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The O.C. e Arrested Development hanno quasi avuto un crossover: ecco perché è saltato

the o.c.

The O.C. e Arrested Development hanno entrambe debuttato su Fox nel lontano 2003, ma al di fuori della messa in onda sulla stessa rete e dell’ambientazione a Newport Beach, in California, le due serie tv non avrebbero potuto essere più diverse. The O.C. è uno dei migliori teen drama nella storia delle serie tv, creato da Josh Schwartz e incentrato sul personaggio di Ryan Atwood (Ben McKenzie), adottato dalla ricca famiglia Cohen. Arrested Development, d’altro canto, è una comedy creata da Mitchell Hurwitz con protagonista la disfunzionale famiglia Bluth. Tuttavia uno dei risultati della tendenza di Arrested Development a fare spesso riferimento ai suoi concorrenti ha quasi portato a un’improbabile connessione con uno degli show di maggior successo dell’epoca, The O.C..

I due show infatti si sono addirittura quasi incrociati.

A un certo punto Hurwitz voleva che gli adolescenti di The O.C. facessero un’apparizione in Arrested Development: ecco perché non è mai accaduto.

L’idea del crossover è sfumata, alla fine, perché Schwartz la reputava troppo autoreferenziale.

Lo sceneggiatore ha spiegato il suo punto di vista durante un’intervista con Uproxx, dichiarando: “Abbiamo debuttato lo stesso anno su Fox, e Mitch Hurwitz mi ha chiesto se i nostri attori potessero comparire nel suo spettacolo per interpretare se stessi, come star di The O.C.. Ero preoccupato che fosse un livello di autoreferenzialità eccessivo, quindi ho detto di no“.

Anche se potrebbe sembrare che Hurwitz abbia lanciato l’idea del crossover di punto in bianco, in realtà The O.C. implicitamente aveva già fatto avvertire la sua presenza in Arrested Development. La terza stagione di Arrested Development infatti è caratterizzata dalla battuta ricorrente di Michael Bluth (Jason Bateman), che si opponeva a vari personaggi ogni volta che si riferivano a Orange County con le iniziali della celebre serie tv: “Non chiamarlo così!“, protestava contrariato. Secondo alcuni teorizzatori, quelle due lettere avrebbero una risonanza particolarmente negativa nella mente del personaggio per via della morte della moglie Tracey, scomparsa per un cancro alle ovaie. Indipendentemente dall’intento nascosto dietro lo scherzo, questa frase fornisce le basi per ritenere che un crossover avrebbe potuto funzionare.

McKenzie e la sua co-protagonista (nonché interesse amoroso sullo schermo) Mischa Barton si erano guadagnati la reputazione di aver determinato il successo di The O.C. grazie alla storia d’amore tra i loro due personaggi. Dal canto loro Adam Brody e Rachel Bilson, che hanno interpretato rispettivamente Seth Cohen e Summer Roberts, non sono stati immuni dal diventare oggetto di pettegolezzi poiché la loro relazione fuori dallo schermo ha attirato molta attenzione nel corso delle prime stagioni. Sarebbe stato divertente vedere quindi il quartetto al completo per interpretare versioni esagerate e romanzate di se stessi: oppure, in alternativa, gli attori avrebbero potuto essere rappresentati come ragazzi del tutto amabili ed equilibrati. È impossibile dire come sarebbe andato a finire il crossover, ma Hurwitz e Schwartz avevano a loro disposizione varie opzioni per poter collaborare alla creazione di un episodio indimenticabile.

È tuttavia comprensibile che Schwartz abbia declinato l’invito a ideare un crossover tra The O.C. e Arrested Development: il teen drama ha avuto infatti le sue lotte interne da affrontare, nel momento in cui è inciampato in un crollo creativo dopo un ottimo inizio. Schwartz stesso ha ammesso che la sua serie, iniziata con un’atmosfera ottimistica e relativamente leggera, si sia poi spinta troppo nella direzione della tragedia.

Ciò nonostante, recentemente The O.C. e Arrested Development hanno ritrovato una certa popolarità (tant’è che The O.C. potrebbe persino avere un reboot): entrambe le serie infatti hanno tratto vantaggio dall’essere scoperte da nuovi telespettatori, inoltre l’analisi critica ha rivalutato i due spettacoli guardandoli attraverso lenti nuove. È uno dei motivi per cui, con il senno di poi, il crossover proposto avrebbe potuto essere un’opportunità interessante che invece è stata probabilmente sprecata dal creatore di The O.C..

Written by Cristina Natoli

Il mio (metro e sessanta scarso di) corpo è composto da un’insensata intermittenza di intricati funambolismi mentali privi di qualsiasi utilità pratica e pennellate rosa di incurante leggerezza, tra i quali mi destreggio con la stessa nonchalance innata con cui passo dalle serie tv Drama alle comedy, senza andare in autocombustione.

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