in ,

Anne with the E (Chiamatemi Anna) – La Serie su Anna dai capelli rossi

Chiamatemi Anna
Chiamatemi Anna ci insegna il coraggio di amare

Quanti di noi, da piccoli, non hanno mai sentito parlare di “Anna dai capelli rossi“? L’omonimo romanzo del 1908 della scrittrice Canadese Lucy Maud Montgomery era infatti un classico da leggere, specie fra le ragazze adolescenti di fine anni ottanta. Ed ecco che nel 2017 ci viene proposto l’adattamento televisivo che finora conta una sola Serie da 7 episodi, intitolata “Anne with the E” (tradotto in: Chiamatemi Anna), prodotta da CBC Television e trasmessa su Netflix a partire dal 12 maggio 2017.

La Serie riprende la storia di Anna Shirley, la più famosa orfanella dai capelli rossi di sempre. Sul suo personaggio ci saranno certamente dei pareri contrastanti, legati alla storia in sé piuttosto che alla Serie Tv: alcuni potrebbero definirla una ragazza “distratta”, “stramba”, “logorroica” e persino “lagnosa” alle volte, ma su di una cosa saremo tutti certamente d’accordo: l’interpretazione di Amybeth McNulty è impeccabile. La sua Anna è semplicemente perfetta e saprà come catturare l’empatia degli spettatori (per alcuni, tuttavia, potrebbe volerci qualche episodio); è la magia di Anna dai capelli rossi dopotutto.

Anne with the E


La storia di Anna è tutto fuorché felice: nata in una famiglia di insegnanti di liceo, i suoi genitori moriranno prematuramente a causa di una malattia infettiva; non avendo nessun altro parente in vita, Anna verrà affidata a diverse famiglie problematiche, povere e piene di figli, dove verrà sfruttata senza ritegno per accudire l’enorme mole di bambini. In nessuna di queste famiglie affidatarie ci sarà spazio per affetto nei suoi confronti e quando sopraggiungerà la necessità, guidata dalla mano inflessibile del destino, verrà sbattuta in orfanotrofio senza troppi ripensamenti, per un periodo breve ma terribilmente intenso.

Nonostante tutto ciò che ha vissuto, Anna è dotata di un incredibile ottimismo, colorato dalla sua fervida immaginazione e dalla sua straordinaria passione per le parole (passione alimentata dagli innumerevoli libri che ha letto), che verrà sfoggiata da Anna senza alcun timore, e le farà guadagnare fin troppo spesso la fama di “logorroica” e “inopportuna” anche se il più delle volte non verrà semplicemente compresa dagli altri, data la raffinatezza del suo linguaggio. Anna è molto più colta di chi le sta accanto, merito della sua immensa curiosità, e questo suo modo “diverso” di essere la tirerà fuori dai guai, facendo emergere una ragazza straordinariamente determinata e forte; così catturerà finalmente l’interesse di una famiglia che, dopo diverse peripezie, deciderà di accoglierla: sto parlando proprio di loro, della meravigliosa coppia di fratelli composta da Marilla e Matthew Cuthbert (interpretati di seguito da: Geraldine James e R. H. Thomson).

Anne with the E

Anne with the E” è un emozionante viaggio nel mondo di “Anna dai capelli rossi” e ne riprende le tematiche chiave, fra tutte quella costante della cattiveria umana espressa sotto le forme più viscide e disparate, quella cioè alimentata dall’ignoranza e dalla prepotenza.

Anne with the E” è anche una storia di bullismo: Anna infatti è un’orfana, cosa che già di per sé fomentava dei pregiudizi ingiustificati da parte dei suoi coetanei che, tranne qualche straordinario caso di cui parlerò in seguito, tendevano a isolarla e addirittura a offenderla senza motivo (verrà chiamata “cagna” da un gruppo di bulli). La breve parentesi in orfanotrofio, inoltre, sarà ricca di episodi di prepotenza da parte delle altre ragazze che se la prenderanno con lei per il suo modo “alternativo” di vedere il mondo: Anna racconta tantissime storie che inventerà di volta in volta, assumendo anche a tratti la personalità di “Cornelia“, una principessa bellissima e raffinata, un gioco che tuttavia verrà disprezzato il più delle volte dalle altre orfane.

