Continuiamo con altri duo esplosivi, come quello di Better Call Saul.
Phoebe Waller-Bridge e Andrew Scott – Fleabag, Episode 6 (02×06)
Phoebe Waller-Bridge non voleva nemmeno farla quella seconda stagione. Poi ha trovato un escamotage narrativo intrigante e si è convinta. Per la new entry – The (Hot) Priest – ha pensato subito a Andrew Scott, un caro amico e collega con cui aveva già lavorato. Una coppia artistica affiatatissima che ci ha regalato una delle storie d’amore più brevi, ma intense, della nostra generazione. Il personaggio iconico del prete ha catalizzato in men che non si dica l’attenzione. Eppure Waller-Bridge ha rivelato di essere stata a lungo restia all’idea di una relazione sentimentale con un prete perché non voleva riproporre un’ennesima variazione sul tema né farne unprete comico. Invece ha creato un personaggio potentissimo, capace di far uscire di testa migliaia di persone. “Insieme ad Andrew abbiamo cercando di capire il motivo di tanto interesse. E ci siamo resi conto che il motivo di tanta attenzione era da ricercare in questa cosa che il prete faceva: ascoltava! Davvero, ascoltata per davvero. Provateci ogni tanto, ragazzi!”. La loro intesa è palpabile sin dal primo incontro. Ma è a quellafermata del bus che qualcosa in noi si è rotto. Ed è stato solo grazie a Andrew Scott che abbiamo avuto un minimo di sollievo con quel“I Love you too” che Waller-Bridge non aveva nemmeno scritto. Una scena di pochissimi minuti, girata innumerevoli volte per ore e ore in cui, hanno raccontato gli attori, hanno pianto per una notte intera.
Alessandro Borghi e Giacomo Ferrara – Suburra, Risvegli (03×06)
[SPOILER] Il finale di Suburra ci ha spezzati. Aureliano Adami e Alberto Anacleti sono sulla barca, a motore spento, da qualche parte nel litorale di Ostia. Spadino ha preso il largo con il corpo del suo amico. Distrutto, prima di lasciarlo andare, dà il suo ultimo saluto ad Aureliano. Abbiamo scelto la scena finale perché racchiude tutta la potenza e la bellezza della loro amicizia. Un’unione che ha funzionato sullo schermo non solo grazie alla bravura degli interpreti, ma soprattutto per la grande alchimia che li unisce. L’intesa artistica fortissima è uno dei motivi principali che ha permesso alla serie di conquistare il pubblico ed è cristallizzata in quell’ultimo abbraccio, struggente e malinconico. Giacomo Ferrara ha dichiarato al Giffoni Film Fest che “la sfumatura che ho dato all’omosessualità di Spadino è negli sguardi, in delle piccole sfumature impercettibili. Piccole sfumature che hanno dato tantissimo al personaggio“. Una caratterizzazione che ha saputo armonizzare alla perfezione con quella di Alessandro Borghi, dando vita a una coppia di parnter in crime fuori dai cliché, di cui la serialità italiana aveva tanto bisogno.








