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La classifica delle 10 sit-com più divertenti nella storia delle Serie Tv

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Chi trova una serie, trova un amico. Non è così che si dice? Le Serie Tv ci accompagnano nella vita di tutti i giorni che, talvolta, ci riserva cattive sorprese e inaspettati momenti bui da cui vorremmo essere risollevati. A riuscirci possono essere non solo gli amici in carne ed ossa ma anche gli episodi di una sit-com, come ad esempio Friends, per citarne una storica e intramontabile.

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Specie se condivise poi, le Serie Tv divertenti possono creare aggregazione e diventare un potente antidoto contro la noia. Alcune però, più di altre, si sono distinte per le loro qualità particolari. In questa classifica prendiamo in considerazione le più spassose, ironiche e esilaranti che siano mai state realizzate.

Ecco la classifica delle 10 sit-com più divertenti nella storia delle Serie Tv:

10) Seinfeld

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Facciamo un salto negli anni Ottanta e Novanta con Seinfeld, la serie di Jerry Seinfeld, il cui cognome dà il titolo allo show e ispira uno dei suoi protagonisti e Larry David. Ambientata prevalentemente in un appartamento dell’Upper West Side a New York, lo show è stato spesso definito come “vago” poichè racconta di single sui 30 anni, senza radici, con identità vaghe e particolarmente indifferenti alla moralità. E Seinfeld non ha avuto timore, nonostante sia nata in un contesto di narrazioni seriali alquanto stereotipate, di infrangere cliché e convenzioni.

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É proprio la sua “vacuità” e l’assenza di riflessioni profonde e introspettive, per cui vediamo dei personaggi sempre fermi e mai in evoluzione, a trasformarsi nel suo punto di forza. Proprio da questo conclamato no-sense si sprigiona una comicità coinvolgente alla quale è impossibile rimanere indifferenti.

9) The Good Place

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Creata da Michael Schur, The Good Place, prodotta dall’emittente NBC, è giunta su Netflix non passando di certo inosservata. Eleanor Shellstrop (Kirsten Bell), dopo un fatale incidente, capita in un pacifico paradiso ultraterreno dove ad essere ammessi sono coloro che in vita si sono distinti per la propria impeccabile condotta morale.

Sin dall’inizio è evidente che Eleonor, profondamente egoista e scorretta, si trovi lì per un errore. Tuttavia, dovrà intraprendere un percorso che possa consentirle di rimanere in questo posto e, dunque, di meritarselo. The Good Place è un’occasione per riflettere sull’l’etica e la filosofia morale in maniera non scontata, anzi.

La presenza di numerose situazioni comiche non trascende la possibilità di porsi e affrontare una serie di interrogativi che portano a metterci in discussione, nelle nostre stesse scelte di vita. Questa serie riesce a dosare bene le sue diverse componenti non lasciandosi sfuggire l’occasione per parlare di vita, la morte e la moralità ma senza rinunciare al suo costante sottofondo spiritoso.

8) Scrubs

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Scrubs, ideata da Bill Lawrence, è la sit-com innestata al genere medical per eccellenza. Fra le corsie dell’Ospedale Sacro Cuore ha inizio il tirocinio del giovane John Michael Dorian, soprannominato J.D. e il suo miglior amico Christopher Turk.

A completare il gruppo protagonista della serie ci sono altri colleghi della stessa struttura ospedaliera che, con le loro profonde diversità e sfaccettature, si rendono protagonisti di situazioni divertenti e esilaranti ma che sanno anche preservare un certo tono riflessivo. Ogni personaggio è collocato nel contesto non in maniera casuale ma al fine di contribuire allo sviluppo della trama con i tratti salienti della propria personalità.

Ciò che ben conta in Scrubs è il mix perfetto, non solo di emozioni che riesce a suscitare in noi, ma anche di imprevedibili intrecci e relazioni fra i personaggi, i quali, solo nel loro insieme riescono a sprigionare quella alchimia che riesce nel suo tentativo di tenerci compagnia con un sorriso. All’ottavo posto solo in termini di divertimento, ma il vero punto di forza di Scrubs sta invece proprio nella parte drama e seriosa: sotto quel profilo, è in assoluto la regina incontrastata delle comedy-drama.

