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Le 5 migliori Serie Tv ambientate su un’isola sperduta

Ognuno sta vivendo a modo suo questo periodo difficile che non cessa di mettere a dura prova le nostre capacità di sopportazione, ma sicuramente un desiderio condiviso ci unisce, e la speranza di realizzarlo presto può essere una spinta a sforzarci di pensare positivo: in tanti sogniamo di fuggire dalla monotonia e di avventurarci verso mete di sabbia e mare, antidoti naturali allo stress e alla noia. Le serie tv ambientate su isole paradisiache sono numerose, e ci portano con la mente verso orizzonti inesplorati che ci regalano un momentaneo sollievo dalle responsabilità, dalle regole e dalla civiltà. E anche se in molti di noi l’immagine di un’isola deserta genererà automaticamente un’immediata associazione con Lost, resteremo sorpresi scoprendo quante altre ottime serie tv abbiano scelto la stessa suggestiva ambientazione: tutti incredibili racconti che, perché no, potrebbero persino suggerirci la destinazione del nostro prossimo viaggio.

Ecco allora una lista delle 5 migliori serie tv ambientate su un’isola sperduta.

1) Harper’s Island

Lost

Benvenuti sull’isola della paura, la location ideale per gli intrepidi amanti del brivido!

Letteratura, cinema e tv pullulano di gialli, thriller e horror ambientati su isole che si rivelano per nulla ospitali: nel caso di Harper’s Island, serie evento in un’unica stagione andata in onda dal 2008 al 2009, una manciata di ignari (e sventurati) personaggi viene invitata a festeggiare un matrimonio per poi finire brutalmente assassinata, in un clima di paranoia che spinge i protagonisti a sospettare l’uno dell’altro.

Un misterioso atollo circondato dal mare e da cui è impossibile darsela a gambe è il luogo ideale per incutere un‘inquietante sensazione di claustrofobia, tensione e senso di soffocamento: insomma, questa non è esattamente l’isola che l’agenzia di viaggi ci consiglierebbe per il ponte di Ferragosto, ma c’è addirittura chi troverebbe intrigante la prospettiva di trascorrere un soggiorno all’insegna del terrore, con un serial killer alle calcagna e libero di ammazzare indisturbato.

2) Delitti in Paradiso

Lo schema narrativo di base di Delitti in Paradiso è quello di un detective inglese che si trova, suo malgrado, catapultato a svolgere le proprie indagini in una remota cittadina caraibica con un tasso talmente esorbitante di delitti che La Signora in giallo spostati proprio.

Del resto, per ispettori avvezzi all’uggiosa e grigia Londra, dev’essere senza dubbio stimolante risolvere omicidi in infradito a ridosso di una meravigliosa spiaggia dal mare cristallino, tra una sessione di abbronzatura e una notte di balli latino-americani e cocktail.

Al di là degli aspetti propri del genere giallo, buona parte della narrazione dello show in onda dal 2011 gioca sulla discordanza culturale generata dall’incontro delle abitudini del tipico esponente della borghesia britannica con il contrapposto stile di vita di una società non urbanizzata come quella caraibica.

3) Black Sails

Lost

Un lembo di terra caraibica circondata da acque trasparenti e infestata da pirati e contrabbandieri: quella di Black Sails è l’isola dell’avventura selvaggia e della libertà.

La terra promessa di chi non ne può più della civiltà, delle restrizioni, della quotidianità. Nella serie che fa da prequel al romanzo L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, l’ex colonia inglese di Nassau, sull’isola di New Providence, è stata eletta capitale dei bucanieri e rappresenta l’ultimo avamposto di indipendenza ed emancipazione per ribelli e intrepidi idealisti come i capitani Flint e Vane. Solo qui i filibustieri possono ancora assaporare la bellezza di un’esistenza senza costrizioni e senza legge, se non quella naturale: uomini che non riconoscono patria né padroni, che vivono in nome del rischio e si rifiutano di sottomettersi alle imposizioni dell’oppressivo governo inglese.

La serie, in onda dal 2014 al 2017 e ambientata nel 1715, racconta la storia della Walrus e del suo equipaggio durante la ricerca del galeone spagnolo Urca de Lima, che trasporta un ricco bottino in oro della flotta delle Indie Occidentali.

4) The Wilds

Lost non è stata l’unica storia a incentrare la propria narrazione su un’isola piena di misteri, teatro di un inspiegabile disastro aereo: di recente anche The Wilds, la serie statunitense distribuita nel 2020 da Amazon Prime Video (qui potete trovare 5 belle serie tv presenti su Amazon Prime Video che sono passate del tutto inosservate), segue le vicende di un gruppo di ragazze che, a causa di un incidente aereo, si ritroveranno a sopravvivere su un’isola sconosciuta, del tutto inconsapevoli di far parte di un misterioso esperimento sociale.

Il survival drama inscenato in The Wilds è un originale racconto tutto al femminile che include adolescenti di varia estrazione sociale: le naufraghe si ritroveranno a litigare e a stringere forti legami che le porteranno a conoscersi, a scoprire i segreti inconfessabili e i traumi nascosti a cui tutte sono sopravvissute.

E, proprio come ci insegna Lost, anche in questa serie le ragazze non sono finite su quell’isola per caso.

5) Lost

Lost

L’isola più famosa delle serie tv è indubbiamente quella dell’impareggiabile Lost: un’isola immaginaria per chi vuole una seconda occasione dal momento che, sebbene lo show sia stato girato alle Hawaii, nella realtà non esiste.

Per cinque avvincenti stagioni il gruppo di sopravvissuti allo schianto del volo Oceanic Airlines 815 ha vagato in cerca di risposte lungo questo territorio magico e pericoloso. Un’isola mistica che assurge a vera e propria entità senziente (ma che cos’è veramente l’isola di Lost?), dove a esistenze segnate dall’insoddisfazione e dal dolore viene concessa l’opportunità di cementare una nuova fede in qualcosa di più grande. Vite vuote come quelle dell’enigmatico John Locke e del razionale Jack Shephard, che incarnano l’insopprimibile dualismo tra fede e scienza.

Poli opposti che sull’isola di Lost si scontrano senza tregua aprendo insondabili dubbi esistenziali.

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Written by Cristina Natoli

Il mio (metro e sessanta scarso di) corpo è composto da un’insensata intermittenza di intricati funambolismi mentali privi di qualsiasi utilità pratica e pennellate rosa di incurante leggerezza, tra i quali mi destreggio con la stessa nonchalance innata con cui passo dalle serie tv Drama alle comedy, senza andare in autocombustione.

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