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7 grandi cancellazioni che hanno fatto la storia (in negativo) di Netflix

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Un po’ come quando finisce una storia d’amore o un’amicizia, anche la sofferenza provata per la fine di una serie tv sa spezzare il cuore. In particolare per quanto riguarda quelle rotture brusche dettate da una cancellazione inaspettata. Protagoniste di queste rotture orribili sono state sicuramente le grandi serie Netflix, che dopo averci sedotti e coinvolti ci hanno miseramente abbandonati.

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La lista sarebbe lunga, alcune con il tempo le abbiamo anche dimenticate, altre invece sono rimaste impresse e il rammarico e la rabbia sono ancora freschi.

Vediamo 7 amare cancellazioni Netflix

1) The Society

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The Society è stata una di quelle serie che sono riuscite a coinvolgerci subito, quelle su cui avremmo puntato tutto e che mai ci saremmo aspettati sarebbero state tra le cancellazioni Netflix.

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La serie racconta la storia di un gruppo di adolescenti che sono costretti a sopravvivere dopo che, tornati da un breve viaggio, scoprono che i loro genitori e tutti gli adulti sono scomparsi misteriosamente nel nulla. Oltre a questo, non gli è concesso uscire dalla città.

Presto si instaura una sorta di società, fondata su una gerarchia, ma spesso anche su violenza ed egoismo. Una serie che si ispira sicuramente ad altre esistenti e al famoso libro “Il Signore delle Mosche“. The Society è una distopia costruita ad hoc, grazie alla caratterizzazione dei personaggi, per coinvolgerci e permetterci di empatizzare con i protagonisti.

Nel cast spiccano inoltre alcuni nomi conosciuti come Kathryn Newton (Big Little Lies), Rachel Keller (Legion), Gideon Adlon (Giù le mani dalle nostre figlie), Olivia DeJonge (Will) e Kristine Froseth (La verità sul caso Harry Quebert).

Una serie che purtroppo si ferma alla prima stagione e che non ci permetterà mai di scoprire cosa realmente sia successo.

2) The OA

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La cancellazione di Netflix più discussa di sempre è The OA

Un’altra serie fanta/distopica che è stata cancellata troppo presto è The OA. Nettamente superiore a The Society, questa serie ha costruito intorno a sé un dibattito intenso, grazie a una trama la cui originalità è difficile da trovare in altre produzioni di questo genere.

Dramma distopico, quello di The OA, che si concentra sulle vicende di Praire Johnson, una ragazza non vedente scomparsa per un lungo periodo che ritorna nella comunità dov’è cresciuta dopo aver riacquistato la vista. Inizia così un viaggio oltre la vita, che tenta di spiegare quell’oltre a cui nessuno ha mai dato una spiegazione. Una trama intricata, a tratti confusa, che non permette una fruizione passiva ma che non meritava neanche un finale così aperto e che mettesse in dubbio tutto ciò che abbiamo visto nelle due stagioni.

Se per le altre serie i fan a un certo punto si sono rassegnati, per The OA è tutt’altra storia. Petizioni e critiche sono state mosse in larga scala, sollevando un polverone che difficilmente dimenticheremo.

3) Spinning Out

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Un’altra (non necessaria) serie tra le cancellazioni Netflix

E quando finalmente era arrivata una serie tv che affrontasse in modo accurato e non esagerato il tema del bipolarismo, accompagnato da vicende amorose e dal tema amatissimo del pattinaggio artistico, Netflix ha pensato bene di farla fuori dopo solo una stagione.

Spinning Out in pochissimo tempo aveva colpito tutti, le puntate si prestavano al binge watching, la trama era bella, originale, profonda ma non troppo, ma ancora una volta non è stata compresa. Serie drammatica con protagonista Kaya Scodelario (Skins) e creata da Samantha Stratton, ci parla di Kat Baker, una pattinatrice di alto livello che sta per appendere i pattini al chiodo dopo una disastrosa caduta. Quando Kat coglie l’opportunità di continuare la sua carriera come pattinatrice di coppia, rischia però di rivelare un segreto che potrebbe rovinarle la vita, ovvero il suo disturbo bipolare.

La serie ci lascia con l’amaro in bocca proprio a causa di un finale che lasciava aperte tante faccende. Il possibile abuso della sorella, i problemi di famiglia e soprattutto la storia d’amore e la malattia della protagonista.