7) Boris

Boris, una delle serie tv meno italiane di sempre

Finalmente un orgoglio italiano immancabile in questa classifica: Boris. Sottotitolata La fuori serie italiana, questa porta in scena il dietro le quinte del set di produzione di Occhi del cuore, una fiction costruita ad hoc per la televisione generalista e che quindi ne rispecchia tutti i canoni. La storia ha inizio con l’arrivo del nuovo stagista Alessandro (Alessandro Tiberi), un giovane pieno di aspettative e speranze che, una volta conosciuta questa piccola realtà della televisione italiana, capisce che tutto ciò che ha sempre immaginato in realtà non esiste.

A dirigere la scena è il mitico René (Francesco Pannofino) un regista ormai rassegnato ad adattarsi alla povertà di mezzi e risorse e con lui il mediocre ed egocentrico Stanis (Pietro Sermonti) che fa coppia sul set con Corinna (Carolina Crescentini), soprannominata “cagna maledetta” poiché senza alcun talento recitativo. Accanto a loro, altri personaggi scanzonati, stravaganti, al limite del grottesco.

Boris è comicità sferzante, satira e denuncia degli aspetti di solito lasciati nell’ombra di un mondo patinato e luccicante come quello televisivo.

6) How I Met Your Mother

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Considerata spesso la serie discendente di Friends, How I Met Your Mother creata da Craig Thomas e Carter Bays è, senza ombra di dubbio, un’altra delle pietre miliari del panorama delle sit-com di tutti i tempi.

Nonostante la sua storia abbia un protagonista, Ted Mosby che spera costantemente di trovare la donna della sua vita, la storia si rende interessante e divertente grazie anche ai suoi amici Marshall, Lily, Barney e Robin sempre presenti, con i quali si confronta e cresce attorno al tavolo del MacLaren’s. Più di tutte, How I Met Your Mother riesce a mescolare diversi registri e toni nel suo racconto, spaziando tra una irresistibile comicità e una drammaticità disarmante.

How I Met Your Mother, come abbiamo visto in Friends, è il racconto di una crescita profonda che tocca nulla e non lascia nessuno in disparte. L’amore e la sua mirabolante ricerca è il motivo centrale della storia, certo, ma sarà proprio il legame indissolubile di amicizia tra i sei protagonisti della storia a rendere ogni episodio carico di emozioni.

5) Modern Family

Friends

Christopher Lloyd Steven Levitan nell’ormai lontano 2009 hanno dato vita a Modern Family, una delle sit-com più apprezzate e seguite dell’ultimo decennio. Servendosi della tecnica del falso documentario, la serie racconta delle vicende quotidiane di tre diversi nuclei familiari, quindi in sostanza di una grande famiglia allargata, lontani dai canoni tradizionali. La famiglia occidentale contemporanea in Modern Family diventa soggetto di una rappresentazione vivace, per niente stereotipata fatta di momenti iconici sia esilaranti ma che cruciali nei rapporti affettivi che i suoi membri intrecciano. Una dei grandi punti di forza di questa serie è riuscire a mostrare l’evoluzione dei suoi personaggi dando loro il giusto spazio e attenzione, senza trascurarne nessuno.

Di tutti conosciamo i lati più deboli, quelli più buffi e le tappe che hanno scandito la loro crescita personale. E proprio per questo non amarli uno ad uno è impossibile!

4) The Big Bang Theory

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Cosa succede in un appartamento condiviso da quattro giovani nerd e geek che lavorano al California Institute of Technology? The Big Bang Thoery, ideata da Chuck Lorre e Bill Prady, ha provato a immaginarlo per ben 11 stagioni. Leonard, Sheldon, Howard e Raj, oltre alle loro ossessive passioni per i videogame e fumetti, condividono la mancanza di relazioni sociali e in particolar modo di interazioni con le donne. Con l’arrivo di Penny e successivamente delle sue migliori amiche Bernadette e Amy, la loro vita sarà completamente stravolta. La serie riesce a rivalutare il mondo della scienza e nello specifico la figura dello scienziato aggiungendoci un pizzico di ironia e umorismo e non rinunciando ad attribuire a personaggi femminili i ruoli solitamente affidati a uomini.