Le aspettative di vita di un’orfanella non erano di certo fra le più rosee a quei tempi, soprattutto per un piccolo particolare non indifferente: Anna è una donna. Eh sì, siamo ben lontani dalla tanto anelata parità dei sessi. Il destino riservato a una ragazza orfana era quasi segnato: si poteva finire presso una famiglia, accudendo i bambini che di volta in volta nascevano numerosi, dando sempre un occhio alle mani troppo lunghe dei loro papà, non ricevendo un briciolo di gratitudine nè di amore, ma almeno avrebbe avuto un tetto sopra la testa e dei pasti caldi che avrebbe sempre dovuto preparare lei, per tutta la famiglia.

Inoltre, cosa non meno importante, Anna aveva i capelli rossi. Colore incredibilmente nefasto per la credenza popolare. Qualcuno cercherà di rassicurarla dicendo: “non ti preoccupare, ho conosciuto ragazze che da bambine avevano i capelli rossi ma che crescendo sono diventati castani”. Pensare che adesso molte fra noi ragazze spendono un sacco di soldi per avvicinarsi anche solo di un minimo a quella gradazione naturale di rosso fa pensare.

Anna era anche molto magra e “non proprio bella secondo i canoni estetici” (perchè mi costa davvero tanto utilizzare il termine “brutta” accostato a una persona come Anna Shirley) quindi non aveva molte aspettative di trovare l’uomo dei suoi sogni, anche se l’idea in sé di sposarsi non le piaceva molto: Anna è una ragazza colta e molto intelligente, l’idea di non riuscire a completare gli studi e di non avere la possibilità, un domani, di una carriera lavorativa la preoccupavano terribilmente. Vita familiare e carriera non potevano conciliarsi a quei tempi: o eri una “ragazza da marito” oppure continuavi gli studi per cercare di diventare qualcuno.

Ma “Anne with the E” è anche una storia d’amicizia: quella pura e sincera di due bambine che non guardano cose superflue come il ceto sociale o la qualità dei vestiti. Un’amicizia straordinaria arricchita dall’incredibile dolcezza di Diana Barry (Dalida Bela) la quale si affezionerà sin da subito ad Anna, andando controcorrente rispetto alla massa. Persino i suoi genitori cercheranno più volte di separarle, convinti che accompagnarsi a una orfana “stramba” come Anna sia disdicevole per una bambina del suo lignaggio.

anne with the e

Anne with the E è anche una storia d’amore: la “simpatia” fra Anna e Gilbert (Lucas Jade Zumann) tuttavia non verrà ampiamente trattata nella Serie, almeno in questa unica (speriamo solo per il momento) stagione.

“Anne with the E” è anche una storia anticonformista che toccherà delle note “particolari”, come la nascosta storia d’amore fra il maestro di scuola Mr. Philips (Stephen Tracey) e la sua alunna più grande, cosa che non passerà di certo inosservata agli attentissimi occhi da osservatrice di Anna, o come la sottointesa ma mai espressa omosessualità dell’austera Zia di Diana, Josephine (Deborah Grover), trattata con profonda eleganza dalla Serie Tv.

Anche i più scettici fra gli spettatori, prima o poi, proveranno empatia per Anna, non solo per le angherie che è costretta a subire ma soprattutto perchè lei è una bambina straordinaria: una bambina con un incredibile sorriso che è riuscita a sfuggire a un’agghiacciante realtà in cui si trovava grazie alla sua fervida immaginazione, che dopo tanta sofferenza finalmente è riuscita a trovare un posto nel mondo, se non altro nel cuore di tante persone.

Anna era una bambina che non possedeva nulla: aveva solo una vecchia borsa con un vecchio abito, ma dentro di sé aveva un mondo; un mondo a colori in una realtà dipinta in scala di grigio.

Leggi anche – Le 10 Serie Tv Canadesi da tenere assolutamente d’occhio

Written by Alessia Reina

Laureata in Scienze Biologiche, ho sempre nutrito la passione per la scrittura e per il cinema, due fra i miei hobby più cari.

Ogni Serie Tv è come un libro: ti viene proposta una nuova storia con uno stile e con un linguaggio ben preciso; alla fine del viaggio può restarti qualcosa, come un segno più o meno profondo.

Nei miei articoli spero di trasmettere la stessa passione con cui seguo queste Storie, cercando di analizzarle da un punto di vista critico più oggettivo possibile.

Mr. Wrench

Fargo – Chi era quel detenuto accanto a Nikki Swango?

Dexter

25 disagi che solo un vero fan di Dexter può capire