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Il punto debole di Scrubs

Scrubs

Possibile che Scrubs abbia un punto debole? Questo si domanderanno i fan più accaniti. D’altronde, Scrubs è ritenuta una serie tv pressoché perfetta sotto diversi punti di vista. Ci fa ridere, ma fa anche piangere, sorprendendoci con dei momenti di commozione pura. E nel corso di otto stagioni ci siamo tanto affezionati a tutti i personaggi, perché ciascuno di loro ha delle peculiarità che li rende unici. Anche quelli che ci piacciono di meno hanno degli innegabili punti di forza. E persino i secondari riescono sempre a sorprenderci, anche solo con una frase, o un semplice sguardo. Prendiamo Todd, ad esempio. Il chirurgo spaccone è un personaggio che ha poco spazio nello show. Ma se ci si riflette, ci si rende conto che è tutto, meno che bidimensionale. È vero, ha delle caratteristiche ridondanti, ma ciò non toglie che sia anche molto altro. E lo stesso vale per la cinica Jordan, compagna del dottor Cox.

Scrubs

Scrubs però ci piace talmente tanto che a volte perdiamo un po’ di obiettività.

Nonostante Scrubs sia una serie splendida, ha anche dei difetti, come ogni cosa. D’altronde, la perfezione non è di questo mondo. E c’è un punto debole che salta all’occhio, soprattutto dopo alcuni rewatch.

Uno dei punti di forza di Scrubs, appunto, sono i personaggi. Ma osserviamoli bene, passandoli al microscopio. Nonostante siano ben costruiti e a tutto tondo, malgrado subiscano una evoluzione nel corso delle stagioni, alcune loro caratteristiche rimangono troppo ridondanti, troppo reiterate in ogni singolo episodio.

Facciamo un esempio concreto: Elliot Reid.

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La bella dottoressa ha affrontato un grandissimo percorso di crescita nel corso degli anni. Anzi, forse è il personaggio che più di tutti è cresciuto. Se si osserva la Elliot della prima stagione, stentiamo a credere che sia lo stesso medico forte e determinato degli ultimi episodi. Eppure, la donna ha delle caratteristiche sempre presenti e forse un po’ troppo evidenziate. Una su tutte: le nevrosi. Elliot arriva al Sacro Cuore come una ragazza fragile, insicura, schiacciata dalle aspettative dei genitori. Ha una madre ingombrante che vuole mettere becco anche sulla sua pettinatura e un padre medico in carriera. L’uomo vuole che la figlia segua necessariamente le sue orme e si permette anche di scegliere per lei la specializzazione che dovrà intraprendere. E se Elliot osa replicare qualcosa, ecco che arriva lo spauracchio del sostegno economico. Se la ragazza dovesse permettersi di contraddirlo, si ritroverebbe senza mantenimento, in mezzo a una strada. Cosa alla quale lei proprio non è abituata, dal momento che è cresciuta nella bambagia. Non c’è da stupirsi, dunque, che la dottoressa sia un concentrato di insicurezze e nevrosi. Appena qualcuno si permette di farle un’osservazione, specie se è un medico anziano e con esperienza, ecco che lei va nel panico. Al punto che il dottor Kelso, primario dell’ospedale, ci prende gusto ad affossarla in ogni modo.

Le paure di Elliot sono uno degli elementi ricorrenti nella narrazione e si esprimono con atteggiamenti sopra le righe che spesso sfociano nel ridicolo. Quando si agita, Elliot assume una camminata impettita e nervosa che il dottor Cox prende costantemente in giro. Se si innervosisce, comincia a strillare con voce acuta, sgrana gli occhi, gesticola all’impazzata. Inoltre, non riesce a lasciarsi andare neppure da un punto di vista sentimentale. È terribilmente gelosa del partner, teme persino le donne che compaiono in televisione. Vive nella costante ansia che il compagno la giudichi e per far valere la sua supremazia nella coppia ricorre a ripicche infantili.

