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10 personaggi delle Serie Tv che non desiderano altro che essere odiati dagli spettatori

Personaggi più odiati delle Serie Tv

L’odio è un sentimento forte, fortissimo, profondo e negativo al punto che provarlo dovrebbe essere un sacrilegio. Eppure, qualche volta ci siamo trovati nella condizione di non riuscire a chiamare con altro nome la feroce emozione di risentimento che abbiamo provato nel vedere alcuni tra i peggiori personaggi delle serie tv. Eccoci quindi a parlare dei personaggi più odiati delle serie tv, ma con una specifica non da poco su cui è bene soffermarsi: i personaggi delle serie tv che abbiamo selezionato in questa lista infatti, non sono soltanto detestabili – e molto – per un gran numero di motivi, ma sembra che nel farsi odiare provino quasi una sorta di piacere. Un eccitamento per il male che ha radici assai profonde e che ci fa sospettare che la tanto sperata redenzione non giunga mai al suo compimento. Pentiti oppure no, i 10 personaggi più odiati delle serie tv di cui vi parleremo oggi hanno fatto di tutto, davvero di tutto, per farci uscire dai gangheri, quasi come se la loro cattiva condotta fosse mossa dal desiderio di farsi detestare – a tutti i costi – dal pubblico a casa. Tra nomi più e meno noti eccoci pronti a presentarvi questa sfilata di 10 campioni di egoismo e cattiveria: ecco a voi, uno per uno, i personaggi elle serie tv che più di tutti vi hanno fatto sbraitare ripetutamente davanti alla tv ‘Ma perché fa così?’

1) Joffrey Baratheon (Game of Thrones)

Personaggi più odiati delle Serie Tv

Scontato sì, ma oltremodo necessario, Joffrey Baratheon, in quanto capostipite tra i personaggi più odiati delle serie tv non poteva affatto mancare in questa lunga lista dei cattivi più detestati dal pubblico. Sadico e crudele fin dalla più tenera età, Joffrey ha fatto passare le pene dell’inferno a chiunque gli li sia mai capitato a tiro, concentrando purtroppo le sue maggiori attenzioni su Sansa e sui mille modi per distruggerla. Oltremodo violento, tiranno e meschino, Joffrey fa dell’utilizzo della tortura fisica ma soprattutto psicologica il suo maggior punto di forza, legittimando con il suo regno la crudeltà e la violenza. Un ragazzino capriccioso il cui unico svago è causare dolore e sofferenza nel prossimo, come potremmo mai perdonarlo? Non preoccupatevi, la storia ha già fatto il suo corso, ponendo fine alla follia di Joffrey ormai al culmine della sua sfrenata sete di sangue. L’odio, per Joffrey, non è mai stato un problema, come può di certo confermare il suo regno detestato da chiunque dentro e fuori la corte: pure dal suo stesso padre, conscio di come solo la morte avrebbe mai potuto frenare la cieca crudeltà di Joffrey.

2) Alicia Sierra (La Casa de Papel)

Che La Casa de Papel non sia una delle serie tv più amate di sempre non è un segreto per nessuno: fan incalliti della primissima ora o nostalgici delle prime due stagioni, c’è solo un unico comune denominatore d’odio che accomuna ogni spettatore della serie tv spagnola, un demone dalla coda rossa o più semplicemente Alicia Sierra. Il fascino per il male ci ha avvolti da quando la terribile ispettrice ha fatto capolino nella terza stagione de La Casa de Papel: sadica, infima, moralmente deviata, ma ha anche dei difetti. Pur non essendo un personaggio che ha subito un particolare approfondimento, tutto di Alicia Sierra ci dice che c’è ancora molto da indagare, anche se non so quanti di voi sono pronti a farlo. Il prototipo della donna-santa in quanto madre di famiglia implode in sé non appena sentiamo i veloci e decisi passi di Sierra attraversare le stanze del commissariato, pronta a infliggere torture inaudite al prigioniero di turno o a manipolare l’anima di chi sarà obbligato ad ascoltarla. Non c’è un solo attimo durante le ultime stagioni de La Casa de Papel, in cui un estraneo sentimento di bontà si sia insinuato sotto il dolcevita bianco di Alicia Sierra, non un attimo, nemmeno uno, in cui ci siamo discostati dal pensiero che non ci sia niente che muova di più l’interesse dell’ispettrice, più che essere disprezzata.

