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Shameless, Emmy Rossum parla della lotta per la parità salariale: «Si trattava davvero di essere valutata allo stesso modo»

Shameless

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Shameless non è stata solo una serie televisiva di grande successo, ma un vero e proprio manifesto culturale che ha ridefinito il concetto di disfunzionalità sul piccolo schermo. Andata in onda per undici stagioni tra il 2011 e il 2021, la saga della famiglia Gallagher è diventata un pilastro di Showtime, grazie alla sua capacità di raccontare la povertà, l’alcolismo e il precariato con una crudeltà disarmante, sporca e allo stesso tempo profondamente umana. Al centro di questo caos c’era Fiona, interpretata da una straordinaria Emmy Rossum: la sorella maggiore, il collante che teneva unita una famiglia devastata dall’irresponsabilità del padre Frank, interpretato da William H. Macy.  Fiona non era solo un personaggio, era il cuore pulsante e l’eroina pragmatica di una lotta quotidiana per la sopravvivenza.

Tuttavia, dietro le quinte del successo, si consumava una battaglia per la parità di retribuzione. Recentemente, ospite del podcast Call Her Daddy, Emmy Rossum ha ripercorso la sua lunga lotta salariale

Non solo rose e fiori sul set di Shameless. A parlarne è stata proprio Emmy Rossum raccontando della dura lotta salariale intrapresa nel corso delle stagioni. Quando la serie iniziò, Macy era la star indiscussa, e Rossum ha ammesso di aver compreso inizialmente la differenza di stipendio, data la sua minore esperienza come star televisiva rispetto al collega. Ma con il progredire delle stagioni, il peso di Fiona era cresciuto esponenzialmente, trasformando il personaggio in un co-leader effettivo dello show. Nonostante i tentativi di negoziare già dalla terza stagione, ogni richiesta veniva puntualmente respinta, fino a quando la situazione non ha preso una piega inaspettata.

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«Macy era il nome principale tra il cast quando è iniziato lo spettacolo, motivo per cui “ha molto senso” per lui guadagnare “molti più soldi di me” all’inizio.»

L’attrice a un certo punto ha però cominciato a capire l’importanza del suo ruolo in Shameless:

«È sempre spaventoso chiedere quello che pensi di valere. È il loro compito fare lo spettacolo per il meno possibile per realizzare il massimo profitto. Questo è qualsiasi affare. Posso capirlo anche dall’altra prospettiva.»

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L’attrice ha raccontato ad Alex Cooper di come la disputa sia diventata pubblica senza che fosse sua intenzione.

«È una trattativa privata, non avrei mai immaginato che finisse sui titoli di giornale.» Con queste parola l’attrice ha raccontato lo shock nel vedere la sua situazione contrattuale trasformarsi in un caso mediatico. Eppure, quella fuga di notizie è stata il punto di svolta. L’opinione pubblica si è schierata rapidamente a suo favore, sorpresa dal divario salariale, portando la produzione a risolvere la questione in sole ventiquattro ore. «Si trattava di essere valutata allo stesso modo per un lavoro uguale.» Ha ribadito la Rossum, sottolineando come la sua battaglia non fosse mossa da avidità, ma da un senso di giustizia che ha finito per aprire una breccia importante per molte altre donne nel settore.

Nonostante il lieto fine contrattuale, l’eredità di Shameless non è immune da ombre. Col passare del tempo, sono emersi dettagli su un clima sul set tutt’altro che idilliaco. Non si è trattato solo di una questione di assegni, ma di tensioni umane e relazionali profonde, come nel caso del rapporto complicato tra la Rossum ed Emma Kenney, che interpretava la sorella minore Debbie. Ma di questo ne parliamo qui.