Il punto è che tutto questo risulta coerente con la Elliot delle prime stagioni, ma non oltre. Questi elementi ridondanti di Elliot, per quanto comici, non possono reggere a lungo, soprattutto se si fa caso all’evoluzione del personaggio. Con il passare delle stagioni, la donna si rende conto che la professione medica non è solo un’imposizione paterna, ma è davvero la sua vocazione. E una volta compreso questo, non solo ci si dedica anima e corpo, ma anche con maggiore convinzione e meno ansia. Se si prodiga per i pazienti, ora non lo fa per ricercare l’approvazione del padre, ma per amore verso ciò che fa. E anche il suo rapporto con i medici più anziani migliora. Se prima era terrorizzata ogni volta che incrociava lo sguardo di Kelso, ora riesce a guardarlo negli occhi e a ringraziarlo per la formazione che le ha dato. All’inizio, poi, non riusciva neppure a farsi notare dal dottor Cox. Ma nelle ultime stagioni, ottiene il suo pieno rispetto, nonostante lui lo mascheri con continue battutine. Ma si sa, è più forte di lui!

Ma nonostante tutti i progressi che Elliot ha fatto, le sue nevrosi rimangono. Se ogni tanto cerca di nasconderle, ecco che ritornano prepotentemente. Malgrado non abbia più motivo per essere insicura, anche se si è emancipata dalla famiglia, le sue ansie rimangono. I giudizi della madre sul suo aspetto estetico ancora la influenzano, forse anche più di prima. Nella settima e ottava stagione, ad esempio, ci rendiamo conto di quanto Elliot sia ossessionata dalla magrezza. Prima non ci avevamo fatto caso, ma quando il dottor Cox punta il dito sulla questione anche noi spettatori ci rendiamo conto che Elliot vive perennemente a dieta. E nonostante nell’ottava stagione trova in JD un compagno che la ama esattamente per ciò che è, le sue fisse non passano. Appena scopre che dovrà affrontare una prova costume, comincia a fare la fame, per poi arrivare in spiaggia prossima allo svenimento. Ora, è possibile che un medico di ruolo così forte e determinato possa essere così fragile? Forse avrebbe giovato al personaggio se certi atteggiamenti si fossero perlomeno attenuati con il passare del tempo.

Arriviamo a un altro esempio lampante del punto debole di Scrubs: il dottor Cox.

Scrubs

E qui si incontrerà tutta la disapprovazione dei fan. Passi che si critichi Elliot, ma il dottor Cox proprio no! Possiamo capire lo sdegno, ma analizziamo per bene i punti. Cox è un medico burbero, egocentrico, narcisista, fin troppo sicuro di sé, all’apparenza. In realtà, anche i suoi modi di fare arroganti nascondono una profonda insicurezza. Da un punto di vista sociale e sentimentale, il dottor Cox non ne combina una giusta. Malgrado sia un medico eccezionale, non riesce ad avere una relazione stabile, né un’amicizia degna di questo nome. Complice anche un’infanzia molto difficile con un padre violento e alcolizzato, l’uomo si è costruito una corazza che nessuno può scalfire. Nonostante sia follemente innamorato della moglie Jordan, non riesce a dimostrarlo e la trascura, buttandosi sul lavoro. E quando lei lo tradisce, fra l’altro con un allievo e grande amico del marito, Cox si chiude ancora più in sé stesso. Affronta il divorzio, ma non riesce a staccarsi del tutto da Jordan, così come lei non riesce a fare meno di lui. La loro è una relazione tormentata, una lotta continua per il potere. Ma quando poi finalmente i due riescono a riconciliarsi e a costruire una famiglia, i litigi non finiscono. Il loro continuo battibeccare diventa un siparietto comico ripetuto all’infinito, che rischia di ridurre dei grandi personaggi a macchiette.

Ma anche il mood esistenziale del dottor Cox, da lupo solitario, viene ribadito un po’ troppo. Si vedono i cambiamenti a cui va incontro nel corso della narrazione. Con la venuta del figlio Jack, addirittura, Cox teme di essersi “rammollito” e di non avere più credibilità come maestro degli specializzandi. Ma questo suo essere tenero emerge poco e a tratti, per poi tornare il solito uomo burbero e chiuso di sempre, corrazzato come una tartaruga nel suo carapace. E a lungo andare, questi suoi tratti essenziali rischiano di risultare un po’ esasperanti. Come può un uomo con una famiglia stabile, una moglie che ama e due bellissimi figli, essere sempre così sulla difensiva? Perché è sempre perennemente insoddisfatto? Se nelle prime stagioni la cosa era comprensibile, una volta raggiunto l’apice professionale e affettivo, non lo è più.

È proprio questo il punto debole dello show: la ripetitività.

