4) Due Spicci

Zerocalcare è tornato, e con Due spicci lo ha ribadito. Questa volta la trama si fa più concreta e spietata: Zero e il Cinghiale sono diventati soci nella gestione di un locale di quartiere a Rebibbia. La narrazione si muove tra i debiti che si accumulano, le incomprensioni quotidiane e i drammi personali che rischiano di mandare a rotoli non solo l’attività, ma la loro stessa storica amicizia. A complicare un quadro già precario arriva Esmeralda, una vecchia cotta di vent’anni prima, che irrompe nel presente portando con sé le macerie di una relazione violenta. I protagonisti hanno ormai superato i quarant’anni e lo show fotografa con una lucidità disarmante la coda dell’adolescenza di una generazione che non sa come crescere in un mondo che non offre certezze.
Si ride tantissimo, con quel sorriso amaro che si strozza in gola, per poi ritrovarsi a piangere di colpo di fronte alla verità nuda e cruda dell’esistenza in ogni sua forma. Una serie che scava dentro, scritta con il cuore in mano e un’identità potentissima. Di nuovo, un grande prodotto italiano.
3) The Night Agent

Ad aprire il podio ci pensa il thriller d’azione politico per eccellenza di Netflix, che torna con un terzo capitolo che non concede un solo secondo di respiro. Peter Sutherland si ritrova catapultato all’interno di una nuova, colossale cospirazione che questa volta mina le fondamenta stesse della Casa Bianca. In questa stagione, l’introduzione di un nuovo partner per Peter e la presenza di una giornalista d’inchiesta dal passato oscuro aggiungono profondità a una trama orizzontale che si dipana colpi di scena e segreti di stato. The Night Agent sa esattamente cosa vuole il suo pubblico e glielo restituisce senza girarci intorno dando vita a una narrazione che è adrenalina pura. E ora, non resta altro da fare se non prepararci all’attesa quarta e ultima stagione.






