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La Casa de Papel 4×05 – Braccati

È sorprendentemente estenuante ed infinito il tempo che ti separa dal traguardo. Quel pezzo di strada percorribile in cinque passi sembra dilatarsi e non terminare mai. Nel La Casa de Papel 4 l’ansia e la preoccupazione aumentano e l’unica cosa giusta da fare sarebbe quella di restare concentrati ma è difficile, la mente è stremata e il corpo anche ma bisogna correre e sovvertire i ruoli. Bisogna vincere. Questa è la determinazione e la situazione dei Dalì braccati da Gandìa.

Nell’episodio precedente la partita si era chiusa uno a zero per la guardia, che proprio negli ultimi istanti aveva catturato Tokyo.

Non sono un assassino. Io sono il domatore e ti addomesticherò

Gandìa
La Casa de Papel 4

Sorride lascivo alla sua prigioniera quando lei gli chiede perchè non l’abbia uccisa. Il problema di questa serie tv si nasconde sempre in bella vista: è quello di non saper accostare dialoghi e scene, perché se da un lato ritroviamo un’atmosfera cupa, che manda il cuore in trepidazione per Tokyo, dall’altro tutto si stempera ascoltando queste battute così stereotipate e colme di inutili e velati riferimenti sessuali. È come se l’intento sia dover rendere sempre tutto più sexy ma finisce per ricadere nel ridicolo. Alla fine forse è meglio così, nella tensione possiamo sempre ridere dei personaggi…o no?

La Casa de Papel 4 è un piacevole e costante ritorno al passato.

Avevamo già imparato a conoscere il desiderio degli sceneggiatori di mescolare le linee temporali, intersecandole e rendendole l’una necessaria all’altra. È un espediente utile a spiegare le dinamiche del colpo oppure a introdurre novità che nella trama avranno lo scopo di salvare i protagonisti. In questo quinto episodio sorridiamo piacevolmente nel rivedere Mosca e Denver insieme, padre e figlio che battibeccano scatenando il sorriso della banda. Il tempo è dalla parte dei Dalì in fin dei conti, e questa volta forse lo si deve a quel ragazzo un po’ impulsivo e dalla risata sguaiata che si è battuto per convincere il Professore ad aggiungere al piano un elemento sorpresa: un amico nascosto, o meglio…amica.

Julia è l’aiutante nell’ombra, il sequestratore tra gli ostaggi che diventa occhi e orecchie della banda laddove gli altri non potrebbero arrivare. Tenuta nascosta per la prima parte della stagione, finalmente possiamo dare un nome a quel volto che molto spesso è stato inquadrato dalla telecamera che ha fatto in modo che ci chiedessimo chi lei fosse. Non proprio tutto sembra essere andato perduto e la presenza di questo nuovo asso nella manica potrebbe farci pensare che ce ne siano molti altri, d’altronde stiamo sempre parlando del Professore: un genio sovversivo incompreso che di rimando riesce eccezionalmente a comprendere gli altri.

I Dalì anche grazie alle strategie e agli insegnamenti di questo personaggio sembrano essere immortali.

Se sul tavolo operatorio prima c’era Nairobi, ne La Casa de Papel 4 hanno rischiato di finirci sia Denver che Rio. I due ragazzi, che finalmente sono riusciti a riconciliarsi, hanno fatto squadra per scovare e distruggere il loro inseguitore. Ed è durante questa ricerca che vengono colti di sorpresa e da lui intrappolati nell’ascensore con una granata. Sì, sarebbero potuti morire facilmente, ma non hanno riportato alcun tipo di lesione nonostante lo scoppio. Hanno coperto l’esplosivo con i due caschetti militari e i due giubbotti anti proiettile riuscendo a isolare il colpo. Una granata abbastanza debole e poco realistica considerando che ne sono usciti con un acufene e qualche alone di polvere sul viso.

La Casa de Papel 4

Ma in fin dei conti ne siamo felici perché è già stato versato tanto sangue. Tuttavia, quell’esplosione non è che l’inizio di un nuovo scontro: Gandìa, incappucciato e armato, è pronto a rivestire in definitiva i panni del cacciatore. Attacca frontalmente la banda che riesce con maestria a difendersi. È una scena avvincente la cui dinamicità non danneggia o spezza il pathos, bensì lo alimenta con i primi piani dei protagonisti di cui ci viene mostrato lo sforzo, la determinazione e il desiderio di vincere.

Ma ne La Casa de Papel 4 ci sono personaggi che pensano a tutt’altro.

Ancora una volta viene dato minutaggio a un personaggio come Arturito, da inserire tra quei personaggi delle serie tv che se la tirano troppo. Lui è il pomo della discordia che nonostante i pugni e le contusioni subite si rialza pronto a farne un’altra delle sue. Sorvolando sul fatto che solo dopo ventiquattro ore le ferite suo suo viso siano quasi completamente guarite perché nella storia i personaggi sono tutti un po’ Io, Robot, questa volta la malcapitata vittima tra le mani di quest’uomo ignobile è Amanda.

Nel precedente episodio Arturo le aveva fatto ingoiare tre pillole di sonnifero, ma non credevamo che quella che si era rivelata solo un’orripilante idea si fosse poi realizzata davvero. In un flash improvviso capiamo che Arturo sembra aver abusato di lei. Una sotto trama che poteva benissimo essere evitata poiché avevamo già ben compreso quanto meschino e subdolo fosse quest’uomo. Ma forse a dargli il colpo di grazia sarà proprio Julia a cui lui sembra essersi avvicinato usando lo stesso modus operandi.

I momenti di gioia fortunatamente non mancano in questo episodio.

Tra le tante coppie in crisi o separate ve ne è una che invece ha deciso di sbocciare nonostante le difficoltà. Nairobi e Bogotà, così diversi e sempre pronti a punzecchiarsi, si lasciano andare a un bacio travolgente prima che la battaglia inizi. Purtroppo se queste gioie fossero durate la serie si sarebbe chiamata diversamente. Sono gli ultimi istanti quelli importanti, quelli in cui a un passo dal traguardo si crede di aver vinto, ma non sempre è così.

La Casa de Papel 4

La terza volta è quella buona, meticcia

Gandìa

Gandìa è sempre stato un passo avanti, li ha costantemente braccati nonostante gli spari. Questa volta, da codardo o stratega, coglie Nairobi alla spalle sussurrandole una sentenza di morte.

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Written by Anastasia Gervasi

Amo leggere e, anche se sono consapevole di non poter superare il record di libri letti da Rory Gilmore (qualcuno può?), sono certa di aver visto più serie tv di lei. Sin da bambina ho sempre amato le storie (okay forse quelle horror un po' meno) e ho sempre voluto parlarne, specialmente dopo averle conosciute grazie a serie tv avvincenti e ricche di feels e angst. Sono cresciuta con i telefilm di Buffy e FRIENDS e ho capito che, come gli amici di tutti i giorni, anche loro sono dei buoni compagni di vita. Ho incontrato personaggi che mi hanno ispirata e mi hanno spinta a migliorare come persona, trasmettendomi anche una carica di adrenalina pazzesca. Sono storie che ti portano ad imboccare una strada, in parte, ancora sconosciuta. Io spero che la mia sia tanto bella, avvincente e avventurosa quanto quella delle mille storie che ho letto e visto in questi anni. Per il resto mi affiderò al Carpe diem di Orazio.

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