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Lea Michele shock sulla sua sindrome da ovaio policistico: «Gli effetti collaterali possono essere brutali»

L’attrice trentenne Lea Michele, divenuta famosa nel mondo seriale grazie a Glee e Scream Queens, ha scoperto di soffrire della sindrome da ovaio policistico. Ha deciso di condividere la sua esperienza con il mondo intero.

Di recente, poco dopo aver smesso di prendere la pillola anticoncezionale, la giovane donna ha notato di avere grandissimi problemi con il suo metabolismo e con il suo corpo più in generale. Così dopo aver consultato degli specialisti ha avuto finalmente una diagnosi della sua condizione.

Per chi non conoscesse questa malattia, la sindrome da ovaio policistico colpisce, addirittura, quasi una donna su dieci e comporta notevole aumento di peso, acne e cicli mestruali irregolari.

Come ha affrontato la sindrome da ovaio policistico

È una condizione molto comune. Gli effetti collaterali possono essere brutali, come l’aumento di peso e la pelle brutta. In quel periodo non ero molto attiva fisicamente, così ho inserito nella mia routine degli allenamenti con un elemento spirituale, come il SoulCycle o l’hot yoga.

La giovane Lea ha dichiarato di aver superato le conseguenze della sua condizione grazie anche alla sua alimentazione. L’attrice è vegana sin dalla sua esperienza in Glee.

Lea Michele

Il cambio di dieta dopo Glee

Sul set della serie che l’ha resa celebre, infatti, Lea Michele lavorava a ritmi serratissimi passando in media 18 ore ogni giorno sul luogo di lavoro. Questa esperienza l’aveva costretta a un piano alimentare troppo irregolare in cui si rimpinzava durante le ore di riposo e finiva per bere più di un litro di caffè durante il giorno.

L’attrice ha così deciso di indirizzare la sua dieta su uno stile di vita più sano. Pare che la sua scelta sia stata molto accorta ma soprattutto utile a mantenersi in buona salute.

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Written by Chiara Quarantiello

Devo parlare con qualcuno degli universi che ho visitato e delle avventure che ho vissuto, tutto grazie al mondo delle serie tv. Ora non sto più in silenzio e lo racconto qui.

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