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The Big Bang Theory – Il presidente della CBS furioso: «Avrei voluto più rispetto dalla Academy»

Il presidente della CBS, Kelly Kahl, ha ultimamente espresso il suo aspro giudizio in merito alle poche nomination ottenute da The Big Bang Theory agli ultimi Emmy Awards, contrariamente ai numeri da record conquistati dalla “concorrente” di casa HBO Game of Thrones (qui abbiamo parlato della discussa candidatura ottenuta da Kit Harington).

Di seguito le parole di Kelly Kahl sulla mancata attenzione da parte della Academy all’ultima stagione di The Big Bang Theory.

Io penso che The Big Bang Theory sia una delle migliori serie comedy nella storia della televisione, e reggerebbe il confronto con qualunque altro show, che siano stati nominati o meno agli Emmy Awards.
Fondamentalmente, avrei voluto che la serie ricevesse più “rispetto”, più riconoscimento da parte della Academy? Ovviamente sì!

The Big Bang Theory

Quest’anno, la serie comedy ha infatti ricevuto soltanto tre nomination tecniche:
Mark Cendrowski nella categoria Miglior regia per una serie comedy (che ha diretto 244 episodi di 279);
Peter Chakos nella categoria Miglior montaggio;
Miglior direzione tecnica, operazione di ripresa e controllo video.
Tutte e tre le nomination fanno riferimento all’ultimo episodio della serie, intitolato The Stockholm Syndrome.

Con queste, lo show sale a quota 49 nomination totali, di cui 10 trasformate in vittorie. La maggior parte per meriti tecnici, e soltanto quattro attribuibili a Jim Parsons (interprete di Sheldon Cooper nella serie) che ha trionfato nella categoria “Miglior attore in una serie comedy“, e la cui ultima vittoria risale al 2014.

Parsons stesso si è espresso in merito al valore della stagione finale, definendola una chiusura perfetta della storia. Di seguito le sue parole:

So che gli autori erano nervosi durante la stesura del finale, gli dissi: “Non potete farlo perfetto. È il finale, inevitabilmente qualcuno rimarrà deluso”. Io credo sia finito nel modo in cui speravo finisse. A me è sembrato giusto così.

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Written by Vincenzo Bellopede

Vincenzo, studente di psicologia.
Cresciuto a pane e Sartre, accompagnando con sbornie da prelibato nettare di Lynch.
Come disse il primo, gli oggetti sono cose che non dovrebbero commuovere in quanto non vive. Eppure lo fanno.
Se anche le parole riescono in questo, l'obiettivo di chi scrive è stato orgogliosamente raggiunto.

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