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Scrubs ha degli schemi fissi che riguardano tutti i personaggi, delle loro caratteristiche peculiari che, nonostante tutti i passi avanti fatti, non cambiano. Così come certe relazioni non cambiano mai. L’Inserviente continuerà a escogitare scherzi crudeli per torturare JD. Turk e Carla continueranno a battibeccare per insignificanti dettagli della vita coniugale e il dottor Cox non cesserà mai di prendere in giro Elliot e ferirla con battutine sferzanti. Fra l’altro questo continuo ritorno degli stessi schemi e situazioni è sottolineato persino da un episodio. La puntata 5×22, Il mio Dejà vu (appunto), sottolinea come certe cose al Sacro Cuore non cambino mai. E lo spettatore non può fare a meno di constatare che è davvero così. Ma la cosa è piacevole oppure no? È questa la domanda fondamentale da porsi. Se da una parte la costante presenza delle medesime situazioni è rassicurante, dall’altra rischia di essere qualcosa di eccessivamente esasperato (ed esasperante).

Ma da una parte, questo “difetto” può paradossalmente costituire anche uno dei punti di forza di Scrubs.

I personaggi di Scrubs sono quindi caratterizzati da delle peculiarità che rimangono sempre le stesse. Ma queste loro particolarità, che vengono reiterate fino all’estremo, possono essere un punto di forza della serie. In parte perché sono rassicuranti e cullano lo spettatore nella convinzione di essere “tornato a casa”. Dall’altro lato, c’è un altro vantaggio che è ancora più importante. Quando la facciata che identifica il personaggio crolla, l’effetto sorpresa è garantito.

Ad esempio, se il dottor Cox ha un inaspettato momento nel quale la maschera si scioglie e viene mostrato l’uomo che è in tutta la sua fragilità, non può che generarsi un effetto di profonda commozione. Abituati come siamo a vederlo algido e chiuso in sé stesso fino a risultare inattaccabile, quasi insensibile, rimaniamo sconvolti se assistiamo a un suo crollo emotivo. Come quando da piccoli rimanevamo scioccati nel sorprendere i nostri genitori in lacrime. Era uno spettacolo sconvolgente, quasi terrorizzante. Perché nella nostra mente di bambini, gli adulti devono avere sempre la risposta a ogni problema e non possono farsi abbattere dalle difficoltà. Allo stesso modo, quando vediamo il dottor Cox crollare, anche noi sentiamo una sensazione di gelo, rendendoci conto che la situazione è veramente grave.

Oppure, se vediamo Elliot forte e sicura di sé, almeno per una volta, rimaniamo piacevolmente sorpresi. Siamo felici nel vedere che la donna è in grado di mettere da parte le sue nevrosi quando il gioco si fa duro. E ci ritroviamo a fare il tifo per lei. O ancora: se JD, un eterno Peter Pan sognatore, ha un momento in cui decide di assumersi le sue responsabilità da adulto e crescere, ci commuoviamo, perché da un perenne immaturo non ce lo aspettiamo. Il punto è che le persone reali che Scrubs racconta sono proprio quelle che si trovano sotto la superficie. O meglio, sono anche e soprattutto ciò che si cela dietro la maschera della quotidianità. JD non è solo un ragazzino che si rifiuta di crescere. È anche un padre amorevole e un bravo fidanzato. Turk non è semplicemente l’amico spaccone che passa il tempo a lamentarsi della moglie, ma anche un uomo innamorato che, quando serve, mette da parte le lagne per prendersi cura della sua famiglia. Ed Elliot è molto altro rispetto alla donna insicura e nevrotica che mette costantemente alla prova il partner. È anche una dottoressa coscienziosa che ha a cuore i suoi pazienti e ha una grande capacità di amare.

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Dunque, si può davvero parlare di punto debole di Scrubs? Forse sì. Ma, come i personaggi della serie, quello che può banalmente essere visto come un difetto, è anche molto altro. E può essere qualcosa che, una volta compreso, si può amare. D’altronde, anche lo stesso show insegna che in amore sono proprio i piccoli difetti quelli che mancano da morire quando non ci sono più. E quindi vi chiediamo: amereste comunque Elliot Reid se non fosse una paranoica? O il dottor Cox senza la sua brava dose di cinismo? Noi siamo convinti di no.

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Scritto da Giulia Losi

Dovevo essere un architetto, ma ho avuto un piccolo "cambio di rotta" e mi sono innamorata del cinema. Mi sono laureata in teatro, cinema, danza e arti digitali alla Sapienza di Roma e ho voluto scrivere di cinema e serie tv, le mie due grandi passioni.

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