in

Ray Donovan è il perdurante chiaroscuro tra passione e cinismo

Ray Donovan, una serie silenziosa, convincente, appassionante e recitata come pochissime. Annoveriamo meritocraticamente quest’altra perla seriale dell’età aurea della serialità. Ray Donovan è una serie da vedere, un obbligo seriale e non semplice consiglio. Il New York Times l’ha definita “The Sopranos on Sunset Boulevard” ed è un paragone ingombrante ma assolutamente calzante e meritato.

Ray Donovan

Storia ben scritta e recitata, miscela saggia di cinismo e passione, attori importanti illuminati da una vecchia volpe del cinema come Jon Voight, che per il ruolo di Mickey Donovan, ottiene un Golden Globe nel 2014 come miglior attore non protagonista. Showtime dopo il successo inarrivabile raggiunto con Dexter, bissa un tandem di serie iconiche e superbe, ancora troppo sottovalutate: Penny Dreadful e Ray Donovan.

Un uomo scarrozza e difende star ubriache e tossicodipendenti vittime di ricatti nei pressi di Los Angeles, un uomo deve destreggiarsi tra ricattatori, media, avvoltoi e avancès di stupende donne. Un uomo difende i suoi sofferenti fratelli, un uomo si trova a suo agio nella lotta e nel sangue, un uomo cura i suoi interessi dimenticandosi talvolta della famiglia.

Un uomo ama e odia suo padre in egual modo, lottando con questo caotico complesso.

Un uomo in giacca e camicia risponde al cellulare a bordo della sua Mercedes CLS 550 e la conversazione raramente ha un diverso incipit : “Ray, ho un problema… devi aiutarmi !

Un uomo prova a salvare e tutelare chiunque tranne che se stesso. Ray Donovan è sospeso nel limbo grigio tra verità e menzogna, nell’eterno chiaroscuro tra passione e cinismo.

Il volto dei Donovan è profondo, infossato, turbato, scavato e veritiero. Ray è l’impossibilità ma lo sforzo perdurante a salvare il possibile sempre e comunque, Bunchy è il disagiato perenne che prova e riprova ad accantonare il suo pesante trauma infantile, Terry è il generoso e forte ex-pugile, allenatore della palestra ‘Fite Club’, piegato dai tremori del Parkinson.

Personaggi sontuosi e originalissimi.

Ray Donovan

Tenere insieme una famiglia non è mai facile, tenere unita una famiglia frammentata, disparata, disgregata come quella dei Donovan, è quasi da considerarsi un’impresa titanica. Ecco la missione primaria, vera e quasi impossibile, che al corrucciato e tenace Ray spetta conseguire.

Mickey Donovan è il patriarca vagabondo che non può accampare molti diritti sui propri figli ma riesce a farli scontrare, indirizzandoli ai propri scopi. Dopo il complesso di Edipo si dovrebbe parlare del complesso di Ray, Mickey è la sua maledizione ed il suo sepolto alter ego, una figura tanto traballante quanto decisiva per lui.

Mickey è un diavolo buono che nessuno dei fratelli vuole veramente esorcizzare, un pericolante e amabile funambolo sospeso tra gentilezza ed egoismo.

Un patriarca fedifrago che abbandonò i figli, un uomo dalle molteplici relazioni, un criminale gentiluomo, un nonno gentile con i suoi nipoti e manipolatore con i suoi figli.

Mickey Donovan è tanto egocentrico e accentratore quanto galantuomo. Terry sa troppo bene chi è Mickey, Ray è il perfetto ruolo antipodico che subisce la commistione di odio e amore ed il malcapitato Bunchy è il primo dei fratelli a cedere alle capacità persuasive di suo padre. Come se il trittico di fratelli non fosse già incasinato e non bastasse, ecco aggiungersi un altro Donovan, un Donovan di colore, figlio della relazione extraconiugale del buontempone Mickey.

Tra rapine ideate bene ma interpretate male, tra incidenti diplomatici o propriamente fisici, tra passione e cinismo, tra denaro e sentimento, tra cuore e ragione, tra altruismo ed egoismo.

Ray e Mickey simboleggiano l’eterno contrasto. Quel contrasto che per esistere ed essere tale, ha bisogno del suo esatto opposto.

Ray Donovan

Spiegare una serie ricca di riflessioni e adrenalina come Ray Donovan, in poche righe, è operazione ostica e ingrata. Si può soltanto affermare che è una di quelle serie che non annoiano mai, una serie che stramerita almeno una chance da ogni appassionato di serie tv. Ray Donovan sta per giungere alla sua quinta stagione e la mafia armena e la giustizia sono ancora dei nemici per il buon Mickey.

Una serie che altrove già primeggia, una serie di cui si parlerà tantissimo, una maledetta serie da vedere.

LEGGI ANCHE: #ConsigliSeriali – JESSICA JONES – La lotta e la vendetta

Written by Davide Settembrini

Perdersi e riapprodare, confondersi in quelle maledette storie che vogliono provare a spiegare cos'è realmente l'uomo. Storie infinite, contraddizioni interiori ed agitato sentimento. La condivisione di quel dilemma eternamente irrisolto.

Marcus Alvarez Sons of Anarchy

Gli 8 personaggi più sottovalutati di Sons of Anarchy

Prison Break e il prezzo dell’evasione