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La storia dell’episodio più divisivo di Scrubs, massacrato da parte del pubblico ma vincitore di un Emmy

Scrubs, l'episodio musical

Ah, i musical. Un argomento delicato per gli appassionati di serie tv. Perché dividono sempre il pubblico: c’è chi li ama, e chi li rifiuta a priori. La storia è piena di esempi e potremmo addirittura citare Schmigadoon!, serie di Apple TV+ interamente basata su quel formato: due ottime stagioni, ma al termine della seconda arrivò una cancellazione dolorosa per i pochi affezionati. Tant’è: le puntate musicali rappresentano un terreno minato per chi decide di svilupparle e metterle in onda, ma c’è stato un periodo storico in cui moltissimi titoli avevano scommesso sull’idea. Nei primi anni Duemila, infatti, si sprecarono gli esempi in tal senso: tra le più note, non possiamo non menzionare Scrubs.

Con una premessa, doverosa: è sì un episodio musical, ma per molti versi è una sorta di reazione al trend, più che un suo assecondamento. Una puntata musical che mette in scena la parodia di una puntata musical, in sostanza. Risultato? L’ennesimo episodio di questo tipo che chi apprezza lo apprezza sul serio, ma chi lo detesta lo detesta visceralmente. Insomma, una puntata polarizzante come mai si era visto in Scrubs, né prima né dopo. Non con queste dimensioni, almeno: stiamo ovviamente escludendo dal discorso l’intera nona stagione, quella che per molti addirittura “non esiste” (parliamone), e le puntate che si scontrano oggi con una rilettura improntata su nuove sensibilità.

Tra l’altro, quello di My Musical, sesta puntata della sesta stagione di Scrubs, è un caso interessantissimo anche per un altro motivo.

Le ricerche che hanno portato alla nascita di questo articolo, infatti, hanno portato alla luce una percezione mutata dell’episodio: quando andò in onda nell’ormai lontano 2007, le critiche furono più accentuate di quanto si potrebbe riscontrare oggi. Una rivalutazione a posteriori, ma fino a un certo punto: già all’epoca ricevette accesi elogi dalla critica e da parte del pubblico, arrivando addirittura a vincere un Emmy e ricevere cinque nomination. Oggi, però, i pareri sono più allineati in positivo, anche se presenteremo numerose voci critiche dei nostri giorni. Procediamo, allora.

Di cosa parla My Musical

Scrubs, la puntata musical
Credits: NBC

My Musical, scritto quasi per intero da Debra Fordham, fu pensato e sviluppato in un periodo in cui Scrubs stava attraversando una fase di forte rinnovamento creativo: il rischio di cali qualitativi sul lungo periodo, d’altronde, si affronta così. Nacque allora un episodio musicale molto voluto da Bill Lawrence, storico showrunner della serie: l’autore, infatti, è notoriamente legato all’universo di Broadway. Ripetiamo: fu un passo piuttosto audace perché questo genere di episodi veniva spesso accolto con una certa negatività dai fan, evidentemente non pronti a variazioni sul tema in quella direzione. Combinare l’elemento col medical, oltretutto, presentava una soglia alta di rischio. Scrubs, però, non è una serie qualunque: My Musical fu sviluppata nei minimi dettagli e a seguito di un lungo processo di preparazione preliminare, per certi versi inedito.

La trama è di per sé particolare: Patti, una donna con un enorme aneurisma nel cervello, rischia di morire in poco tempo. Tra i sintomi palesati, l’aneurisma la porta a sentire chiunque cantare mentre in realtà stanno parlando. La prospettiva attraverso cui viviamo parte della puntata è quindi la sua: al posto dei soliti dialoghi, i vari personaggi cantano. Sviluppano la trama attraverso il canto e il ballo, come nella migliore tradizione dei musical. Per fortuna, c’è un lieto fine: la donna viene salvata e non sente più cantare.

Secondo quanto riportato da Wikipedia, “negli Stati Uniti l’episodio fu originariamente seguito da 6.48 milioni di spettatori e risultò essere l’episodio con l’audience più bassa fino ad allora nella sesta stagione della serie”. Prevedibile, per certi versi. E non è un caso che citiamo ora questo dato: parte del pubblico che rifiutò l’episodio lo skippò direttamente e lo skippa ancora oggi. Per loro, My Musical “non esiste” al pari del famigerato Med School.

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