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10 attori che hanno dichiarato di soffrire d’insonnia

L’Istituto Superiore di Sanità italiano definisce l’insonnia come “la difficoltà ad addormentarsi o anche nel rimanere a letto a lungo senza poter prendere sonno, tanto da non sentirsi freschi e riposati la mattina successiva”.
Il termine, derivante dal latino insomnia, si riferisce genericamente alla mancanza di sonno ma in realtà l’insonnia può essere una vera e propria patologia creante non pochi problemi a chi ne soffre. Infatti, dalla semplice mancanza di sonno derivano tutta una serie di problematiche come l’irritabilità, la difficoltà di apprendimento, la difficoltà a consolidare la memoria che, alla lunga, possono comportare complicazioni nello svolgimento della normale attività quotidiana.
Tutti, prima o poi nella nostra vita, abbiamo dichiarato di soffrire d’insonnia per almeno un breve periodo. Come capita a noi capita anche ai VIP: mal comune mezzo gaudio?
Abbiamo scelto dieci attori, alcuni dei quali purtroppo non sono più tra noi a deliziarci col loro talento, che nel corso della loro vita hanno sofferto o stanno ancora soffrendo di insonnia. La maggior parte di loro proviene da Hollywood ma c’è anche il nostrano Carlo Verdone. Ognuno di questi dieci ha raccontato come questo disturbo del sonno gli abbia creato problemi sul lavoro e nella vita quotidiana in genere. Ciascuno di loro ha cercato di combattere e di guarire utilizzando metodi tradizionali o metodi più olistici.

E voi? Soffrite d’insonnia (speriamo di no!)? Quali sono i vostri rimedi? Scrivetelo sotto, nei commenti!

1) Dwayne Johnson

The Rock è uno tra i più prolifici attori di questi ultimi anni. Spesso il pubblico e gli addetti ai lavori si sono chiesti come riesca a smaltire la mole di lavoro che ha. Qualche segreto particolare? In realtà nessuno, è lo stesso attore ad ammetterlo: “soffro d’insonnia“. L’attore protagonista della saga di Fast & Furious ha dichiarato, infatti, di dormire tra le tre e le cinque ore, quando va bene, per notte. Non riuscendo a risolvere la sua insonnia Dwayne ha deciso di sfruttare il tempo al massimo: “ogni volta che apro gli occhi comincio a pianificare la mia giornata lavorativa. Ho proprio bisogno di visualizzare quello che farò e come lo farò“. In questo modo l’ex wrestler, riesce a crearsi una agenda mentale giornaliera che gli permetta di godersi interamente la vita.

Poi, dopo questa forma di visualizzazione che lo porta a centrarsi appieno l’attore prosegue con la meditazione e l’allenamento. E dopo una sana ed energetica colazione “sono pronto a lavorare anch sedici ore di fila“sempre col sorriso stampato in faccia, dico i suoi colleghi. Beato lui!

2) George Clooney

Nel 2002 esce al cinema Insomnia, diretto da Christopher Nolan del quale George Clooney è produttore esecutivo. Coincidenze? Noi non crediamo. Scherzi a parte, la vita dell’ex pediatra di ER è costellata di problematiche non da poco. Nel 2005, mentre girava l’incredibile Syriana, ebbe un grave incidente alla schiena durante le riprese del film. La grave lesione spinale l’ha costretto all’immobilità per oltre tre settimane, in un letto d’ospedale. L’attore ha anche confessato di aver meditato il suicidio in quella occasione. “Per questo, quando mi chiedono della mia insonnia mi metto a ridere” ha rivelato in una intervista.

Pur andando a letto alle 22.00 tutti i giorni ho bisogno della televisione per addormentarmi e comunque, regolarmente, mi sveglio almeno cinque volte a notte“, ha spiegato. Proprio in occasione di una di queste travagliate notti l’attore e regista ha confidato di aver scritto uno dei suoi dialoghi più belli, quello tra il suo personaggio e Ryan Gosling nel film “Le idi di marzo” del 2011.
L’insonnia di Clooney comunque è passata. Non si sa come, l’attore non dice nulla al riguardo. In un’altra intervista molto più recente George ammette: “credevo di esser guarito dall’insonnia ma si è riproposta nel 2017“, in concomitanza con la nascita dei due gemelli avuti con l’affascinante moglie Amal Alamuddin. “Adesso però, cambio pannolini e do da mangiare a Ella e Alexander e le notti in bianco sono decisamente più piacevoli“. Come dargli torto?

3) Heath Ledger

Una delle condizioni più fastidiose derivate dall’insonnia è che il cervello non smette mai di funzionare e i pensieri continuano a saltar fuori, uno dietro l’altro. Il compianto Heath Ledger, interprete meraviglioso del personaggio di Joker in Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, ribadì proprio questo concetto in una intervista del 2007: “quando devo interpretare un personaggio, di solito dormo non più di due ore per notte. Il mio cervello continua a funzionare anche se il mio corpo è stremato dalla stanchezza. Così sono costretto a prendere un sonnifero per potermi riposare“.

