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Wentworth Miller e la diagnosi di autismo: spunta l’annuncio sui social

La serie Prison Break l’ha reso una star internazionale, grazie all’interpretazione del geniale Michael Scofield, disposto a tutto per far uscire il fratello dal carcere: anche a farsi incarcerare con lui. L’annuncio che Wentworth Miller non sarebbe tornato per una sesta stagione di Prison Break ha tolto ogni speranza ai fan di rivederlo nel suo ruoli iconico (qui la dichiarazione dell’attore). Wentworth Miller (in questo articolo trovate alcune curiosità su di lui) ha di recente condiviso sui social la diagnosi di autismo. Una condizione che si manifesta generalmente nei primi anni di vita, trattandosi di un disturbo del neurosviluppo: ma la diagnosi può arrivare anche in età matura, come è successo all’attore di Prison Break. Di autismo parla una fortunata serie tv Netflix, Atypical, che segue la vita di un adolescente nello spettro autistico: qui trovate la nostra recensione della (quasi) perfetta quarta e ultima stagione.

Wentworth Miller ha condiviso la sua diagnosi in un post su Instagram datato lo scorso 25 luglio. Nella didascalia che accompagna il post, Miller ha raccontato la sua storia clinica, dicendo di aver ricevuto una diagnosi informale di autismo lo scorso autunno, “preceduta da un’autodiagnosi” e “seguita da una diagnosi formale”. Ecco il post dell’attore:

“Come tutti, la vita in quarantena mi ha tolto delle cose. Ma nella quiete/isolamento, ho trovato doni inaspettati. Questo autunno segna 1 anno da quando ho ricevuto la mia diagnosi informale di autismo. Preceduta da un’autodiagnosi. Seguita una diagnosi formale. È stato un processo lungo e imperfetto che necessitava di un aggiornamento. Sono un uomo di mezza età. Non un bambino di 5 anni. E riconosco che l’accesso a una diagnosi è un privilegio di cui molti non godono. Diciamo che è stato uno shock. Ma non una sorpresa”.

L’attore di Prison Break puntualizza come la diagnosi di autismo gli abbia consentito di rileggere la sua intera vita e carriera sotto un’altra luce, più consapevole:

“C’è una narrativa culturale ormai familiare (a cui ho partecipato) che dice: “Il personaggio pubblico condivide A, B e C pubblicamente, dedica la piattaforma a D, E e F”. Buon per loro. E non è necessariamente quello che succederà qui. Non ne so abbastanza di autismo, c’è molto da imparare. In questo momento il mio lavoro sembra evolvere la mia comprensione di ciò: riesamino 5 decenni di esperienza vissuta attraverso una nuova lente. Ci vorrà tempo. Nel frattempo, non voglio correre il rischio di essere improvvisamente una voce alta e male informata nella stanza. Della comunità autistica (questo lo so) storicamente si è parlato, spesso tanto per farlo. Non desidero fare ulteriori danni. Solo alzare la mano e dire: “Sono qui. Ci sono stato (senza rendermene conto).”

La star di Prison Break conclude ringraziando chi, negli anni, lo ha aiutato ad accettarsi e riproponendosi di fare informazione sulla condizione dell’autismo.

“Se qualcuno è interessato ad approfondire l’autismo e la neurodiversità, indicherò numerose persone che condividono contenuti ponderati e stimolanti su Instagram, TikTok… Svelando la terminologia, aggiungendo sfumature, combattendo lo stima. Questi creatori (alcuni piuttosto giovani) parlano di questioni rilevanti in modo più consapevole/fluente di me. Mi hanno anche insegnato come farlo. Questa è la misura di ciò che sono propenso a condividere. Oh – questo non è qualcosa che cambierei. No. Capisco – ho capito subito – che essere autistico è fondamentale per quello che sono. Per tutto ciò che ho raggiunto. Oh – voglio anche dire alle molte (molte) persone che, consciamente o inconsciamente, mi hanno dato quel tocco in più di grazia e spazio nel corso degli anni, mi hanno permesso di muovermi attraverso il mondo in un modo che avesse senso per me, che avesse o meno senso per loro… grazie. E a chi ha fatto una scelta diversa… beh. Le persone si riveleranno. E sarà un altro regalo”.

Wentworth Miller rivela tutta la sua umanità, con questo toccante post: un motivo in più per amare il geniale interprete di Michael Scofield in Prison Break.

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Scritto da Giulia Vanda Zennaro

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