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Doctor Who Resolution – Lo Special di Capodanno ha diviso in due il fandom

Doctor Who

Attenzione! Se non avete visto lo special di Doctor Who troverete degli spoiler!

Il 2019 è iniziato e ha portato con sé Resolution, l’atteso special di Capodanno di Doctor Who. Le aspettative erano tante, per vari motivi. Innanzitutto, c’era la speranza che lo special potesse risollevare un’undicesima stagione secondo molti deludente. In secondo luogo, la certezza che questo episodio avrebbe riportato sui nostri schermi i tanto temuti Dalek.

L’apparizione dei Dalek potrebbe non sembrare nulla di speciale considerando che in qualche modo li abbiamo visti saltar fuori ogni stagione. La loro presenza però assume stavolta tutt’altro peso. Sono infatti i primi tra i nemici storici – o perlomeno già noti – del Dottore che vediamo apparire da quando le redini di Doctor Who sono passate a Chris Chibnall. Lo showrunner aveva infatti deciso di non portare sullo schermo nessuno dei personaggi già conosciuti nelle precedenti stagioni, cosa che non era andata giù a tutti.

E neanche con questo episodio Chris Chibnall è riuscito a mettere d’accordo i fan. C’è stato chi lo ha adorato e chi lo ha trovato noioso. Ma cosa è successo in questo special di Doctor Who?

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Dopo una prima parte introduttiva nella quale vediamo dei guerrieri combattere contro una misteriosa e pericolosissima creatura, passiamo a degli scavi archeologici nelle fognature di Sheffield, Inghilterra. Qui vengono rinvenuti dei resti umani e dei misteriosi artefatti che si scopriranno essere parti della creatura che gli antichi guerrieri erano riusciti a smembrare e dividere in tre fagotti da seppellire e custodire. I problemi iniziano quando, sotto l’esposizione delle luci dei due archeologi, qualcosa prende vita: un Dalek.

Richiamato sulla Terra da un allarme impostato sul TARDIS che segnala una presenza aliena, il Dottore non riconosce subito la minaccia. Il Dalek infatti è sprovvisto del suo solito “carrarmato” e ha preso il controllo di Lin, una dei due esploratori. Passa così inosservato proprio sotto al naso del Dottore, finché questi non analizza del DNA trovato sul luogo degli scavi. A questo punto inizia la caccia al pericoloso alieno, che si è già messo all’opera per la conquista e la distruzione della Terra.

Principale ma non unico motivo di critiche a questo special di Doctor Who è stato proprio l’elemento chiave: il Dalek.

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Il Dalek che abbiamo visto in questo episodio non è esattamente come quelli con cui abbiamo solitamente a che fare. È un Dalek da ricognizione, con poteri e forza superiore ai suoi simili. Dal momento in cui il Dottore lo ha riconosciuto come tale le sue capacità particolari sono state spiegate, ma comunque alcune cose non sono andate giù. Come ad esempio il fatto che si sia impossessato del corpo di Lin per perseguire i suoi scopi, ovvero: andare in giro a recuperare parti del proprio carrarmato, costruirne uno nuovo con materiali di scarto (stile Tony Stark nella caverna) e uccidere tutti gli umani che gli capitano a tiro nel frattempo.

A rallentare di molto l’episodio è stato il tempo che ci è voluto perché il Dalek si mostrasse davvero con la forma che conosciamo, quella che incute terrore e semina distruzione. Charlotte Ritchie, l’attrice che ha interpretato Lin, è stata brava nel rappresentare il Dalek che controllava il suo personaggio. Nonostante questo però sarebbe stato preferibile far durare di meno la parte in cui lei era “posseduta” e dare più spazio alla versione originale dell’alieno.

Anche in altri casi, il problema principale di questo special di Doctor Who è stato il tempo.

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Se per la trama infatti il gusto può essere personale, è innegabile che il tempo dedicato ad alcuni dei filoni di questo episodio è stato eccessivo. Ad esempio, il Dottore ha forse girato un po’ troppo intorno alla soluzione di alcuni problemi. Prima per capire di avere a che fare con un Dalek e poi per capire come facesse questo a spostarsi. Lo stesso si può dire del tempo occupato da Ryan e suo padre Aaron. Il loro incontro era indubbiamente qualcosa da mostrare, ma forse ci si poteva soffermare su di esso un po’ meno.

In ogni caso, è stato comunque un buon episodio. Certo, ha fatto un po’ fatica a partire all’inizio e forse ci si aspettava qualcosa di più. Il livello però è superiore rispetto agli episodi dell’undicesima stagione, grazie anche al villain. Tralasciando la fase della “possessione”, abbiamo visto un Dalek non meno letale e terrificante di quelli che il Dottore ha combattuto in passato, e altrettanto difficile da sconfiggere.

Un ultimo appunto da fare è questo: sono passati ben nove episodi, è passato il season finale ed è passato lo special, ma ancora non sappiamo nulla del Timeless Child. Chibnall, ce la facciamo a parlarne per la prossima stagione? Per favore? Grazie.

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Written by Antonia Perreca

Sono una stramba nerd libromane con una folle passione per Stephen King.
Mi piacciono le sportive d'epoca, il rock d'altri tempi, le camicie a scacchi, la metà del tempo faccio riferimenti che nessuno capisce... Insomma, sono Dean Winchester al femminile!
Nella vita leggo libri e guardo Serie Tv, e nel tempo che avanza cerco di far rientrare studio e lavoro. Ma le prime due hanno la precedenza, sia chiaro!

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