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The Alienist – La caccia ha di nuovo inizio. Perché non ci siamo ancora stancati dei serial killer

The Alienist

Promette di essere il nuovo fenomeno televisivo, o almeno le premesse sono quelle. The Alienist è l’adattamento televisivo (TNT è il canale a mandarla in onda) dell’omonimo romanzo di Caleb Carr, del 1994. Alienista era il termine utilizzato per identificare nel passato lo psichiatra, in tempi in cui le malattie mentali erano concepite come “alienazioni” da parte dell’individuo dalla sua vera natura. 

La storia si svolge a New York nel 1896 e ha per protagonisti il dottor Laszlo Kreizler (Daniel Brühl), l’illustratore John Moore (Luke Evans) e la segretaria Sara Howard (il grande ritorno di Dakota Fanning). La Serie Tv si apre con il rinvenimento del cadavere orrendamente sfigurato e smembrato di un giovane ragazzo del quartiere italiano. Ma Giorgio Santorelli non è l’unica vittima.

Il ritrovamento del corpo diventa subito notizia e viaggia per tutta New York fino ad arrivare in casa di Kreizler, un dottore specializzato in psicologia infantile, non nuovo a crimini tanto efferati come questo, che gli ricorda da vicino un caso mai risolto.

The Alienist

Per Laszlo trovare il colpevole diventa quindi una questione personale. Appare chiaro, fin dal primo episodio di The Alienist, che i personaggi protagonisti della Serie Tv non rappresentano gli stereotipi del tempo e appaiano in realtà molto moderni e contemporanei, nel modo di agire e di pensare.

Partiamo dagli uomini. 

Laszlo è uno psichiatra non convenzionale, non ha l’appoggio della polizia e viene visto di sottecchi dall’opinione pubblica per il difficile ruolo che ricopre ma è certamente un uomo non convenzionale anche nel privato. Il pilot ci regala brevi scorci della sua vita privata ma appare chiaro che il suo rapporto con la servitù siamo molto più amichevole e aperto di tanti altri in città. Laszlo non riesce a rimanere del tutto insensibile di fronte ai bambini che cura, la linea dottore-paziente appare qui molto fragile se non inesistente. Il caso dei gemelli Zweig è una ferita ancora aperta che tormenta il dottore e che potrebbe portarlo, come le ultime parole della puntata sembrano profetizzare, verso oscurità e tenebre. Un personaggio che ricorda il Graham di Hannibal, anche se la spigolosa recitazione di Brühl gli da una caratterizzazione più europea e austera.

In contrapposizione all’impassibile Laszlo c’è John Moore, suo grande amico dal carattere passionale e vivace. Beve e va a prostitute  e non riesce a rimanere imperturbabile di fronte al cadavere smembrato o al malato di sifilide. Un personaggio anche questo che se da un lato vorrebbe incarnare lo stereotipo del bello e pericoloso, in realtà poi se ne discosta ampiamente rendendo il personaggio di Moore reale e tangibile.

The Alienist

Ma la vera sorpresa di The Alienist a mio parere è il personaggio interpretato da Dakota Fanning.

Sara non è niente di quello che ci aspetterebbe da una donna del tempo. Pur essendo di  buona famiglia trova da sola la strada per realizzarsi, senza l’aiuto di un padre o di un marito. È una donna libera e che sa di esserlo, consapevole però che questa libertà la isola rispetto alle altre donne della buona società, rendendola strana e difficile da capire.

The Alienist

Le premesse ci sono tutte. The Alienist è una Serie Tv senza dubbio ben concepita e diretta, prodotta da Cary Fukunaga tra le altre cose, e con un cast di tutto rispetto. Ad una prima occhiata la Serie Tv ricorda molto prodotti come Penny Dreadful  (per ambientazione e scenografia) o Hannibal (per personaggi e trama)Di certo i fan di queste due Serie Tv saranno attratti dal pilot di The Alienist, trovando si elementi noti ma anche uno spirito nuovo e fresco che incuriosisce e fa venire voglia di vedere il seguito.

L’unico pericolo è che la Serie Tv si possa trasformare in un deja-vu di storie già viste ed evoluzioni scontate. Staremo a vedere.

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Scritto da Serena Faro

Ho attraversato gli oceani del tempo a bordo del TARDIS, ho viaggiato in macchina con Sam e Dean a caccia di mostri, sono arrivata tardi ad un matrimonio a Westeros (meno male) così mi sono diretta a Storybrooke per poi salpare con il capitano Flint. Ho visitato la Londra dei "penny dreadfuls" e la New York dei "mad men". Mi sono ritrovata su un'isola un po' particolare, in attesa di una nuova avventura.

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