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Il dizionario delle Serie Tv: binge watching

Binge watching
Binge watching

Occhi arrossati, secchezza delle fauci, spossatezza, un desiderio ossessivo di prendere (di nuovo) il telecomando e mandare all’aria la propria vita sociale. Se almeno una volta nella vostra esistenza avete vissuto questa insolita combinazione di sintomi, allora siete incappati in uno spiacevole caso di binge watching. In questo nuovo capitolo della rubrica dedicata all’approfondimento dei termini seriali tecnici, come cliffhanger, crossover o reboot, che alcuni usano già con disinvoltura mentre altri ne ignorano completamente il significato, oggi parliamo di binge watching. Scopriamo di cosa si tratta, da dove nasce, qualche curiosità e piccolo consiglio su questa abitudine smodata per praticarla in sicurezza senza compromettere la nostra vita sociale e soprattutto la nostra salute fisica e mentale.

Cosa significa fare binge watching? E si, con ottime probabilità lo avete già fatto.

Mr. Robot binge watching

Dall’inglese “binge“, abbuffata, più “watching“, visione. Il neologismo identifica la pratica di guardare dei programmi televisivi, come appunto le nostre amatissime serie, per un periodo di tempo superiore al normale sottoponendoci a una vera a e propria scorpacciata. Purtroppo la normalità con cui si guarda la televisione non è soggettiva; e no, non possiamo neanche fare i furbi! Non s’intende la televisione che erroneamente viene confusa con l’elettrodomestico “televisore”: il binge watching si applica alla fruizione di qualsiasi contenuto visivo riprodotto su un qualunque dispositivo elettronico, come un laptop, un tablet, un telefono cellulare oppure il riflesso dello schermo del vicino di casa sul vetro della nostra finestra. Può essere fatto mentre siamo avvolti da morbidi cuscini sul divano, nel letto oppure in bagno mentre fingiamo di espletare una funzione biologica qualunque quando invece stiamo compiendo l’ennesimo rewatch della nostra serie preferita. La brutta notizia è che la scienza conferma che vedere un’intera serie nell’arco delle 24 ore non è normale. Per essere più precisi, a partire dalla terza ora di visione ininterrotta dovremmo iniziare a preoccuparci per la nostra incolumità. Uno studio condotto dal National Cancer Institute del Michigan ha dimostrato tra i soggetti analizzati che coloro i quali hanno guardato continuativamente dalle 3 alle 4 ore di televisione alla fine del test hanno riscontrato il 15% in più di probabilità di morire per qualsiasi causa. Coloro che si sono sottoposti alle 7 o più ore di visione ininterrotta hanno ottenuto un non molto rassicurante 47% in più di probabilità di morire prematuramente già durante il periodo in cui si sono sottoposti al test.

Black Mirror maratona televisiva

Quando guardiamo consecutivamente 5 episodi da 36 minuti stiamo facendo binge watching (le breve pause pipì non contano). Anche se tecnicamente non può essere definito tale, vedere Titanic senza interruzioni, i filmini del matrimonio di nostra zia e scorrere il feed di TikTok per 3 ore di fila provoca gli stessi effetti di una maratona televisiva in piena regola. Infatti, se non amate gli inglesismi, potete tradurre l’espressione in “maratona televisiva”; un termine che però evoca le pittoresche dirette tele-giornalistiche di Mentana. Anche in questo caso ci viene in soccorso la scienza che sconsiglia di utilizzare l’espressione tradotta in italiano in presenza degli under 25 se non vogliamo apparire degli autentici boomer. Non è facile risalire alla nascita di questa temeraria abitudine, tuttavia possiamo affermare che si è consolidata con l’avvento delle piattaforme di streaming che purtroppo o per fortuna sono ricolme di ogni capriccio seriale disponibile in un qualsiasi momento pagando una cifra relativamente irrisoria. Non c’è dubbio che lo streaming abbia cambiato il modo in cui guardiamo la televisione, forse ha cambiato la concezione stessa di televisione. Gli esperti dimostrano come le scelte progettuali messe a punto dalle piattaforme – soprattutto Netflix – ci hanno permesso di assuefarci inesorabilmente al modello binge. Le radici di queste pratiche che rasentano il sortilegio, tuttavia, si ritrovano più indietro rispetto all’arrivo dello streaming. Già negli anni ’50 Theodor W. Adorno si interrogava sui pericoli che la televisione rappresentava per la salute fisica e mentale dell’individuo.

