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Romanzo Criminale: Il Freddo e Roberta, perché quella storia d’amore ci ha fatto così male

Il freddo e roberta in romanzo criminale la serie

Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su Romanzo Criminale.

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Romanzo Criminale è una di quelle serie che non si limitano a raccontare una storia, ma costruiscono un immaginario, un linguaggio e un modo nuovo di guardare alla serialità italiana. Andata in onda tra il 2008 e il 2010 e ispirata al romanzo di Giancarlo De Cataldo, la serie Sky prende spunto dalle vicende della Banda della Magliana per raccontare la Roma degli anni Settanta e Ottanta come un luogo in cui criminalità, potere e politica si intrecciano in modo inestricabile. Ma ridurre romanzo criminale a una semplice crime story sarebbe un errore.

Quello che la rende ancora oggi così potente è la capacità di lavorare sull’empatia, di portarci costantemente a oscillare tra giudizio morale e coinvolgimento emotivo, spingendoci a entrare nella testa di personaggi che, razionalmente, sappiamo essere sbagliati. È una serie che non assolve, ma nemmeno prende le distanze, e che proprio per questo riesce a colpire così a fondo.

All’interno di questo universo narrativo duro, violento e spietato, alcune storie riescono a emergere con una forza emotiva inattesa, diventando veri e propri punti di frattura nel racconto. Tra queste, quella tra il Freddo e Roberta è forse la più dolorosa e memorabile, perché introduce un’idea di normalità che sembra quasi stonare con tutto il resto. Una relazione che non nasce per redimere, ma che finisce per illudere, noi spettatori prima ancora dei personaggi, che una vita diversa possa essere possibile. Ed è proprio da questa illusione, che vale la pena partire per capire perché quella storia ci abbia toccato così tanto e perché, ancora oggi, continuiamo a ricordare soprattutto un giorno qualunque passato insieme, al luna park, come se fosse stato il momento in cui Romanzo Criminale ci ha fatto più male di tutti.

Il Freddo e l’empatia: perché finiamo per comprenderlo?

il freddo
credits: Cattleya e Sky Cinema

Il Freddo è uno dei personaggi più complessi di Romanzo Criminale perché non si impone con l’eccesso, ma con il controllo. È misurato, riflessivo, elegante, e sembra spesso un passo indietro rispetto alla brutalità più esplicita del suo mondo. Questa distanza apparente dalla violenza lo rende immediatamente più avvicinabile, più leggibile, più umano. Il punto non è giustificarlo, ma comprenderlo, ed è qui che la serie diventa sottile e spietata allo stesso tempo. Il Freddo ci appare come un uomo diviso, incapace di rinunciare a ciò che conosce, ma attratto da una possibilità che lo destabilizza. Ed è in questa frattura che nasce il nostro coinvolgimento emotivo.

Roberta e la normalità che in Romanzo Criminale sembra impossibile

Roberta (interpretata da Alessandra Masrtronardi) entra nella storia come una figura quasi dissonante. Non appartiene al mondo criminale, non ne è affascinata, non cerca potere né adrenalina. Porta con sé un’idea di vita semplice, fatta di stabilità e quotidianità, che in Romanzo Criminale assume un valore quasi rivoluzionario. Roberta non rappresenta tanto l’amore in senso romantico, quanto la possibilità concreta di una normalità diversa. Ed è proprio questo che la rende così importante. Guardando Roberta, lo spettatore proietta su di lei il desiderio che quella vita alternativa possa esistere davvero. Diventa la prova che, forse, anche il Freddo potrebbe fermarsi, scegliere altro, uscire dal ruolo che si è costruito addosso. È un’illusione fragile, ma potentissima, e Romanzo Criminale la alimenta con grande consapevolezza.

Il giorno al luna park: quando Romanzo Criminale ci fa sperare

il freddo e roberta al ritorno dal luna park in romanzo criminale
credits: Cattleya e Sky Cinema

Romanzo Criminale decide di affondare il colpo, scegliendo di raccontare il Freddo e Roberta nel modo più semplice e, allo stesso tempo, più devastante possibile: mostrando una giornata normale. Il luna park non è solo un luogo, ma una dichiarazione d’intenti narrativa. In quella sequenza non succede nulla di eclatante, e proprio per questo succede tutto. Ridono, scherzano, si tengono per mano, si muovono dentro una quotidianità che sembra finalmente possibile, quasi concreta, e lo spettatore viene trascinato dentro quella bugia dolcissima senza nemmeno accorgersene.