4) Sense 8

Sense 8 è un’altra delle cancellazioni Netflix molto sofferte

È la storia di otto sconosciuti sparsi in tutto il mondo, che si trovano inaspettatamente interconnessi. Mentre cercano possibili spiegazioni a questo legame, una misteriosa organizzazione li insegue, con l’intento di distruggerli.

La motivazione della cancellazione purtroppo era facilmente intuibile: il budget. Sense8 è una serie diversa da tutte le altre, incapace però di coinvolgere un numeroso pubblico, forse anche a causa di una scarsa e sbagliata campagna promozionale. Per questo i numeri non tornavano. Poco pubblico, poco budget. Di conseguenza, non ha attirato abbastanza spettatori per sostenere i suoi alti costi di produzione. Di fatto è una serie che si presta solo a un pubblico giovane.

5) Daredevil

Marvel’s Daredevil non ritornerà per una quarta stagione su Netflix. Siamo tremendamente orgogliosi della stagione conclusiva dello show e sebbene sia doloroso per i fan, crediamo sia meglio chiudere questo capitolo in bellezza.

Questa la comunicazione ufficiale di Netflix che ha spezzato il cuore ai fan del mondo dei supereroi, che nonostante la motivazione valida hanno fatto fatica ad accettare la cancellazione della serie.

Daredevil racconta la storia di Matt Murdock, che dopo essere rimasto cieco a causa di un incidente in cui è stato coinvolto da giovane, combatte l’ingiustizia come avvocato di giorno, mentre durante la notte veste i panni del supereroe Daredevil, nel quartiere di Hell’s Kitchen a New York City.

Nonostante la decisione di cancellare lo show, c’è una parte della dichiarazione che lascia qualche speranza ai fan:

Il personaggio di Daredevil continuerà a vivere in futuri progetti Marvel.

E voi cosa ne pensate?

6) Le terrificanti avventure di Sabrina

Tra le cancellazioni Netflix discusse troviamo anche questa serie, che si ferma alla quarta stagione

La storia riprende le vicende della streghetta più famosa di sempre, con toni cupi e tanta suspense. Tutto ha inizio con il sedicesimo compleanno della ragazza, che deve scegliere tra il mondo delle streghe, e quindi la sua famiglia, e il mondo umano dei suoi amici.

Da questa intro, prende piede una delle serie più coinvolgenti di sempre, ma che come ormai sappiamo non avrà un degno finale. Com’è stato annunciato, Le Terrificanti Avventure di Sabrina è stata cancellata dopo quattro amatissime stagioni, lasciando i fan con un finale che non ha soddisfatto del tutto le aspettative e che sembra, un po’ come quello di Sense8, un contentino. La serie non tornerà dunque sullo schermo.

7) Jessica Jones

Futuro sfortunato per il mondo Marvel (su Netflix) che chiude con dispiacere anche questa serie.

Anche in questo caso il comunicato è doloroso:

A nome di tutti noi della Marvel Television, non potremmo essere più orgogliosi o più grati al nostro pubblico. [Netflix] può aver deciso di non voler più continuare a raccontare le storie di questi grandi personaggi … ma voi conoscete bene la Marvel. Come ha detto il papà di Matt Murdock, la misura di un uomo non corrisponde a come viene messo al tappeto, ma a come si rialza. To be continued!”

Proprio come per Daredevil, la speranza è quella di una porta non chiusa del tutto, e che in qualche modo si possa continuare a parlare della storia dell’investigatrice Jessica Jones, a capo di una agenzia investigativa che indaga su casi che coinvolgono persone con abilità speciali.

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Scritto da Maria Virginia Destefano

Potrei scrivere la solita bibliografia, nome, età, luogo. Ma temo che queste informazioni siano riduttive e alquanto superflue in confronto al mondo che c'è dentro la mia testa. Amo scrivere, amo leggere, se guardate un film o una serie tv con me aspettatevi ogni tipo di commento e di osservazione, la mia visione non sarà mai passiva. La regia è il mio sogno, le luci, le inquadrature. Il piano sequenza è un'arma a doppio taglio, è un'arte, ma come tale non tutti la sanno sfruttare. C'è chi non ha hobby, io ne ho troppi e la scrittura e il videomaking fanno parte di questi.

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