Attenzione: evita la lettura se non vuoi imbatterti in spoiler di Rick and Morty
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Questa stessa domanda, se posta qualche stagione fa, avrebbe avuto tutt’altra risposta. Rick And Morty, infatti, ha avuto i suoi alti e bassi, come spesso accade alle serie più longeve. Nonostante il grandioso successo ottenuto con le prima stagioni, intorno alle quinta abbiamo cominciato a perdere qualcosa. O almeno a lasciare qualche pezzo indietro. Senza un apparente motivo specifico, da un certo punto in poi non sembrava più Rick and Morty e si faceva fatica perfino a difenderla. Anche i fan più accaniti hanno dovuto lottare con un senso di spaesamento dovuto soprattutto a storie meno coinvolgenti, una narrazione troppo distante da quella iniziale e una certa ripetitività che, alla lunga, non può che fare danni.
Eppure, Adult Swim ha confermato che Rick and Morty avrà ben dodici stagioni (anche se il primo avviso era per dieci). Un certo tipo di riscontro, quindi, deve esserci stato per forza.
Deve pur essere scattato qualcosa che abbia permesso ai suoi autori di continuare a scrivere fino alle dodicesima stagione, invece di fermarsi in maniera più naturale alla quarta. Un punto forte cui aggrapparsi per non mollare la presa su Rick and Morty. Ad oggi, quel punto forte, per noi è l’ottava stagione.
O meglio, ciò che riusciamo ad intravedere di nuovo nell’ottava stagione. Proprio quando tutto sembrava perduto, proprio quando eravamo pronti a mollare Rick and Morty, l’ottava stagione ci lancia un salvagente. E, paradossalmente, si salva riprendendo le fila di quello che già conoscevamo bene di Rick and Morty. Si salva ripetendosi, auto copiandosi e auto citandosi. Ma i tempi erano maturi perché persino l’ennesima ripetizione potesse diventare salvifica.
Tra la quinta e la settima stagione (per cercare una linea temporale che non è nemmeno così definita) Rick and Morty aveva abbassato troppo il tiro e aveva cominciato a puntare sull’affezione del pubblico dandola molto per scontata. Dato il successo enorme che ha avuto inizialmente, è stato inevitabile che ad un certo punto la qualità abbia subìto un calo più che palese. Non tanto per quanto riguarda l’animazione (che invece va sempre migliorando, ovviamente) quanto in merito alla narrazione e all’iconicità delle storie raccontate.

Ci stavamo, insomma, abituando ad una Rick and Morty sempre simile a se stessa ma sempre meno in grado di stupirci.
Proprio quel Rick and Morty che, inizialmente, non aveva fatto altro che sbalordire. Ma gli autori, con l’ottava stagione, sembrano aver imparato la lezione.
È bello anche solo immaginare che, un po’ nello stesso mood dei loro spettatori, abbiano scelto scientemente di cambiare rotta. Nessuno ci vieta di sognare che anche gli autori abbiano intuito un calo di attenzione troppo grande per essere ignorato e che abbiano, di conseguenza, seguito un istinto poco razionale e abbiano deciso di tornare alle origini. Molto più probabilmente, volendo ragionare lucidamente invece di lasciarci prendere dai sogni e dalle speranze, gli autori e la stessa Adult Swim, hanno intuito che per tornare ad avere il beneplacito del pubblico avrebbero dovuto tornare sui loro passi. Rick e Morty sarebbero dovuti tornare ad essere Rick e Morty. Che poi è ciò che accade nell’ottava stagione.
Composta da dieci episodi, che in Italia sono usciti a dicembre del 2025 su Netflix, la stagione otto di Rick and Morty riprende silenziosamente se stessa, senza mai dichiararlo in alcun modo.
Ma i segnali ci sono tutti: la narrazione torna ad essere ritmata, gli episodi sono di nuovi autoconclusivi (abitudine che non si era persa sulla carta ma che tendeva verso quella strada) e i personaggi sono di nuovo caratterizzanti. Sono di nuovo realmente utili ai fini delle storie che portano avanti.

