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5 miniserie HBO che sono dei capolavori impareggiabili nel loro genere

Non è una novità che la HBO sforni continuamente delle serie all’altezza delle aspettative e se possibile, anche oltre. Ma non si ferma qui, recentemente si è riscoperta l’abilità della piattaforma nell’ospitare nel suo catalogo anche delle miniserie imperdibili. Complice ovviamente anche il grandissimo e meritato successo di Chernobyl che ha saputo colpire tutti nel bene e nel male.

Ognuno dei cinque generi presentati qui hanno una miniserie capostipite, e naturalmente non poteva mancare Chernobyl.

1) GUERRA, BIOGRAFICO: Band of Brothers

La miniserie prende spunto dal libro di S. Ambrose ed è stata creata dal genio di due menti che in passato hanno già dato lustro all’opera cinematografica Saving Private Ryan. Spielberg e Hanks decidono di portare sul piccolo schermo un pezzo del grandissimo puzzle della Seconda Guerra Mondiale, raccontando le azioni belliche della Compagnia Easy, 506° Reggimento di fanteria paracadutista della 101° divisione aviotrasportata dell’esercito degli Stati Uniti. Tra i grandi nomi che costituiscono il cast non può mancare una menzione di merito a Damian Lewis, fortunato protagonista anche in Homeland, Life e Billions.
Il conflitto narrato da Band of Brothers ordina cronologicamente le battaglie più importanti, dall’operazione D-Day fino ad arrivare alla conclusione nel ‘Nido delle Aquile’.


Band of Brothers descrive e lascia descrivere la guerra a reduci che introducono la trama. La grande capacità degli autori e della scenografia di rendere tutto estremamente reale e vividamente paradossale, così com’è la guerra stessa è forse l’elemento sfruttato meglio.

2) GIALLO: The Night Of

The Night Of rimane per tutta la sua unica stagione sempre avvolta in una cupa tonalità che richiama il mistero della trama. Ed è forse questa la vera forza della miniserie, scomodare gli istinti e le paure di chi sta guardando provando a immedesimarsi nel protagonista. La sera in cui Nasir decide di rubare il taxi del padre incontra una ragazza che rappresenterà la svolta nella vita del ragazzo e della sua famiglia. La scelta per questa miniserie è ricaduta sulla volontà di mostrare più realismo rispetto ad altro. Scopriamo le macchinazioni della giustizia americana, riusciamo a soffermarci sullo stato d’animo di Naz più di una volta. Addirittura anche la fine della serie rimane ancorata a una soluzione inedita.

Le otto puntate contengono elementi che appaiono anche contrastanti. Per esempio la tristezza di Naz, indagato per omicidio e il suo avvocato, John, che sembra in apparenza incapace di poter gestire la situazione. The Night Of offre anche una regia dura, che non lascia traccia di speranze, rimane stabile nell’incertezza e nell’incapacità di dare un volto al carnefice.

3) DOCUSERIE: Chernobyl

Nel disastro vengono fuori le bugie, piccole omissioni che sono costate tanto a tanti. Ne paghiamo ancora le conseguenze e la verità emerge istante dopo istante. Chernobyl è la docuserie HBO che ha saputo conciliare la suspense del genere seriale e la verità storica adeguatamente raccontata. Nei suoi cinque episodi, questa miniserie ha portato a galla elementi del disastro diventato negli anni tragedia, scalpore e vergogna che molti ancora non conoscevano. Chernobyl, a differenza dei pilastri costitutivi del genere, ha deciso di percorrere una traiettoria innovativa e vincente.

La narrazione diventa via via più approfondita, anche la dinamica dei fatti che pensavamo di conoscere si delinea in caratterizzazioni complesse ma veritiere. Qui, la realtà è riuscita a sostituire l’elemento romanzato, a conferma che la verità rimane lo spunto migliore per la costruzione di una trama.
Ci accorgiamo che Chernobyl racconta la storia di vittime, eroi e ignoranza umana come meglio non poteva fare.

4) DRAMMATICO: Mildred Pierce

Melodramma ambientato a Los Angeles, Mildred Pierce ricalca il percorso di una donna forte che abita gli anni Trenta della Grande Depressione. La miniserie è magistralmente portata sullo schermo da Kate Winslet che interpreta la protagonista. Viene tradita e abbandonata dal marito ed è quindi costretta a occuparsi da sola delle sue due bambine. Ogni puntata rappresenta un passo nel sogno americano al femminile. In una delle prime trasposizioni seriali basate sull’importanza della donna siamo testimoni delle difficoltà, dei sacrifici, ma anche della grande volontà delle protagoniste di affermarsi e di imporre la loro fermezza in un mondo non ancora pronto a ciò che sta per accadere.

Mildred Pierce, adattata sull’omonimo romanzo di James Cain, diviene nel corso delle puntate un’esperienza di emancipazione e cruda consapevolezza. Il lavoro di Todd Haynes sembra essere un continuo delle grandi opere cinematografiche su questo tema, non si lascia impensierire dalle grandi aspettative e ha regalato allora quello che Chernobyl regala oggi, una consapevolezza del tutto nuova sul comportamento umano. Negli anni ha ricevuto 4 nomination e una vittoria ai Golden Globe.

5) THRILLER: Sharp Objects

Amy Adams è l’attrice protagonista di Sharp Objects e interpreta Camille, una reporter che su suggerimento del suo editor torna nella sua città d’origine per affrontare i suoi demoni interiori e riuscire così a esprimere totalmente le sue potenzialità. Camille parte per Wind Gap per scrivere dell’omicidio di un’adolescente e della sparizione di un’altra ragazza. Fronteggerà un serial killer, incontrerà la madre, interpretata dalla magnifica Patricia Clarkson, e trasformerà radicalmente i pregiudizi e gli stereotipi di genere del luogo. A partire dall’incontro con alcune figure maschili ferite e inermi.

Si affronta con dovuto approfondimento e dedizione il passato e il presente dei personaggi coinvolti in una narrazione psicologica che lascia spazio a riflessioni e ambiguità costanti accompagnate da allucinazioni e associazioni a dir poco violente.

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