Il rimpianto attore australiano spesso si lamentava con i suoi colleghi dei suoi problemi d’insonnia. Christopher Plummer, con il quale Ledger girò Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo di Terry Gilliam, raccontò che il giovane attore non faceva che lamentarsi della sua insonnia ormai cronica. Anche la sua compagna, Michelle Williams, conosciuta sul set di Brokeback Mountain, affermò in una intervista posteriore la morte del talentuoso attore che “Heath soffriva da sempre di insonnia derivata, probabilmente, dalla sua incredibile energia. La sua mente era sempre, troppo, attiva. Non si fermava mai“.

4) Groucho Marx

Conoscete la spalla di Dylan Dog? Groucho, quello che racconta freddure anche mentre dorme beato? Ecco, la finzione non è poi così lontana dalla realtà.
L’iconico fratello Marx (erano in cinque, infatti e di loro lui era il terzo) soffriva di insonnia dovuta, pare, al fatto di aver perso tutti i suoi risparmi nel famoso martedì nero del 1929 che diede il via alla famigerata Grande Depressione negli Stati Uniti.
Leggenda o realtà quel che è certo è che Groucho Marx utilizzò il tempo di veglia durante le notti insonni in maniera molto proficua creando alcune tra le sue più esilaranti gag cinematografiche.

Naturalmente Groucho non poteva esimersi dallo scherzarci sopra. Un aneddoto del 1954 racconta che l’attore fosse andato a vedere una partita di cricket definendo lo sport come una meravigliosa cura contro l’insonnia. Oppure: “Avete mai provato a farvi venire sonno con dei giochi mentali? Avete provato a ingannare l’insonnia con l’astuzia? Fra le cose che favoriscono il sonno ci sono i presentatori della radio e la conta delle pecore. Se possibile, sarebbe meglio avere le pecore in camera da letto. Se però siete allergici alla lana (e quasi tutti i pullover che compro sembrano esserlo), potete favorire il sonno contando pantere. Per tanti motivi le pantere sono preferibili alle pecore – tutti sanno che le pecore belano e spesso inciampano mentre camminano; le pantere, invece, avanzano silenziose e sono abbastanza intelligenti per tenere la bocca chiusa. Certo, c’è il rischio che una pantera vi mangi, ma se soffrite d’insonnia, è in realtà la cosa migliore che vi possa accadere“.

5) Daniel Lawrence Whitney

Conosciuto sotto lo pseudonimo di Larry the Cable Guy, l’attore comico ed ex personalità radiofonica è tra quelli che soffre d’insonnia anche se, in realtà, il problema è consequenziale. Infatti Larry ha un grave problema di apnea notturna derivante, probabilmente, dal suo peso. Questo problema, l’apnea notturna, lo porta a essere molto ansioso ogni sera, prima di coricarsi e di conseguenza a non dormire bene la notte. Insomma, il tipico cane che si morde la coda.

6) Justin Chambers

I disturbi del sonno sono sempre più sotto l’occhio attento dei ricercatori medici. Un buon sonno, infatti, è importante per chiunque perché permette di avere uno standard di vita decisamente più elevato rendendo tutto molto più affrontabile.
Justin Chambers è una di quelle persone che ha deciso di riprendere in mano il controllo delle sue notti rivolgendosi agli specialisti. La star di Grey’s Anatomy ha confessato, in una intervista, di soffrire di disturbi del sonno che lo portano a non dormire mai più di un’ora per notte. Anche lui come Heath Ledger si è accorto che “mentre il mio corpo è stravolto dalla stanchezza la mia mente continua a pensare, pensare, pensare. Non ne potevo più“.

Così l’attore di Broken City si è recato di sua spontanea volontà nel reparto di psichiatria del policlinico dell’Università della California, a Los Angeles, cominciando una cura per il suo problema.

7) Rob Lowe

Anche uno dei sex symbol degli anni Novanta, iconico speech writer alla Casa Bianca in The West Wing, eccessivamente ottimista agente governativo in Parks and Recreation e ossessionato dai suoi capelli in 9-1-1: Lone Star, soffre di insonnia. Il problema di Rob Lowe però è la moglie. D’accordo, detta così suona male, decisamente male. Spieghiamo meglio: l’attore americano ha confessato, tra il serio e il faceto, di riuscire a dormire bene soltanto quando la moglie non è con lui. Le sue testuali parole sono state: “Dormo meglio quando sono in giro perché non sono con mia moglie“, scatenando lo sguardo sbigottito di Ellen DeGeneres che lo stava intervistando e i rimproveri del pubblico al quale ha risposto: “è la verità. La amo abbastanza da dire ciò che realmente succede nella nostra camera da letto“.

