ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Avengers Endgame
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →In questi giorni gli Avengers stanno tornando a dominare il botteghino. Non grazie a una miracolosa ripresa dell’MCU, ma per il ritorno di quello che è stato e rimane il punto più alto dell’immenso franchise cinematografico che ha dominato gli ultimi 15 anni di cinema. A poco meno di tre mesi di distanza dall’uscita al cinema di Doomsday, ha fatto il suo ritorno nelle sale Avengers: Endgame, che assimila la definizione “extra” accogliendo in se delle sequenze nuove chiamate a fare da ponte verso il prossimo capitolo della saga. Sequenze che – a dire la verità – dicono davvero poco.
A causa della debolezza di queste aggiunte – nemmeno disponibili integralmente per tutti visto che alcune scene erano limitate alle visioni IMAX e Infinity Vision – il motivo principale per accorrere in sala a vedere Avengers: Endgame è sicuramente l’effetto nostalgia. Sullo schermo è passato un film mastodontico, che ad anni di distanza mantiene la propria grandezza e continua rappresentare il punto più alto di tutto l’MCU. E forse rivedendo Avengers: Endgame sovviene una domanda: abbiamo ormai visto il meglio possibile del mondo Marvel al cinema?

Avengers: Endgame e la crisi post Endgame
Parleremo a breve di queste nuove scene che rappresentano il nucleo tematico più interessante di Avengers: Endgame Extra. Tuttavia il primo pensiero che la ri-visione di questo film suscita è relativo a tutta la gestione – spesso ai limiti dell’incomprensibile – del post Endgame. Non è un mistero che dopo l’uscita di scena di pezzi da novanta come Tony Stark, Steve Rogers e Natasha Romaoff il ricambio generazionale in casa Marvel non ha funzionato. Allo stesso modo non è un mistero che a livello di macro-trama ci sono stati troppi problemi, dovuti a scelte sbagliate e anche a un pizzico di sfortuna.
Tuttavia rivedendo Avengers: Endgame si fa spazio anche l’idea che tutto il fallimento della saga del multiverso potesse avere anche ragioni per così dire esterne. È sembrato sin da subito oggettivamente difficile ripartire da un punto in grado di chiudere così magistralmente trame intessute per anni e anni. Forse a distanza di anni dobbiamo realizzare che era addirittura impossibile farlo. Questo film raggiunge dei livelli – per il genere – davvero altissimi. L’epicità dello scontro finale. Il viaggio nel viale dei ricordi con cui viene omaggiata l’intera saga dell’infinito. Le emozioni date dalla fine del percorso di personaggi storici come la Vedova Nera, Cap e ovviamente Iron Man. Quell’io sono Iron Man entrato di diritto nella storia del cinema.
Insomma, Avengers: Endgame è il compimento perfetto di un percorso ricco. La conclusione ideale di un viaggio estremamente stancante, da cui ripartire era non solo difficile, ma forse persino impossibile. Rivedendo il film a distanza di anni viene da chiedersi se tutti i problemi dell’MCU non derivino proprio da qui. Forse la problematica più grande è che il meglio è stato già visto e tutto quello che sarebbe venuto dopo sarebbe andato incontro al rischio di deludere. Accusando il peso del confronto e del passato.
Ed è in virtù di tutto ciò che il ritorno al cinema di Avengers: Endgame si accompagna più che altro a un profondo senso di nostalgia che a una sana curiosità nel futuro. L’aggiunta di quelle scene in più – preparatorie per Doomsday – finisce per passare ampiamente in secondo piano di fronte alla possibilità di rivivere i momenti più iconici dell’MCU. E l’enorme risposta dei fan certifica – più che la curiosità per Doomsday – proprio ciò che è stato l’MCU fino a Endgame: un fenomeno collettivo sfociato in uno dei film mediaticamente più importanti degli ultimi anni. Con tutte le emozioni che ne sono derivate.

Il ponte da Avengers: Endgame a Doomsday
Ma veniamo ora a queste famose scene aggiuntive che avrebbero dovuto creare un ponte da Avengers: Endgame e Doomsday. E usiamo il condizionale perché in realtà non è che aggiungano chissà che cosa a quello che già sapevamo. Vediamo sostanzialmente due scene importanti: Loki che va a trovare Steve e Peggy intenti a vivere quella vita che Rogers ha riscritto. E poi Destino che rapisce Bruce Banner. Sono spunti anche interessanti, che qualcosa dicono, ma non tantissimo.
La prima scena sembra aggiungere davvero quasi nulla. Sapevamo già che Loki sarebbe stato centrale nella trama di Doomsday e che Steve Rogers sarebbe tornato dopo l’uscita di scena post Endgame. Ci viene da pensare – e alcune dichiarazioni lo stanno confermando – che proprio questa deviazione nel tempo di Steve possa essere cruciale per l’ascesa di Doom. Insomma, quella vita che il capitano ha finalmente vissuto potrebbe essere stato il leitmotiv dei nuovi pericoli all’orizzonte. Al di là di questo aspetto – comunque prevedibile – è una scena che aggiunge poco. Un po’ più interessante è invece la seconda.
Posto che chiaramente la minaccia di Doom è nota, sicuramente è rilevante che il nuovo villain supremo dell’MCU rapisca Banner. Ha sicuramente qualche piano per lui ed è probabile che schieri contro gli Avengers uno dei loro membri più letali. Questa seconda scena offre uno spunto interessante, che però ancora una volta sposta poco la nostra percezione verso Doomsday. Vi sono poi altre due scene di cui parlare. Una è una semplice clip in cui Victor Von Doom plasma la maschera di Destino. Un richiamo abbastanza esplicito al primo Iron Man, così da creare un ponte tra i due personaggi di Robert Donwney Jr. L’altro invece è relativo alla TVA che scopre le incursioni. Anche qui nulla di nuovo insomma, visto che già sapevamo che Loki era una delle visioni fondamentali in vista di Doomsday.
Queste scene lasciano poco spazio all’analisi. Non ci aspettavamo chissà che cosa, ma forse era lecito attendersi un qualcosa che avrebbe solleticato maggiormente l’appetito. Invece queste aggiunte filano via abbastanza indifferentemente al termine di Avengers: Endgame. Ed è per questo che sin da subito abbiamo messo in secondo piano le nuove scene e l’attesa per Doomsday rispetto a tutto il carico di significato che comporta la visione dell’atto conclusivo della saga dell’infinito. Ancora oggi quello rimane il punto più alto dell’MCU e questa proiezione speciale serve a rivivere lo splendore di quel film sul grande schermo molto più a conoscere qualche dettaglio in più di Avengers: Doomsday.
Insomma, Avengers Endgame Extra ci conferma tutto il meglio e il peggio del Marvel Cinematic Universe. Ci dimostra ancora una volta che il meglio è alle spalle e che il futuro sembra sempre meno interessante di ciò che è stato vissuto. Allo stesso tempo si ricorda che proprio ciò che è stato vissuto è stato incredibile. Quella visto dal cinema in questi giorni è stata una nostalgica, dolce ed emozionante passeggiata sul viale dei ricordi. Ora toccherà Doomsday provare a far rivivere quel passato e dimostrare che in Casa Marvel potrà esserci ancora un qualcosa capace di quantomeno emulare un passato che da anni ormai sembra in insuperabile.