Nell’ottava stagione di Rick and Morty, Rick e Morty non sono più sempre i soliti nonno e nipote che girano per l’universo in cerca di guai. Sono finalmente di nuovo quei due personaggi cinici e ambigui che avevamo conosciuto nelle prime stagioni. Hanno ancora qualcosa da dire, non si limitano ad essere uno scienziato pazzo in cerca di vendetta e l’altro un ragazzino impaurito dalla vita. Nell’ottava stagione Rick e Morty sono tutte queste cose, ma con delle sfumature che ci sono sempre state e che si stavano perdendo ma che hanno fatto sì che ci affezionassimo ai loro pessimi caratteri. Tra la quinta e la sesta stagione, se proprio volessimo cercare un punto A e un punto B (ma i confini sono molto labili) stavamo perdendo quel senso di innovazione che Rick and Morty ha sempre fatto suo. Nell’immagine, nelle sequenze, nei temi affrontati e nel linguaggio stesso.
Complice sicuramente anche la stessa longevità della serie, il rischio era che iniziasse ad essere troppo uguale a se stessa.
Grazie all’ottava stagione possiamo fare un passo indietro rispetto alle critiche ed affermare che Rick and Morty è tornata. Che quello che eravamo abituati a vedere, è ricomparso sui nostri schermi.
Il dettaglio che ci fa cogliere il ritorno, come si diceva, è la narrazione stessa. Rivediamo Morty alle prese con una storia tutta sua e allo stesso tempo riusciamo anche a notare di come sia effettivamente cresciuto come personaggio. Ma ritroviamo anche Beth che “combatte” contro se stessa e Jerry che cerca di sopravvivere con se stesso. Ci sono di nuovo Rick e Summer insieme, c’è di nuovo la squadra di amici di Rick, rivediamo il Presidente degli Stati Uniti d’America Curtis (su cui, fra l’altro, è stato confermato uno spin-off intitolato proprio President Curtis) e perfino Unità. Quello che rivediamo, in poche parole, è un vecchio stile di Rick and Morty che non avevamo mai voluto abbandonare e che non vedevamo l’ora che tornasse. Che tornasse quell’originalità che per anni aveva contraddistinto Rick and Morty e che ultimamente stava lasciando troppo spazio alla semplicità.
Perché, in fondo, non abbiamo mai smesso di vedere Rick and Morty, nemmeno quando non ci convinceva fino in fondo.
Abbiamo sempre provato a giustificarla, cercando scuse laddove l’unico problema era (probabilmente) una continuazione forzata. Eravamo quasi arrivati al punto di pensare che forse avrebbero dovuto chiuderla e basta, senza accanirsi ulteriormente.

Ma, in perfetto stile Rick and Morty, ci hanno stupito ancora. Perciò, se qualche mese fa ci avessero interrogato sulla bellezza di Rick and Morty nelle ultime stagioni, la risposta sarebbe stata più che altro negativa. Avremmo sicuramente messo le mani avanti, cercando di non infierire su una serie che ci ha dato tantissimo, ma sarebbe stato molto difficile non sottolineare i molti difetti di alcune stagioni. Oggi invece, dopo aver visto tutti i dieci episodi dell’ottava stagione, a cuor leggero possiamo affermare che Rick and Morty è ancora molto bella e che, soprattutto, ha ancora qualche cartuccia da sparare. Se è bella come un tempo è difficile da definire; ha sicuramente, almeno l’ottava stagione, delle reminiscenze e dei dettagli che richiamano le origini della serie e questo non può che piacerci.
Quantomeno riesce nell’impresa di farci tornare il sorriso, di farci ritrovare di fronte alla Rick and Morty che ricordavamo, quella che non faceva altro che sorprenderci.
In questo senso, in linea più generale, a Rick and Morty va riconosciuta la forza di stupirci ancora e sempre. E anche solo per questo motivo merita di essere definita ancora, dopo tutti questi anni, bella.