A quanto pare la sua bellissima consorte, Sheryl Berkoff, ha la brutta mania di giocare fino a tardissima notte a Family Feud sull’iPad svegliandolo tutti i momenti per via dei commenti ad alta voce. I più potranno sorridere ma i ricercatori ritengono che un buon luogo dove dormire, compresa la compagnia, siano utilissimi per un sonno ristoratore.

8) Mark Consuelos

Carlo verdone

Al contrario di Rob Lowe Mark Consuelos, noto per il ruolo di Hiram Lodge nella serie televisiva Riverdale, ha bisogno di dormire accanto a sua moglie, Kelly Ripa. L’attore americano nato in Spagna lo ha confessato in televisione, durante una intervista. L’ammissione è apparsa subito come una meravigliosa dichiarazione d’amore ma l’attore ha rivelato di avere seri problemi ad addormentarsi quando è lontano dalla compagna durante le riprese televisive.

Anche questa è una tipica problematica legata al sonno e riguarda, come si diceva per Rob Lowe, l’ambiente e le persone con cui si dorme. Addirittura la National Sleep Foundation spiega che le eccessive coccole prima di dormire possono essere foriere di una cattivo sonno. Insomma, dormire sembrerebbe proprio una cosa delicata.

9) Cary Grant

L’indimenticabile protagonista di pellicole meravigliose come Scandalo a Filadelfia, Arsenico e vecchi merletti, La moglie del vescovo, Ero uno sposo di guerra, Sciarada e tanti, tantissimi altri film splendidi; l’unico attore amato veramente da Alfred Hitchcock; e colui che ispirò Ian Fleming, almeno in parte, nella creazione di James Bond soffriva, come tanti altri, di insonnia.

L’attore, premio Oscar alla carriera nel 1970 e considerato dall’American Film Institute al secondo posto tra le più grandi star della storia del cinema, dietro Humphrey Bogart e davanti a James Stewart, rivelò due trucchi per superare le notti insonni. Il primo era quello di studiare i copioni che doveva recitare, in questo modo conoscendoli perfettamente a menadito. Il secondo, invece, era quello di leggere un buon libro. In ogni caso, diceva l’attore, mai e poi mai avrebbe preso qualche pillola, come facevano molti suoi colleghi dell’epoca.

10) Carlo Verdone

Carlo Verdone

Anche il mitico Carlo Verdone soffre d’insonnia. E praticamente da sempre. Secondo lui, infatti, la sua insonnia è una questione ereditaria perché anche la mamma ne soffriva. A differenza della povera signora, Carlo Verdone ha visto peggiorare la sua insonnia grazie al successo.
“Io sono tendenzialmente una persona timida. Il successo mi ha scaraventato di fronte a un pubblico immenso e ne sono uscito schiacciato“, ha confessato l’attore e regista romano. Però, ha anche detto, nel corso della sua vita è riuscito a limitare i danni. In che modo? Con tre tecniche del tutto particolari che consiglia a chi soffre di questo problema.

Quando era giovane Carlo Verdone aveva un interlocutore del tutto particolare. Un collega, ma sarebbe meglio dire un Maestro, anche lui sofferente di insonnia con il quale parlava lungamente al telefono, fin dalle prime luci dell’alba. “Un giorno, parlando con Federico Fellini, scoprii che entrambi soffrivano di insonnia. Lui, poi, era felicissimo. Mi chiese se potevamo sentirci al telefono e così, per diverse settimane, tutti i giorni, ricevevo una sua chiamata durante la quale parlavamo del nostro lavoro“. Il primo consiglio di Carlo Verdone è dunque quello di trovare un interlocutore con il quale poter parlare invece di stare a letto sdraiati a girarsi i pollici.
Arrivato il successo, e quindi l’ansia, Carlo Verdone si rivolse a uno psicanalista per un aiuto. “Fu un toccasana. Mi aiutò a superare l’ansia e l’ipocondria derivata e riuscì a darmi una maggiore, generale serenità. Ovviamente anche il sonno ne risentì positivamente“, anche grazie a un blando ansiolitico che gli prescrisse un neurologo. Il secondo consiglio dell’attore è dunque quello di rivolgersi a un professionista per farsi aiutare evitando il fai da te.
E prima di andare a dormire una bella lettura. Magari una delle Lettere a Lucilio di Seneca, una lettura che porta l’anima alla serenità e a una dolce riflessione interiore“. Il terzo e ultimo consiglio di Carlo Verdone è dunque quello di rasserenare lo spirito e la mente chiudendo fuori tutti i cattivi pensieri.

Ottimi consigli, non vi pare?

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