Sono note a tutti alcune battute, fra le più ricorrenti del suo stravagante Sheldon Cooper che sono diventate parte del gergo comune, come ad esempio Bazinga! un po’ come il How you doin? di Joey di Friends!

3) The Office

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The Office di Greg Daniels nasce come un remake statunitense dell’omonima sit-com britannica di Ricky Gervais Stephen Merchant. Il racconto è minimale: le vicende di un gruppo di colleghi che lavorano nella filiale di Scranton, in Pennsylvania della Dunder Mifflin, addetta alla distribuzione di carta. A capo di questa strampalata squadra c’è Michael Scott (Steve Carell) con il suo inadeguato senso dell’umorismo spesso fuoriluogo e le sue strambe trovate. A rendere più efficace la comicità della serie è la scelta di utilizzare la tecnica del falso documentario che costringe tutti i protagonisti a parlare con lo sguardo in camera, senza la presenza delle risate di sottofondo tipica di questo genere di show e che di conseguenza genera un ironico paradosso.

Questo espediente, unito all’improvvisazione di molte scene rese così naturali e realistiche, tuttavia, riesce a rendere il racconto ancor più esilarante proprio per l’immediatezza con cui colpisce i suoi spettatori.

2) Brooklyn Nine-Nine

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Vincitrice di due Golden Globe nel 2014, Brooklyn Nine-Nine, creata da Dan Goor e Michael Schur (già noto per The Office) è ambientata nel fittizio 99º distretto di polizia di New York, da cui il titolo. Al capo dello scalmanato gruppo protagonista del racconto, c’è Jake Peralta, un giovane talentuoso detective dell’NYPD che per via della sua estrema esuberanza non riesce a osservare le regole e il decoro che la sua professione gli imporrebbero. La sua squadra investigativa conta su Amy, Rosa, Charles e il sergente Terry. L’arrivo di un nuovo componente turba profondamente gli equilibri della centrale: il nuovo comandante Ray, un uomo agli antipodi di Jake nel rispetto delle procedure e della disciplina, interviene per poter mettere in riga tutti e soprattutto cerca di tirar fuori il grande potenziale del giovane ragazzo consentendogli di fare carriera come brillante detective.

Il grande pregio di questa serie è di risultare spontanea e genuina, con personaggi ben strutturati, mai banali e inoltre non vengono risparmiati anche temi importanti come il razzismo e il femminismo. Un mix di toni differenti di humor che rispecchiano l’eterogeneità della squadra, oltre che le bizzarrie di ogni membro.

1) Friends

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Friends

In questa classifica, il primo posto indiscusso è riservato a Friends di David Crane e Marta Kauffman che ancora continua a piacerci perchè, come poche altre Serie Tv, ci fa sentire a casa trasmettendoci sicurezza e facendolo nel modo più genuino possibile: divertendoci. Le mille avventure esistenziali, sentimentali e lavorative che i sei protagonisti Monica, Chandler, Phoebe, Rachel, Ross e Joey vivono sono costruite in modo tale da farci sentire parte di quel crocevia di situazioni, racconti e circostanze, che è il Central Perk. Friends è inossidabile perché la sua forza sta proprio nella sua capacità, dopotutto con pochi mezzi ed espedienti, di saper provocare una reazione istintiva e pressoché primordiale, quella della risata. Riesce a rendere ogni circostanza leggera, divertente e coinvolgente e allo stesso tempo non scade nella frivolezza.

Perchè, non dimentichiamoci, Friends accompagna i suoi protagonisti verso la vita adulta. Li vediamo crescere, sbagliare, rialzarsi, in tutto ciò, restare uniti ed è proprio per questo impossibile non sentirsi un po’ parte di questo bizzarro gruppo.

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Scritto da Concetta Moschetta

Sono un’instancabile ambiziosa, scrivere è il mio momento catartico, inoltre ciò che so non mi basta mai. Ho l’abitudine di perdermi in continuazione per poi ritrovarmi nelle pagine di un romanzo, sulla poltrona di un cinema o nel buio della mia stanza con una serie tv.

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