3) Bradley “Brad” Bellick (Prison Break)

Chi ha visto Prison Break lo sa: fino all’ultimissimo colpo di coda, Brad Bellick rappresenta pienamente il prototipo della sadica guardia carceraria che fa il bello e il cattivo tempo sfruttando la sua posizione a discapito della vita dei carcerati. Probabilmente uno dei pochi, se non l’unico di questa lista ad essersi realmente pentito: niente può però farci scordare tutto il risentimento che durante le prime stagioni di Prison Break ha nutrito ferocemente con violenti atti di machismo e una disperata ricerca di affermazione, a discapito di tutto e di tutti. Un grandissimo ego, costruito ad arte per andare a sovrastare una grande solitudine e una moltitudine di insicurezze con cui Bellick non ha mai saputo dialogare. Agitato dall’incapacità di esprimersi in sincerità, Bellick preferirà agitare il manganello piuttosto che cedere al difficile banco di prova con se stesso. Pronto a punire, con tutti i mezzi in suo possesso, anziché riabilitare, Brad muove i suoi passi all’interno del carcere penitenziario con la sola convinzione che non esistono ‘bravi detenuti’, visione che con il tempo, nonostante le numerose angherie passate, riuscirà addirittura a modificare.

4) Doña Carmen (Le Ragazze del Centralino)

Immancabile, Dona Carmen: una ne pensa, mille ne combina. Subdola, calcolatrice, inarrestabile nella sua operazione di distruggere la vita altrui – soprattutto quella della sua famiglia – tanto da farci addirittura pensare che forse sia la sua unica vocazione. Non c’è una cosa, tra le innumerevoli angherie di Dona Carmen che ci abbia fatto minimamente pensare che un giorno avrebbe mai potuto ricredersi, tanto folli e crescenti sono state le sue continue azioni distruttive. Dal rapimento della figlia di Carlos, al disastroso incendio, dalla simulazione della sua stessa morte al suo ritorno, peggiore di prima, se il male parlasse spagnolo il suo nome sarebbe senza ombra di dubbio Dona Carmen. Astuzia al servizio della malignità, Carmen è l’esatta rappresentazione del motivo per cui i villain più agiscono nell’ombra e più ci fanno imbestialire. Rieducatrice di un campo di concentramento, Dona Carmen è senza ombra di dubbio uno dei personaggi più odiati delle serie tv che non fa nulla per negare la sua vera ignobile natura.

5) Michael Dawson (Lost)

L’abbiamo detestato dal primo minuto. Anzi no: l’abbiamo detestato dal primo minuto, a un certo punto abbiamo anche cercato di capirlo, ma poi nient’altro se non un profondo senso di fastidio si è fatto largo nella nostra mente. Nessun villain è davvero un villain in Lost, ma l’odio che muove Michael sembra volerci dimostrare tutto il contrario. Una sequela di decisioni sbagliate, imbroccate l’una dietro l’altra con la convinzione di chi crede di fare il bene anziché il male. Che in fondo qualcosa di buono l’ha pure fatto, Michael, peccato che ogni sua singola azione abbia come unico beneficiario lui e quel rompiscatole di suo figlio. Dalla fuga in zattera alla tutt’altro che fortuita invasione nel campo de Gli Altri non basterebbe un capitolo intero per ricordare tutte le marachelle di Michael. Ma come fa a combinarne così tante senza avere un briciolo di rimorso? Difficile trovare una risposta nell’egoista cuore di Michael, ma una cosa è certa: se mentre guardavate Lost avevate la netta sensazione che lo stesse facendo apposta, non siete stati i soli.

6) Hannah Kahnwald (Dark)

Alla sola visione di questa immagine a molti voi avranno cominciato a prudere le mani: non preoccupatevi, è tutto nella norma. Hannah non fa altro che mettere alla prova le nostre tempra e quel poco che ne rimane dopo averla sopportata per tre stagioni. La regola non scritta del crescendo si cambia non ha alcun effetto sulla piccola Hannah che, crescendo, non fa che consolidare le sue già precoci cattivissime intenzioni. Se potessimo limitarci col dire che Hannah è una rovinafamiglie, approfondiremmo solo una minima parte dell’ostinata malignità di cui Hannah è capace, e onestamente non daremmo abbastanza voce al suo impegno, perché sì, per essere st****i in questa maniera di impegno ce n’è e pure tanto. A Winden la bontà non è di certo di casa, ma se gli altri personaggi, pure il temibile Adam, nascondono sotto tetre macerie un briciolo di benevolenza, ad Hannah tutto ciò non compete minimamente. E se neanche randomici viaggi nel tempo sono riusciti a farne una persona migliore, come potremmo anche solo provare a detestarla di meno?