Il binge watching danneggia gravemente te e chi ti sta intorno

binge watching

Stando a Wikipedia, tale abitudine coinvolge circa 8,4 milioni di fruitori ed è praticata sulle piattaforme di streaming, soprattutto quelle in cui gli episodi vengono rilasciati in blocco. Il rilascio settimanale può essere un deterrente all’irrefrenabile voglia di spararsi un’intera stagione in una sola notte. Tuttavia l’ostacolo può essere aggirato aspettando la conclusione della serie/stagione, per poi divorare tutte le puntate in meno di un giorno. Questa scelta è altrettanto rischiosa poiché ci esporrebbe a un elevato rischio di spoiler. Per evitare gli spoiler potremmo chiuderci in casa fino alla conclusione della serie/stagione stessa, sacrificando anche in questo caso la nostra vita sociale. Come vedete siamo di fronte a una bizzarra impasse seriale. Stando all’American Journal of Preventive Medicine uno dei rischi più grandi legati al binge watching è la sedentarietà che eleverebbe le probabilità di ammalarsi di diabete, influenza, polmonite, morbo di Parkinson e malattie del fegato; per non parlare dei problemi legati all’esposizione prolungata alla luce dello schermo che può portare all’insonnia. Il tutto peggiora se alla visione continuativa di serie tv combiniamo anche l’assunzione di cibo spazzatura. La ricerca sugli effetti sulla salute del binge watching è ancora fresca di laboratorio, ma i dati a nostra disposizione sono allarmanti e sollevano alcune considerazioni funeste.

I ricercatori Robert Kubey e Mihaly Csikszentmihalyi sottolineano il senso di appagamento psicologico che ci spingerebbe a fare delle estenuanti maratone televisive: l’attività stimolerebbe infatti una reazione chimica cerebrale simile a quella derivata dall’assunzione di droghe o dall’ipnosi. Quando guardiamo in modalità binge il nostro programma preferito, il cervello produce dopamina e sperimentiamo uno sballo simile a quello provocato da una sostanza stupefacente. Inoltre la maratona seriale favorirebbe anche il rilascio di endorfine capaci di rilassarci. Per questo ne vogliamo sempre di più. Ecco quindi che essere “drogati” di serie tv non è più solo un modo di dire. “Ancora uno” e “smetto quando voglio” sono infatti due frasi ricorrenti nel vocabolario del series addicted. Non è ancora nemmeno un’ipotesi, ma ci aspettiamo che in futuro ogni puntata avrà un disclaimer che avviserà lo spettatore dei possibili rischi legati a una visione fuori dal normale dei contenuti visivi.

Soluzioni alternative per fare binge watching in sicurezza, cioè senza conseguenze per la salute e per la vita sociale

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Un sondaggio condotto da Netflix ha rilevato che il 61% degli utenti guarda in media 2-6 episodi in una sola sessione. Se consideriamo un minimo di 3 ore al giorno spese su Amazon Prime, Disney+ o TimVision (pause smartphone escluse) otteniamo una stima approssimativa di 90 ore mensili. Perciò in 20 anni di serialità compulsiva avremmo trascorso minimo 900 giorni interi a guardare le serie tv. Non ci sarebbe niente di male se la scienza non avesse già confermato che stare davanti a uno schermo per un tempo prolungato, senza muoverci, accorcerebbe la nostra aspettativa di vita e con essa anche le probabilità di trovare un partner e di portare avanti delle relazioni sentimentali e sociali funzionali. Come possiamo aggirare l’ostacolo senza rinunciare a rimpinzarsi di serie tv? Ipotizziamo qualche soluzione alternativa:

SOLUZIONE 1 = fare binge watching mentre si pratica attività fisica, dalla cyclette in salotto a qualunque altra attività capace di attivare il sistema cardiocircolatorio.

SOLUZIONE 2 = fare speed watching, ovvero possiamo guardare le puntate a una velocità di riproduzione accelerata guadagnando così dei minuti preziosi che potremmo dedicare dunque allo sport, agli aperitivi con gli amici e alle passeggiate all’aria aperta con il cane.

