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Mindhunter 2×05 – Il momento che tutti stavamo aspettando

Mindhunter 2×05 è l’episodio che mostra finalmente il killer ‘innocente’. Un ‘padre’ di famiglia sanguinario e deplorevole: Charles Manson. Possiamo considerare quella di Mindhunter una delle migliori rivisitazioni del killer.

Questa rabbia che provi agente Tench è solo la rabbia che provi verso di te e vuoi qualcun’altro da incolpare. Sono stanco di essere il tuo capro, sono stanco di essere il tuo riflesso.

Charles Manson

Mindhunter 2×05 pone al centro della narrazione diversi temi, primo tra questi: la famiglia. L’episodio, infatti, gioca molto su una specifica contrapposizione che vede da un lato la famiglia malsana e falsa creata da Charles Manson e dai suoi seguaci, dall’altro lato la tipica famiglia americana, i Tench. Purtroppo, nonostante cerchino di essere felici, Bill e Nancy vengono scaraventati in un incubo che sia loro che noi avvertiremo per tutta la durata dell’episodio.

Mindhunter 2×05 si apre mostrandoci i due coniugi sconvolti, che ancora tentano di giustificare le azioni del loro bambino.

Brian, infatti, ancora piccolo e forse inconsapevole della vera violenza ha assistito all’assassinio del bambino più piccolo del suo gruppo di amici, ucciso per asfissia dai più grandi durante un gioco. Pur non avendo partecipato all’atto, il piccolo Tench molto ingenuamente ha suggerito di crocifiggere il bambino, credendo che in questo modo sarebbe risorto.

Bill: dovremmo guidare i bambini!

Manson: e dove? dove li hai guidati tu? […] l’hai voluto tu, non io. È successo nel tuo mondo, non nel mio.

mindhunter

Sembra quasi che Charles Manson legga nella mente di Bill riuscendo a provocarlo perfettamente, a manipolare la sua rabbia. L’intervista tra il killer e i due agenti, sebbene sia stata collocata a metà di Mindhunter 2×05, domina tutto l’episodio. Essa è la chiave di volta che esterna la contrapposizione già accennata tra un ‘padre’ come Manson e un padre come Bill.

Mindhunter 2×05 percorre il lento crollare dei valori che i Tench cercavano di insegnare al loro piccolo, il concetto di bene e male.

Tutto sembra che stia andando in pezzi, che sia pronto a marcire. Il nucleo familiare sereno sembra sia stato gettato nel fango e metafora di ciò è la mosca poggiatasi sul bicchiere di limonata, durante la visita dell’assistente sociale. Nancy continuerà a ripetere che il figlio è innocente e Bill la asseconderà poiché per loro è impossibile credere a tutto ciò. Non vi erano segni, né casi simili da studiare.

Mi sembra che quello che sapete sui serial Killer si basi (solo) su quelli che avete catturato.

Ed Kemper

Mindhunter 2×05 è l’episodio che palesa ancora una volta la perfezione della sceneggiatura di questo telefilm. Prima di incontrare Charles Manson, Holden e Bill parlano di nuovo con Kemper e le parole che il killer delle studentesse rivolge a Holden non sono altro che un nuovo indizio, un pezzo del puzzle. Sin dalla prima puntata (qui la recensione) i nostri agenti hanno spesso ripetuto, prima di iniziare le interviste, che avrebbero fatto domande specialmente sui trascorsi familiari dell’assassino, poiché è nell’infanzia sregolata e malsana che solitamente si sono formati i killer catturati e studiati.

mindhunter

Ma Kemper evidenzia un fatto che, alla luce degli eventi accaduti alla famiglia Tench, suscita la nostra attenzione. Infatti, non tutto è sempre uguale, non bastano solo dei modelli standard da studiare e usare, talvolta la realtà imprevedibile pone l’uomo davanti a delle difficoltà che mai si sarebbero considerate. Bill Tench, adesso, cerca infatti di trovare una giustificazione alle azioni del figlio, sperando che la sua mente non si tramuti in quella di un killer.

Questo accaduto determina un cambio di prospettiva per il nostro agente dell’FBI

Se nel quarto episodio, discutendo di Candy Man, Bill aveva sostenuto anche la colpevolezza di Hanley, ragazzo di 14 anni che affiancava Croll, alias Candy Man, procurandogli le vittime, in Mindhunter 2×05 quasi giustifica le scelte di Henley la cui storia sembra ricordare una versione eccessiva e irreversibile della vicenda di Brian Tench.