7) Arturo Romàn (La Casa de Papel)

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E sì, se parliamo di uno che sembra proprio fare di tutto per farsi odiare, il primo nome che non può fare altro che posarsi sulle nostre labbra è quello di Arturo Romàn. Insopportabile dal primo istante, c’è davvero qualcosa che di lui possiamo salvare? Statene certi, no. La Casa de Papel è una serie tv dove si tifa per i ‘cattivi’, ma se questi sono i buoni, forse quella scheggia impazzita di Tokio riesce addirittura a scomodare un po’ della nostra empatia. Fedifrago, arrogante, autodesignato leader e molestatore sessuale: non c’è niente di buono in Arturo Romàn e non c’è niente che ci distolga dall’idea che tanta cattiveria mista a stupidità non possa che essere il frutto di qualche complesso piano, perché se no non si spiega. Sono molti i motivi e le persone che guardando La Casa de Papel ci fanno inveire come non mai, ma è una certezza conclamata che il terribile Arturito si contenda senza ombra di dubbio il primato delle nostre imprecazioni contro schermo.

8) Patricia ”Patty” Bladell (Insatiable)

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Patty Bladell è stata la prima hater ufficiale di Patty La Bladell, ma da quel giorno sfortunato in cui ebbe un grave incidente stradale di cose ne sono cambiate, e pure molte. Da vittima dei bulli a bulla, Patty ha perso 36 kg di peso corporeo acquisendo un’insana quanto feroce sete di vendetta. Vendicarsi dei bulli del liceo non è un’idea malvagia, di per sé, ma se ad essa raggiungiamo una cieca rabbia che non trova pace e limiti, allora siamo di fronte a un disastro in piena regola. Tutto ci porterebbe a provare una fortissima empatia per Patty, ma il primo ostacolo verso l’altruistica sorellanza è Patty stessa, che infuriata per le angherie subite si ritrova a essere la capa dei bulli, la versione meno comica di Mean Girls con uno sviluppo che sarebbe potuto essere molto meno estremo di così. Odiare Patty Bladell non è un’operazione difficile, anzi, è la prima che lei stessa sembra volerci convincere a seguire impegnandosi quotidianamente nel mostrarci fieramente la peggiore parte di sé.

9) Desi Piscatella (Orange Is The New Black)

Nel mondo di Orange Is The New Black i cattivi non sono quelli che stanno dietro le sbarre, e Desi Piscatella, ancor più di Mendez il Pornobaffo, ne è l’esempio più lampante. Un grande uomo gay entra a Litchfield, facendoci sperare che finalmente le ragazze del carcere di minima sicurezza potranno trovare un sodale con cui sopravvivere agli ultimi anni o mesi della loro detenzione. D’altronde il letterale cambio di guardia, serviva proprio a questo: eliminare il contrabbando e alleviare le differenze tra carceriere e carcerato, ponendo fine alla grande storia di abuso di potere che da anni segnò negativamente le vite delle ospiti di Litchfield: niente di più sbagliato. Di aspetto e modi gentili nonostante la stazza, Desi Piscatella è tutto fuorché un brav’uomo, e la conferma non tarderà ad arrivare. Violento, nello spirito e nei maneschi comportamenti, il secondino Piscatella sarà l’artefice di alcuni dei momenti più drammatici di tutta la storia di Orange Is The New Black portandoci a provare una fortissima repulsione nei suoi confronti che potrà placarsi solo con il sopraggiungere della sua fine.

10) Bryce Walker (13 Reasons Why)

Semplicemente imperdonabile. Nulla ha potuto nemmeno la terza stagione di 13 Reasons Why che sì, ci avrà pure fatto riflettere sull’ampia definizione di carnefice, ma che non è stata sufficiente per farci riammettere un villain tanto odioso come Bryce Walker. Quanti a ‘chi ha ucciso Bryce Walker?‘ hanno alzato le spalle come se invece gli fosse stato chiesto cosa avrebbero preferito mangiare l’indomani? La decostruzione del cattivo, purtroppo, non è stata abbastanza profonda da farci dimenticare tutto il male che nel pieno delle sue forze e della sua sanità mentale Bryce ha compiuto nel corso delle due precedenti stagioni. Pentito sì, ma solo dopo essere stato messo alla gogna, Bryce non ci ha fornito un solo elemento per poter anche solo pensare di parteggiare per lui. Il male genera male, e questo il protagonista di 13 Reasons Why lo sa bene: così come l’odio, quello stesso che lui ha nutrito per le sue vittime e i suoi compagni di scuola, è lo stesso che oggi ci muove nel considerarlo un personaggio spregevole la cui finale penitenza non è altro che un breve apostrofo in una vita assolutamente deplorevole.

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Scritto da Claudia Balmamori

Ho finito Netflix.

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