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Élite – Storie Brevi: Carla e Samuel, la Recensione dell’ultima raccolta

Siamo (finalmente) giunti al termine di queste estenuanti puntate brevi di Élite, e tirando le somme il giudizio non può che essere negativo. Abbiamo sperato nella svolta con questa ultima raccolta di puntate, ma alla fine ci siamo dovuti rassegnare a una soap opera che di originale non aveva proprio nulla.

Sin dalle prime puntate ci siamo chiesti il motivo del cambio di rotta così radicale nel genere e nelle tematiche rispetto alla serie di riferimento: commedia, love stories smielate che non appartengono in nessun modo a una serie che era colma di mystery, colpi di scena e sì, anche problemi tra adolescenti, ma sicuramente mai presi così alla leggera come in questi episodi speciali (nonostante l’inverosimiglianza di qualche vicenda).

Con queste puntate ci è quasi sembrato di vedere altri personaggi, così lontani e distanti da quelli con cui avevamo legato, e ci siamo sentiti anche traditi per certi versi, soprattutto dall’ultima serie di storie brevi.

Samuel e Carla – La prima parte

Élite

Samuel e Carla sono stati da subito personaggi molto discussi per la loro relazione amorosa. Per molti mal assortiti e poco credibili, ci hanno però abituati con il tempo alla loro storia. Eppure è bastato pochissimo (circa mezz’ora) per ricordarci il motivo per il quale l’abbiamo detestata.

La puntata dedicata ai due si apre nientemeno che con la pasta asciutta di Samuel. Quest’ultimo, dopo averla addentata, probabilmente si pente di averla fatta assaggiare a Carla e si ricorda che la ragazza sta per partire per Londra. Corre all’aeroporto e cerca di fermarla (wow, una scena per niente ultra-stereotipata), ma ovviamente l’addetta alla sicurezza gli ricorda che “non sei in un film con Julia Roberts” (ne parlavo appunto in questo articolo).

Alla fine, compra un biglietto e riesce a raggiungere Carla al Gate e la conversazione può essere riassunta più o meno così:

Carla abbiamo provato emozioni forti, io non me ne vado

Ma la ragazza non ne vuole sapere:

Abbiamo vissuto una relazione importantissima ma ora è finita, quando torno dal bagno devi essere sparito

Fin qui l’escalation di battute originali fa rabbrividire gli autori de Il segreto, ma è la frase di Carla, dopo che Samuel accetta di andarsene, che merita l’Oscar:

Posso baciarti?

Dopo averlo pregato per mezzora di andarsene, avergli detto che la storia è finita, che non è sexy e che non è attraente, conclude con questa frase (ha perfettamente senso, no?).

Il tempismo (che neanche nella saga di Fast and Furious) vuole che proprio quando Carla ricorda a Samuel che mancano 10 minuti all’imbarco, il volo viene ritardato di 7 ore.

Élite raggiunge livelli di trash altissimi – Seconda parte

Élite

I due si recano a casa di Samuel, che finalmente ha la conferma che la sua pasta fa schifo e può farsene una ragione.

Iniziano un giochetto di domande e striptease che finisce con una frase di Carla che credo di aver già sentito in 365 giorni (o era The Lady?) che fa impazzire il ragazzo, e con un background musicale al pianoforte completamente fuori luogo i due iniziano a fare sesso. Al termine dell’amplesso, Carla vuole farci sapere che delle 6 ore restanti ne sono trascorse 3, e Christian Grey muto.

Alla fine i due litigano, Samuel chiede alla ragazza di restare, lei si spaventa e gli dice che la sua performance sessuale non è stata gradita: un secondo dopo fanno pace e Carla ammette in realtà di non voler partire.

Per fortuna – Parte tre

Effettivamente in queste puntate le avevamo viste quasi tutte, mancava il filone de “il ricco e il povero”. Samuel e Carla convivono da una settimana, quando lui torna a lavoro per fare il cameriere la marchesa inizia a fargli offerte e a proporgli di mantenerlo per farlo studiare, e ciò lo fa imbestialire. Nonostante ciò inizia a pregarla di essere perdonato, e dopo averle mandato 3 audio lunghissimi (classica cosa da non fare quando si viene scaricati), scopre che lei era solo andata a comprare il sushi e che non li ha neanche ascoltati.

Samuel cancella i messaggi, e a Carla non frega niente. Anzi, forse è anche contenta di non dover ascoltare dieci minuti di messaggio vocale (ti capiamo, Carla).

Tutto sembra andare per il verso giusto, fino a quando la marchesa non decide di lasciarlo con un messaggio vocale (forse più lento di quello di Samuel) e se ne va nel cuore della notte.

Élite: Storie brevi – Tiriamo le somme

Terminate finalmente queste puntate inutili, possiamo dire che l’esperimento è stato un flop totale. Paradossalmente perfino la recitazione degli attori sembra qualitativamente inferiore rispetto alla serie origine.

Carla, nelle ultime scene, non è per niente credibile, risulta anzi forzata e quasi ridicola. Guzmàn, al quale è stato appioppato un personaggio che non gli appartiene, non sa come comportarsi e non fa altro che gesticolare. Per non parlare di Samuel, che oltre ad essersi scordato l’esistenza del parrucchiere, non riesce a far trasparire mezza emozione.

In conclusione, possiamo dire che questi episodi abbiano fatto bene a Élite? Carla sarà anche confusa, ma noi no e sappiamo con certezza che ne avremmo fatto volentieri a meno.

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