il cinismo in una forma di autodifesa. E dietro l’umorismo sopra le righe si nasconde anche una riflessione abbastanza amara sull’età adulta contemporanea. I personaggi sembrano vivere in un eterno presente, incapaci di costruire qualcosa di stabile ma terrorizzati dall’idea di fermarsi davvero. Forse è anche per questo che la serie è diventata col tempo una piccola cult comedy: perché dietro la sua follia non sense raccontava molto meglio di tante altre sitcom quanto possa essere assurdo cercare di diventare adulti insieme ad altre persone altrettanto confuse.







