ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Only Murders in the Building 5×09!!
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È la fine di un’era all’Arconia. La fine di una lunga, entusiasmante avventura. C’è aria di addio, di grande finale. Il Palazzo sta per salutarci, con i suoi inquilini e le sue storie. Storie che ora sembrano riposare come tante sa ammucchiate negli scatoloni. Ma tutte quelle cianfrusaglie sono l’anima di Only Murders in the Building. Pezzi del suo edificio, mattoncini forti, lampadine fulminate, il rumore meccanico delle porte dell’ascensore che si aprono. Only Murders in the Building non è stata solo una storia di omicidi da risolvere. È stata una storia di legami, di amicizie, di condivisione e crescita. Cinque anni in cui semplici inquilini sono diventati un’unica grande famiglia, senza neanche accorgersene.
Ora si respira aria di epilogo tra le mura dell’Arconia. È come se stessimo girando le ultime pagine di un libro bellissimo che ci ha accompagnati per cinque stagioni. È la prima volta che vediamo gli inquilini del palazzo fare i bagagli. Oliver, Charles e Mabel stanno per lasciare l’edificio in cui si sono conosciuti e sono diventati un trio (qui è possibile recuperare tutta la serie). E insieme a loro, fanno i bagagli tutti gli altri personaggi. C’è però ancora un omicidio da risolvere, anzi due. Per cui bisognerà attendere ancora un po’ prima di chiudere definitivamente gli scatoloni. Ci siamo lasciati alla fine dell’ottavo episodio con l’immagine di Randall ripresa dalla telecamera segreta di Lester.
È stato Randall a uccidere Lester? Ovviamente no, ma quando Oliver, Charles e Mabel vanno a domandarglielo, lui se la dà a gambe, alimentando i sospetti sulla sua colpevolezza.
Il giovane portiere sparisce per diversi giorni, senza che nessuno abbia più notizie. L’Arconia sembra essersi quasi dimenticato di lui, tra traslochi vari, ultime cose da mettere a posto e il robot LESTR che risponde alle regole della nuova proprietaria, Camila White. Anche il trio sembra essersi rassegnato all’idea che la quinta stagione del podcast Only Murders in the Building non avrà un finale. Mabel ha accettato l’invito di Jay a trascorrere alcune settimane di relax alle Maldive, Oliver sta per volare in Nuova Zelanda per raggiungere Loretta e Charles cerca casa (e amici, soprattutto amici). In questo clima di triste commiato, Mabel e la detective Williams scoprono un’ulteriore stanza segreta nella Velvet Room dell’Arconia.
Un passaggio che mette direttamente in collegamento la sala da gioco del palazzo con la lavanderia Caccimelio. È da qui che è passato l’assassino di Nicky Caccimelio? il corpo dell’uomo è stato trovato in lavanderia, ma è più che probabile che sia stato ucciso all’interno dell’Arconia. Mentre si rendono conto del nuovo elemento da aggiungere al caso, Mabel e la detective Williams si imbattono in un quadro che somiglia molto alla foto di Cuba pubblicata sui social di Randall. Il portiere non è quindi fuggito da New York, al contrario si nasconde ancora nel palazzo. È quindi ora di mettere da parte tutte le cianfrusaglie del trasloco e tornare a concentrarsi sulla risoluzione del caso.
Perché sì, c’è stato un altro omicidio nel palazzo e il trio non vuole abbandonarlo senza aver prima scoperto il colpevole.
Un insperato alleato gli inquilini lo trovano in LESTR, il robottino che tutti scansano ma che in realtà ha salvato più informazioni di quante si possa immaginare. È lui che conduce Oliver, Mabel e Charles nell’appartamento in cui si nasconde Randall. Che ha ormai capito che, a seminare il trio – due anziani e una ragazza con le scarpe sempre poco adatte -, non ci vuole poi molto. Ma in questa parte finale di Only Murders in the Building 5, volutamente o solo per caso, gli inquilini collaborano molto tra di loro. Così Randall viene fermato e costretto a parlare. Il segreto che il nuovo portiere stava tenendo nascosto riguardava gli ultimi istanti di vita del vecchio Lester.