SOLUZIONE 3 = se il problema è l’esposizione alla luce solare, possiamo guardare le nostre serie tv di giorno e all’aria aperta. In questo modo avremmo risolto almeno uno dei problemi legati alla salute, ma con ottime probabilità comprometteremmo la nostra carriera lavorativa.

SOLUZIONE 4 = per risolvere più problemi simultaneamente, potremmo fare binge watching all’aria aperta, in modalità speed watching mentre facciamo attività fisica con il nostro cane tra una pausa lavorativa e l’altra.

SOLUZIONE 5 = per aggirare una volta per tutte il problema, l’unica soluzione è quella di guardare le nostre serie tv all’aria aperta, in modalità speed watching, in compagna dei nostri amici, del nostro capo, del nostro partner e del nostro cane, mentre facciamo attività fisica e sorseggiamo un gustoso aperitivo coinvolgendo anche la nonna.

Binge watching estremo

Mi sentivo assolutamente orribile. Sono queste le parole usate dal giovane Alejandro “AJ” Fragoso che, dopo aver battuto altri due record, ha guardato 94 ore consecutive di televisione, con una pausa di cinque minuti ogni ora, segnando nel 2016 un nuovo record per il Guinness dei primati per il binge watching televisivo. Tra gli show il ragazzo ha guardato: Game of Thrones, Curb Your Enthusiasm, Battlestar Galactica, Twilight Zone, Bob’s Burgers e Adventure Time. In un’intervista a IBM il vincitore ha riassunto così la sua maratona:

Paragonerei l’esperimento all’assunzione di un allucinogeno. I tuoi pensieri non sono del tutto regolari. A partire dal secondo giorno le cose sono peggiorate in quanto a mancanza di appetito, pensieri incoerenti, allucinazioni e sensazione di spossatezza. L’unica cosa che ricordo bene è di essere in bagno a guardare il muro e vedere le pieghe della vernice trasformarsi in una lista della spesa scritta a mano. Ricordo di aver visto le parole “uova” e “latte” scritte sul muro e ricordo di aver pensato: “so che non ci sono, ma posso vederle”. Alla fine dell’esperimento mi sentivo assolutamente orribile, ma in qualche modo riuscivo a camminare ed essere semi-funzionante. Ci hanno chiamato un taxi. Non ricordo molto della corsa. Pensavo che non appena fossimo tornati a casa mi sarei addormentato prima di crollare sul cuscino. Ma ero così sovraeccitato che ci è voluto un po’ prima che il mio cervello si spegnesse del tutto.

Guardare per 94 ore di fila Alejandro mentre si sottopone all’esperimento equivale a vivere un’esperienza di meta binge watching che potrebbe spalancare le porte di Narnia.

Serie tv ottime per una maratona seriale e serie tv che non andrebbero mai guardate in modalità binge

binge watching

Tra gli show più “maratonati” rientrano quelli di genere fantascientifico, horror e thriller grazie all’effetto suspense e alla loro consuetudine di ricorrere a espedienti narrativi tanto stuzzicanti quanto fastidiosi, come il cliffhanger. Le comedy e i drama, sempre secondo Netflix, sono i formati che invece favoriscono un consumo più lento. Non tutti gli show si prestano a essere divorati in un solo giorno, infatti ci sono serie televisive che meritano di essere assaporate per lasciare alle storie di sedimentarsi con calma. Per fare una (in)sana scorpacciata di serie televisive suggeriamo Mindhunter, Russian Doll, Dark, Prison Break, Stranger Things, Rick & Morty, Fleabag, La Casa de Papel, The Queen’s Gambit, Breaking Bad, Lupin e per i più temerari consigliamo la maratona di classici intramontabili come Game of Thrones, Lost e Scrubs.

Attenzione: la visione continuativa in modalità maratoneta seriale potrebbe provocare dei seri disturbi sia alla salute che alla vostra vita sociale. Non è esclusa la possibilità di iniziare a vedere dei draghi volare sul tavolo del salotto mentre una nube nera vi rincorre e il dottor Cox vi insulta in valiriano. In tal caso vi consigliamo di interrompere immediatamente la visione.

Se i sintomi persistono confidatevi pure nella comunità di recupero serie tv: sarete in ottima compagnia, se ovviamente non farete caso ai draghi.

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Scritto da Sara Crecco

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