Stranger Things è diventata, in pochissimo tempo, un successo stratosferico, al punto che i fan chiedono altre stagioni oltre la terza, delle quale sono state appena terminate le riprese.
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Abbiamo imparato ad amare e odiare i personaggi e tutto ciò che vi è intorno. Eppure avremmo potuto assistere a una serie tv completamente diversa.
Dal libro World Turned Upside Down, che è stato recentemente pubblicato, sono emersi alcuni retroscena piuttosto interessanti sulla serie dei fratelli Duffer. Cerchiamo di capire per bene di cosa si tratta.
La sceneggiatura, innanzitutto, si intitolava Montauk, come il nome di una base segreta, luogo in cui avvennero degli esperimenti governativi legati alla telepatia e al paranormale, secondo alcune teorie. Poi, L’ambientazione della serie doveva essere a Long Island, isola a nord-est di New York. E infine l’atmosfera dello show doveva apparire in maniera più tetra e angosciante, come un vero horror. Ma i fratelli Duffer si resero conto che girare alcune di queste cose risultava alquanto problematico. Non disponevano, infatti, delle attrezzature necessario per girare su un’isola, tra le altre cose. Per tale decisero di spostare la serie in un’ambientazione più tranquilla, una città di provincia.
Ma non si tratta solo di questo. Anche la trama ha subito delle modifiche. Primo tra tutti è stato eliminato un decesso, parliamo del personaggio di Steve Harrington, interpretato da Joe Keery, che era destinato a morire nella prima stagione. Menomale diremmo oggi, vista la sua evoluzione che ha reso il personaggio sempre più importante. Senza dimenticare che anche la piccola Eleven, interpretata dalla bravissima Millie Bobby Brown, avrebbe dovuto sacrificarsi nella prima stagione. Cosa avvenuta sì, ma soltanto fino a un certo punto (e che comunque non è scongiurata in vista della prossima stagione).
Tutte queste modifiche, come viene sottolineato nel libro, sono state frutto degli accorgimenti decisi con Netflix dopo che la piattaforma ha deciso di produrre la serie. E visti i risultati meglio così.
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