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The Authors Guild, George R.R. Martin e altri autori hanno intentato una causa contro l’intelligenza artificiale OpenAI

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Nel corso di quest’ultimo anno si è parlato molto spesso di intelligenza artificiale e del suo utilizzo nei vari settori lavorativi. Il più coinvolto, negli ultimi tempi, è stato quello televisivo e cinematografico.
Per chi non lo sapesse, OpenAI è l’azienda dietro il chatbot di intelligenza artificiale ChatGPT. I modelli di intelligenza artificiale dell’azienda vengono “addestrati” utilizzando grandi insiemi di dati che li aiutano a imparare a imitare la scrittura umana. Proprio per questo motivo, The Authors Guild, insieme al celebre George R.R. Martin e altri nomi noti, stanno protestando in maniera convinta contro il sistema.

Secondo Deadline, The Authors Guild e un gruppo di autori famosi, tra cui George R.R. Martin, ha intentato una causa collettiva contro OpenAI per aver utilizzato le loro opere protette da copyright come “dati di addestramento”

Gli autori, tra cui oltre al già citato Martin ci sono anche John Grisham e Michael Connelly, affermano che le loro opere sono state utilizzate senza il loro permesso e che gli autori hanno il diritto di scegliere di utilizzare le loro opere e di essere compensati per tali dati. Di seguito l’elenco completo dei querelanti inclusi nella denuncia collettiva:


“The Authors Guild, David Baldacci, Mary Bly, Michael Connelly, Sylvia Day, Jonathan Franzen, John Grisham, Elin Hilderbrand, Christine Baker Kline, Maya Shanbhag Lang, Victor LaValle, George R.R. Martin, Jodi Picoult, Douglas Preston, Roxana Robinson, George Saunders, Scott Turow e Rachel Vail, individualmente e per conto di altri soggetti che si trovano in una situazione simile”.

Sebbene questa causa riguardi specificamente opere scritte, come romanzi e racconti, il risultato di questo caso potrebbe avere implicazioni durature in molte discipline creative. Per esempio, molti di questi autori esercitano un grande potere anche nell’industria cinematografica e televisiva. Oltre a George R.R. Martin, che con Game of Thrones ha costruito un formidabile impero per l’emittente televisiva HBO, Michael Connelly è l’autore di The Lincoln Lawyer (in onda con le sue due stagioni sulla piattaforma streaming Netflix) e molti altri autori della lista hanno visto le loro opere adattate più volte allo schermo.

Il risultato di questa class action potrebbe potenzialmente già coprire tutte le opere adattate di questi autori. Tuttavia, potrebbe anche essere il preludio di una serie di cause simili in diversi ambiti. L’opposizione della comunità creativa all’uso dell’IA nelle loro industrie è già stata ben documentata, dato che la regolamentazione è una delle questioni principali al centro di entrambi gli scioperi in corso a Hollywood, oltre alla Screen Actors Guild (SAG-AFTRA) e alla Writers Guild of America (WGA) che lottano per un giusto compenso.

Resta da vedere come si concluderà questa causa. Tuttavia, con l’avvicendarsi di nomi famosi come George R.R. Martin, la consapevolezza dell’opinione pubblica sul tema della regolamentazione etica è destinata ad aumentare. La situazione non ha ancora raggiunto un punto di ebollizione, ma questa causa è un altro segno che le cose si stanno scaldando.

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