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George R. R. Martin non smette di far discutere: come se non bastasse il suo ormai caricaturale ritardo nello scrivere The Winds of Winter, il romanzo conclusivo di A Song of Ice and Fire di cui non si conosce neppure la data d’uscita provvisoria, le dichiarazioni shock su Sansa, ora le polemiche piovono per il razzismo.
Durante l’ultima edizione dei premi Hugo, assegnati ai migliori autori e romanzi fantasy, presentata proprio da George Martin in live streaming, pare che l’autore della saga da cui è tratta Game of Thrones si sia lasciato andare a frasi che hanno indispettito i partecipanti.
A contendersi la vincita per il miglior romanzo quest’anno c’erano ben sei donne, tutte alla loro prima nomination. Ma Martin non ha fatto alcun riferimento a loro, preferendo citare, nel suo discorso, autori maschi conosciuti per le loro idee retrograde.
Come ad esempio H. P. Lovecraft, che oltre a essere un grandissimo romanziere del genere horror aveva idee alquanto controverse sulla supremazia della razza bianca. È stata annunciata la produzione di una serie ispirata alle opere di Lovecraft. Un altro riferimento che non è piaciuto è quello fatto da George Martin a John W. Campbell, che era apertamente a favore della schiavitù: ma in compenso non ha avuto modo di complimentarsi con N.K. Jemisin, autrice premiata agli Hugo per tre anni di seguito.

La polemica che ha investito George R. R. Martin lo accusa anche di aver pronunciato volutamente male i nomi di molti autori di origine afroamericana.
Gli organizzatori del premio si sono scusati pubblicamente sui social:
Prendiamo atto che alcune cose sono andate per il verso sbagliato, oggi, alla cerimonia dei Premi Hugo e, così facendo, abbiamo ferito alcuni membri della nostra community. Ci scusiamo per queste ferite. Ci scusiamo per la pronuncia sbagliata dei nomi e per ogni implicita mancanza di rispetto.
Da Martin non sono arrivate vere e proprie scuse, ma un criptico post su Twitter in cui lo scrittore di Game of Thrones cita Voltaire.
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