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È morto Eric Dane: il celebre Dr. Sloan di Grey’s Anatomy aveva 53 anni

Eric Dane

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Ci ha lasciato Eric Dane. L’attore statunitense, noto al grande pubblico per aver interpretato il Dr. Sloan in Grey’s Anatomy e per i ruoli in Euphoria, The Last Ship e Streghe, si è spento all’età di 53 anni. Affetto da SLA, è morto a causa di complicazioni della malattia. Era stato lui stesso a parlare della malattia nell’aprile del 2025, nel corso di un’intervista: “Mi è stata diagnosticata la SLA. Sono grato di avere accanto la mia famiglia mentre affrontiamo questo nuovo capitolo“.

La notizia è stata comunicata dalla famiglia di Dane con un comunicato diffuso dal magazine People: “Con il cuore pesante, condividiamo la notizia che Eric Dane si è spento giovedì pomeriggio dopo una coraggiosa battaglia contro la SLA», si legge nel comunicato. “Ha trascorso i suoi ultimi giorni circondato da cari amici, dalla sua devota moglie e dalle sue due splendide figlie, Billie e Georgia, che erano il centro del suo mondo”.

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Riportiamo inoltre un estratto dell’articolo di People in cui è stata comunicata la morte di Eric Dane.

“Durante il suo percorso con la SLA, Eric è diventato un appassionato sostenitore della sensibilizzazione e della ricerca, determinato a fare la differenza per gli altri che affrontano la stessa battaglia. Ci mancherà profondamente e sarà ricordato con amore per sempre. Eric adorava i suoi fan ed è eternamente grato per l’ondata di affetto e sostegno che ha ricevuto. La famiglia ha chiesto rispetto della privacy mentre affronta questo momento impossibile”.

In una dichiarazione riportata da Page Six, l’associazione I AM ALS afferma di essere “affranta” per la morte di Eric Dane.

“Eric ha portato umiltà, ironia e visibilità alla SLA e ha ricordato al mondo che il progresso è possibile quando ci rifiutiamo di rimanere in silenzio», si legge nella dichiarazione. “Eric era più di un sostenitore della nostra missione: era parte della nostra famiglia. Il suo impatto continuerà a vivere nella ricerca che viene finanziata, nelle politiche che vengono portate avanti e nella comunità che ha contribuito a far crescere grazie alla sua onestà, al suo coraggio e alla sua fiducia in un futuro migliore per chiunque si trovi ad affrontare questa diagnosi”.

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