L’identità di John il Rosso (The Mentalist)

John il Rosso: l’assassino della famiglia del protagonista Patrick Jane, criminale a capo di una setta. La caccia nei confronti di questo spietato omicida è stata al centro della storyline di The Mentalist per le prime sei stagioni: il pubblico non vedeva infatti l’ora di vederci più chiaro sull’identità di questo pericoloso killer, tanto famoso da aver spinto emuli a seguirne le orme. Proprio per questo motivo, scoprire che egli non era altri che lo sceriffo Thomas McAllister, della Contea di Napa, apparso per la prima volta nel secondo episodio della serie, ha lasciato perplessi i fan, che di certo si aspettavano qualcosa di più interessante. Una scelta blanda che, su stessa dichiarazione dell’autore della serie, è stata presa non prima della quinta stagione e che ha spinto molti fan storici a perdere interesse nella serie.
L’identità di Power Broker (The Falcon and The Winter Soldier)

Questa scelta ci ha lasciato davvero perplessi: rendere quella che fino a poco tempo prima era un’eroina nonché amica dei protagonisti (ed ex interesse romantico di Capitan America) una villain di prima categoria e per giunta senza dei validi e comprensibili motivi. La rivelazione che ha concluso la miniserie su The Falcon and The Winter Soldier poggia inoltre su fragili basi anche dal punto di vista della sceneggiatura e non riesce a convincere. Per questo motivo i fan, per giustificare quella che altrimenti sarebbe una scelta azzardata e di scarso senso, già teorizzano che quella presentata nella serie non sia la reale Sharon Carter, ma un alieno Skrull responsabile di averne assunto le sembianze per i propri scopi.
La rivelazione sul Gigante Femmina (Attack on Titan)

Anche le più grandi serie possono contare dei difetti, come nel caso di questo mistero di Attack on Titan. La domanda: “Chi mai si celerà dietro al Gigante Femmina?” ha tormentato i fan della serie per una buona parte della prima stagione, ma la risposta, piuttosto scontata, ha in parte deluso le aspettative. Certo, tutto torna, ma fin troppo facilmente: nessun colpo di scena, nessuna novità inaspettata. Il fatto che dietro all’identità del gigante ci fosse proprio Annie Leonhart, simile per atteggiamenti e aspetto fisico all’essere, ci ha lasciato con l’amaro in bocca, proprio perché ci aspettavamo qualcosa in più dalla narrazione dell’anime. Un errore che Attack on Titan non avrebbe più fatto nelle stagioni seguenti, sempre ricche di appassionanti colpi di scena e ribaltamenti dello status quo.