Randall lo aveva trovato nel cortile con la manovella in mano e sporco di un sangue che non era il suo. Sembrava che avesse commesso qualcosa di atroce, ma lo aveva fatto per mettere in salvo il palazzo. È dunque Lester l’assassino di Nicky Caccimelio? Il suo uccello preferito d’altronde, come dicevamo la scorsa settimana, è il tordo di bosco, un animale simbolo della casa e del territorio, che farebbe qualsiasi cosa per difendere il proprio nido. Lester è quindi morto per proteggere la sua casa?
La morte del portiere è solo una parte del mistero.
Arrivati al penultimo episodio della quinta stagione, ci sono ancora dei passaggi oscuri che troveranno risposta nel finale della settimana prossima. Intanto però, le indagini fanno un altro grande passo avanti grazie all’intuizione di Howard. Che sì, per una volta è il personaggio che risolve il caso. Il trio aveva notato delle impronte nell’appartamento di Charles. Impronte che però, come fa notare Howard, non appartengono a un piede, ma a un triciclo per anziani. Uno di quelli di marca, che utilizzano le persone di una certa fascia sociale. E dove ne avevamo già visto uno? Nei primi episodi di Only Murders in the Building 5, nella casa del Padrino. Ecco allora rispuntare fuori nonna Caccimelio con la sua squadra di nipoti un po’ tonti.
È stata lei a rubare il dito dal frigorifero di Charles. La domanda è: perché? Il team dell’Arconia parte alla ricerca di una risposta. In questo episodio abbiamo ritrovato un po’ tutti i personaggi di Only Murders in the Building: ci sono Vince, l’inquilino dell’ala Ovest, Teddy Dimas, una vecchia conoscenza della prima stagione, e suo figlio Theo. C’è Howard e ci sono Uma, Miller e la detective Williams (tra i migliori personaggi della serie). Tutto il palazzo sembra essersi riunito per il commiato finale. C’è sapore di saluti finali, di ultima cena. Come quella che Oliver avrebbe voluto organizzare per salutare gli amici, con tanto di tuniche e scenografia biblica.
Questo penultimo episodio di Only Murders in the Building 5 è decisivo anche per il rapporto tra lui e Charles.
Due uomini sul viale del tramonto che hanno trovato nelle loro strambe differenze le radici di un’amicizia sincera ed entusiasmante. Vogliamo bene a Charles e Oliver perché abbiamo seguito passo passo il loro reciproco avvicinarsi. Ci siamo affezionati a loro e alle loro stravaganze mentre si facevano inconsapevolmente forza a vicenda. Il podcast è stato per entrambi un’ancora di salvezza da vite molto più solitarie e noiose. Non a caso, Oliver, che di cose ne ha fatte parecchie (a detta sua), lo definisce “la cosa migliore che abbia mai fatto“. Questi personaggi meritavano un momento tutto loro. Un momento toccante, che esaspera questa sensazione di distacco che si prova guardando l’episodio e che un pochino ci scuote.
Un altro personaggio che meritava una stelletta sul petto è Howard. Presenza fissa dalla prima stagione di Only Murders the Building, l’inquilino impiccione è un po’ un’appendice del trio, la vera sentinella del Palazzo. Quando tutto ciò finirà, anche Howard ci mancherà, con le sue osservazioni malevole, il suo bisogno d’affetto e la sua sfacciataggine elegante. Nel dialogo con Charles ci rendiamo conto di quanto questo personaggio abbia voglia di sentirsi parte della squadra, di cementare quei legami che stanno per spezzarsi per sempre. Howard è un tassello imprescindibile dell’Arconia ed è giusto che l’intuizione finale sia farina del suo sacco.









