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5 Serie Tv che parlano dell’amore a distanza

un'immagine tratta da Normal People, una delle migliori serie tv da vedere su RaiPlay
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Le relazioni a distanza non sono quasi mai il sogno romantico che Hollywood ci ha venduto per decenni. Nell’immaginario cinematografico, la lontananza è un filtro dorato: corse disperate al gate di un aeroporto e baci sotto la pioggia che risolvono ogni conflitto. La realtà, però, ha un sapore diverso. È un amore che vive “nei momenti giusti”, ma che per il resto del tempo si nutre di una quotidianità fatta di mancanze silenziose.

Vivere un amore a distanza oggi significa fare i conti con la “tirannia della notifica”. La giornata è scandita dal controllo compulsivo dello smartphone. Le videochiamate, per quanto siano un miracolo della tecnica, portano con sé una frustrazione sottile: non bastano mai davvero. Restano confinate in un rettangolo di vetro che non permette di sentire il profumo dell’altro rendendo la connessione visiva un costante promemoria di ciò che manca.


Mentre il cinema ha spesso edulcorato il tema, la serialità televisiva moderna ha saputo scattare una fotografia più cruda e onesta. Molte serie hanno iniziato a raccontare l’amore a distanza senza filtri. Non c’è idealizzazione, ma solo la cronaca di due persone che provano a restare incastrate l’una nell’altra mentre il mondo fuori le spinge altrove.

Ecco a voi 5 serie TV che hanno saputo raccontare le relazioni a distanza e le sfide del tempo in modo autentico:

1) Normal People: tra Irlanda e Svezia, la distanza che avvicina davvero

Marianne e Connell
Credits: BBC

In Normal People, la storia di Marianne e Connell non segue i binari classici del “vissero felici e contenti”. È un racconto di un legame che nasce tra le mura del liceo per poi evolversi sotto il peso delle differenze e insicurezze personali. Il vero punto di svolta, tuttavia, arriva quando la distanza smette di essere solo psicologica e diventa geografica: Marianne parte per l’Erasmus in Svezia. In questo arco narrativo, la serie compie un’operazione delicata per la narrazione televisiva: non usa i chilometri come un semplice ostacolo. Al contrario, la distanza diventa una lente d’ingrandimento.

In Svezia, Marianne si immerge in un contesto gelido, non solo climaticamente ma anche relazionale. Si ritrova intrappolata in una relazione tossica, un legame basato sul controllo e sulla sottomissione che la isola dal mondo. È in questo vuoto desolante che la figura di Connell emerge con una nitidezza nuova. Attraverso lo scambio di email lunghe, dense e straordinariamente oneste, e grazie a videochiamate che diventano ancore di salvezza, Marianne e Connell riescono finalmente a fare ciò che non erano stati capaci di fare a pochi centimetri di distanza: comunicare davvero.

La distanza si trasforma così in uno spazio di verità. Libero dalle aspettative sociali e dalla tensione carnale che spesso confondeva i loro sentimenti, il loro rapporto si spoglia del superfluo. Connell diventa il porto sicuro, la voce che ricorda a Marianne chi è veramente, mentre lei trova il coraggio di mostrarsi vulnerabile come mai prima. Questo capitolo della loro storia ci lascia un consiglio reale, quasi un monito per chi vive una situazione simile: se una persona è davvero “casa”, lo resta anche a migliaia di chilometri di distanza.

La geografia non può nulla contro un legame che ha radici profonde, ma per far sì che la connessione resista, non bastano le notifiche. Serve il coraggio di restare autentici, di usare le parole come ponti e di non nascondersi dietro lo schermo. Perché alla fine, la distanza non allontana i cuori che hanno già deciso di appartenersi; semplicemente, insegna loro a trovarsi in modi nuovi.

2) One Day: tra Londra e Parigi, l’amore che non trova mai il momento giusto

one day, relazioni a distanza
Credits:  Drama Republic, Universal International Studios e Focus Features

One Day non è solo la storia di un amore; è la cronaca di un’attesa che dura una vita intera. Tutto ha inizio il giorno della laurea a Edimburgo: un incontro, una notte, una promessa silenziosa. Da quel momento, la serie (e il romanzo prima di essa) segue Emma e Dexter attraverso lo stesso giorno, il 15 luglio, per oltre vent’anni. È un esperimento narrativo che mette a nudo la verità più crudele delle relazioni: si può essere vicini con il cuore, ma tragicamente distanti nella realtà. Dopo quella prima scintilla, le loro traiettorie divergono immediatamente.

Emma si trasferisce a Londra, affrontando lavori precari e una scalata faticosa verso i suoi sogni letterari; Dexter, invece, si lancia in una vita frenetica tra viaggi nel mondo, successo televisivo e una serie di scelte autodistruttive che lo allontanano progressivamente dalla sua essenza. In One Day, la distanza fisica tra Londra, Parigi e le altre mete dei loro viaggi è concreta, ma funge solo da scenario. La vera distanza, quella che scava solchi profondi, è la mancanza di una quotidianità condivisa. Si vedono raramente, si scambiano telefonate a intermittenza e si rincorrono in una danza estenuante senza mai riuscire a trovarsi davvero. Ma il racconto ci insegna che il vero nemico non sono i chilometri o i fusi orari. Il vero ostacolo è il tempismo.

Emma e Dexter diventano il simbolo di un dolore comune a molti: essere costantemente fuori sincrono. La loro relazione è un banco di prova in cui le frequenze non si incontrano mai. Quando Emma è pronta a donarsi, Dexter è distratto dalla sua stessa ascesa; quando Dexter capisce finalmente che lei è l’unica cosa che conta, Emma ha già costruito delle barriere per proteggersi. Le relazioni a distanza qui diventano la metafora di un “quasi” che dura decenni: sono quasi pronti, quasi vicini, quasi felici. Questa storia ci ricorda che la distanza geografica può essere colmata con un treno o un aereo, ma la distanza causata dal tempismo è molto più difficile da curare. Il consiglio che resta impresso tra le pagine e i frame di questa storia è tanto semplice quanto brutale: non aspettare il momento perfetto.

Spesso pensiamo che l’amore debba attendere che la nostra vita sia “in ordine” o che le circostanze siano favorevoli, ma la verità è che il momento perfetto è un’illusione che rischia di trasformarsi in rimpianto. Se ami qualcuno, diglielo ora. Se vuoi stare con qualcuno, provaci oggi. Perché, come ci mostrano Emma e Dexter, potresti passare anni interi ad aspettare un allineamento di pianeti che potrebbe arrivare troppo tardi, lasciandoti con il dubbio di ciò che sarebbe potuto essere se solo avessi avuto il coraggio di essere presente, nonostante la distanza.

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