Personalmente, è uno dei momenti in cui Romanzo Criminale mi ha colpita di più, perché non gioca sull’eccesso ma sull’assenza di conflitto. Per qualche minuto la serie smette di essere una storia di violenza e potere e diventa il racconto di un’alternativa. Ed è impossibile non cascarci. Guardando il Freddo al luna park, si ha davvero l’impressione che quella possa essere la sua vita, che Roberta possa rappresentare non una parentesi ma una direzione, e che tutto il resto, per una volta, possa restare sullo sfondo.

Il punto è che Romanzo Criminale non ci prende in giro: ci mostra esattamente perché quella normalità è così attraente e perché, allo stesso tempo, è destinata a non durare.

Il Freddo sembra rilassato, quasi leggero, ma non smette mai davvero di essere ciò che è. Anche in quel contesto, anche in quella felicità momentanea, resta un uomo che non ha mai imparato a rinunciare al controllo. E Roberta, senza saperlo, incarna proprio ciò che lui desidera e teme di più: una vita che richiederebbe una scelta netta, definitiva, senza possibilità di tornare indietro.

È qui che l’empatia diventa quasi insopportabile, perché quella scena ci costringe a fare i conti con una verità scomoda. Non stiamo guardando una storia d’amore che potrebbe salvarsi, ma una storia che esiste solo perché è temporanea. Il luna park non è l’inizio di qualcosa, è il suo punto più alto, e proprio per questo è anche l’inizio della fine. E quando romanzo criminale ci riporta alla realtà, lo fa senza enfasi, senza colpi di scena urlati, lasciandoci addosso la sensazione di aver assistito a qualcosa di profondamente ingiusto, non perché tragico, ma perché possibile.

Il Freddo tra amore e controllo: una scelta che non arriva mai

momento della celebre dichiarazione d'amore in romanzo criminale fra il freddo e roberta
credits: Cattleya e Sky Cinema

Il Freddo non è incapace di amare, ma è incapace di scegliere fino in fondo. Il suo sentimento per Roberta è reale, ma sempre subordinato a qualcosa di più grande: l’identità che si è costruito nel tempo. Romanzo Criminale è molto chiara su questo punto e non concede alibi. Il Freddo desidera la normalità, ma non è disposto a pagare il prezzo che comporta.

Ed è qui che l’empatia diventa davvero scomoda, perché il suo conflitto non è straordinario, ma profondamente umano. Restare dove si è, anche quando si sa che quel posto non è più abitabile, è una dinamica che riguarda molti spettatori. Il Freddo non riesce a immaginarsi fuori dal suo ruolo, e Roberta, senza volerlo, diventa la prova di tutto ciò che potrebbe perdere.

La storia tra il Freddo e Roberta ci ha colpiti così tanto perché Romanzo Criminale non la racconta come una favola spezzata, ma come una possibilità mancata.

Non ci dice che l’amore può salvare, ma ci mostra quanto possa essere doloroso intravedere una via d’uscita senza avere il coraggio di percorrerla. Quella relazione non fallisce per mancanza di sentimento, ma per mancanza di scelta.

Ed è forse per questo che, a distanza di anni, continuiamo a ricordare quella storia più di tante altre. Perché non parla di redenzione, ma di esitazione, di paura, di compromesso. Perché ci mostra una normalità possibile solo per togliercela subito dopo, lasciandoci con la sensazione amara di aver assistito a qualcosa che avrebbe potuto cambiare tutto, ma non lo ha fatto.

Alla fine, il Freddo e Roberta restano impressi non come una grande storia d’amore, ma come il simbolo di ciò che Romanzo Criminale ha sempre raccontato meglio: le occasioni che non tornano, le vite che restano sospese, le scelte rimandate fino a diventare impossibili. Quella giornata al luna park non è solo un ricordo narrativo, ma una ferita emotiva che la serie lascia volutamente aperta. Ed è proprio per questo che continua a farci male, anche dopo l’ultima puntata.

Se anche tu Romanzo Criminale l’hai già vista e continui a pensarci, forse il problema non è tuo. Qui trovi perché resta una serie da guardare almeno una volta nella vita.