Un altro tema posto al centro dell’episodio, ma che si evince anche nei precedenti, è la fede. Essa è purtroppo sottomessa alle più assurde interpretazioni della mente umana, talvolta sfruttata anche per giustificare delle azioni negative. In Mindhunter 2×05 un esempio di interpretazione della fede piegata a proprio vantaggio è quella che ci viene descritta da Tex Watson.

Fu il mio primo peccato mortale. Ma mi sono pentito. La grazie di Dio mi ha benedetto con la pace del suo perdono. […] Ho ucciso io quelle persone […]. La Bibbia dice che tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma chi confessa otterrà la misericordia. Ero perduto finché non mi sono affidato a Dio. E ora mi sono redento, grazie al sangue pure di Cristo.

Tex Wtason

In Mindhunter 2×05, sono queste le parole che noi e Holden ascoltiamo durante l’intervista a Tex Watson.

mindhunter

Lui è uno dei ragazzi drogati e soggiogati da Charles Manson. Durante la scena, durante la narrazione della strage in casa Tate, Tex fa delle pause, respira lentamente e ricordando, azione dopo azione, il tutto sembra diventare di nuovo vivido.

Le scelte di regia e di sceneggiatura ancora una volta si dimostrano perfettamente capaci di rendere al meglio gli stati d’animo di personaggi che impariamo a conoscere solo in pochi minuti. Infatti, mentre Tex racconta, possiamo sentire urla e mormorii inquietanti in sottofondo. Questa scelta ci permette di percepire i ricordi del ragazzo e di capire che non sono lontani, ma ritornano facilmente in vita, permettendo a noi solo di immaginare la tragedia.

Ma al di là di assassini e stragi, Mindhunter 2×05 è un episodio interessante poiché ci consegna concretamente una Wendy Carr fuori dall’ufficio e intraprendente. La dottoressa Carr ha sempre mantenuto una certa riservatezza sulla sua vita privata, ma è in questo episodio che sembra lasciarsi andare facendoci intuire che desidera avere qualcuno accanto, qualcuno da cui tornare la sera, da amare.

Mindhunter 2x05

Ma è ancora presto per poterlo dire con certezza, siamo ancora all’inizio e non sappiamo quanto il suo lavoro le permetterà di dedicarsi all’amore per la donna appena incontrata. Una cosa però è certa: Wendy Carr non permette a nessuno di mancarle di rispetto o di costringerla a fare qualunque cosa.

Lo vediamo proprio alla fine dell’episodio quando riesce, con fare sfacciato ma educato, a liquidare il don giovanni Warren Freeman.

Ma il finale di Mindhunter 2×05 ci mostra anche quanto Bill e Wendy siano diventati amici. Loro si fidano l’uno dell’altra ed è per questo che Bill, come se non riuscisse più a tenersi tutto dentro, le rivelerà ciò che sta accadendo a Brian e alla sua famiglia.

E se da un lato i nostri agenti credono che i serial killer da catturare o su cui indagare sono quelli con cui stanno già avendo a che fare, dall’altro lato ancora non sanno che un Killer, a Park City, Kansas, sta prendendo forma.

Mindhunter 2x05

Lui, mostratoci in scene di pochi secondi in ogni puntata, è presente anche in Mindhunter 2×05, pronto ad aprire l’episodio con un’altra azione che suscita in noi tante domande. Seppellisce in giardino una scatola dentro cui è possibile intravedere una maschera con lineamenti femminili, ma nulla più. Cosa vorrà dire?

Leggi anche: Nella mente di Montie Rissell il sadico assassino di Mindhunter

Written by Anastasia Gervasi

Mi chiamo Anastasia e ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere moderne presso l'Università degli studi di Bari Aldo Moro. Amo leggere e, anche se sono consapevole di non poter superare il record di libri letti da Rory Gilmore (qualcuno può?), sono certa di aver visto più serie tv di lei (where's my award? ah...sicuramente perduto come la lettera per Hogwarts, di certo!). Sin da bambina ho sempre amato le storie (okay forse quelle horror un po' meno) e ho sempre voluto parlarne, specialmente dopo averle conosciute grazie a serie tv avvincenti e ricche di feels e angst. Sono cresciuta con i telefilm di Buffy e FRIENDS e ho capito che, come gli amici di tutti i giorni, anche loro sono dei buoni compagni di vita. Ho incontrato personaggi che mi hanno ispirata e mi hanno spinta a migliorare come persona, trasmettendomi anche una carica di adrenalina pazzesca. Sono storie che ti portano ad imboccare una strada, in parte, ancora sconosciuta. Io spero che la mia sia tanto bella, avvincente e avventurosa quanto quella delle mille storie che ho letto e visto in questi anni. Per il resto mi affiderò al Carpe diem di Orazio.

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