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Tutte le sfumature dell’amore in Sense8

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Sense8 è una Serie Tv che si fonda sull’amore e sulla tolleranza, che spesso sono compenetrati tra di loro. È proprio questo il messaggio che vuole far passare: non importa che tu sia bianco, nero, etero, gay, transessuale, perché siamo tutti dalla stessa parte, delle persone completamente diverse tra di loro che possono avere qualcosa di molto potente che le unisce.

Un qualcosa che nel caso dei nostri otto sensate è una connessione psichica e l’appartenenza a una stessa specie, ma che nella vita reale può essere lo stesso credo religioso, gli stessi valori, la stessa ideologia politica, la passione per uno stesso film (o nel nostro caso, per una stessa Serie Tv).

Quello che voglio dire è che due o più persone che si trovano in varie parti del mondo, che hanno vite completamente diverse, possono trovare una connessione, che oggi è possibile tramite internet. Una connessione che, ovviamente, non è psichica ma che può essere comunque reale e molto forte. Una connessione che può produrre amore.

L’amore in Sense8 assume tantissime forme, così tante che può confondere. Perché abbiamo l’amore romantico, l’amore fraterno, l’amore tra genitori e figli, l’amore tra i membri della cerchia, sempre presenti l’uno per l’altro e si sostengono a vicenda, come una famiglia.

NOMI E AMANITA

Sense8

La prima coppia di cui mi sento di parlare sono loro. Amanita è una ragazza nera e lesbica, cresciuta da tre uomini che non hanno voluto sapere con certezza chi di loro sia il padre, perché la amano incondizionatamente e vogliono far parte della sua vita. Una scelta che un po’ ricorda Mamma mia! e che forse si ispira proprio al musical.

Nomi, d’altro canto, è una donna transessuale lesbica, con due genitori che non hanno accettato la sua transizione e l’hanno ripudiata. Sua madre continua a chiamarla con il suo nome di battesimo, Michael, non capendo perché il suo bambino non sia più tale. Lei l’ha messa al mondo come maschio e adesso si ritrova una femmina. Ma Nomi è sempre stata una donna nella sua testa, intrappolata però in un corpo in cui non si sentiva a proprio agio, che non la rispecchiava. E soprattutto, Nomi non è una proprietà di sua madre, ha una sua testa, un suo modo di pensare, una sua vita.

In Sense8 Nomi e Amanita si incontrano e si innamorano. E Nomi è sempre molto grata ad Amanita, perché è come se non si aspettasse di poter essere accettata e amata per quello che è. E invece non sono Amanita lo fa, ma la rispetta e ha fiducia in lei. Tanta fiducia da crederle quando Nomi le racconta dei Sense8 e della connessione che ha con loro, aiutandola a nascondersi quando ha guai con l’FBI, nonostante in questi guai rischi di rimanerne coinvolta anche lei. Così tanta fiducia da voler passare il resto della sua vita con lei.

Written by Olimpia Petruzzella

Tra un'indagine con Sherlock Holmes e un viaggio e l'altro col Dottore, sono anche riuscita a laurearmi in Archeologia (River, grazie ancora per quella dritta... e per avermi presentato Euripide!) e fare un master in sceneggiatura alla Silvio D'Amico. Perché siamo tutti storie, alla fine. Ed è meglio farne una buona, no?

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