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Doctor Who – Sylvester McCoy su Matt Smith: «Pareva avesse 12 anni»

Doctor Who
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Doctor Who “contro” Doctor Who: l’aspetto interessante della serie tv inglese, una delle più longeve in assoluto, è che un interprete del personaggio del Signore del tempo possa dire cosa pensa di un altro interprete. Come nel caso di Sylvester McCoy, che ha interpretato il Settimo Dottore, che ha rivelato di pensare che Matt Smith fosse troppo giovane per vestire i panni del Dottore, quando venne scelto. Matt Smith ha fatto il salto di qualità come attore grazie al ruolo nella serie: possiamo ammirarlo anche nel ruolo di Filippo nella serie Netflix The Crown e presto nello spin off di Game of Thrones. Ora a vestire i panni del Dottore c’è per la prima volta una donna: qui abbiamo scritto del debutto di Jodie Whittaker come Doctor Who donna.

McCoy è stato l’ultimo attore a interpretare l’amato Signore del Tempo in veri e propri serial televisivi prima che la BBC facesse rivivere la serie nel 2005 con Christopher Eccleston nel ruolo principale. Eccleston è stato sostituito da David Tennant e poi da Matt Smith, che rimane l’attore più giovane a essere scelto per il ruolo: all’epoca aveva 26 anni. Sylvester McCoy al tempo si era espresso negativamente anche sul casting di Jodie Whittaker come nuovo Doctor Who: ma si era per fortuna ricreduto dopo aver visto la sua interpretazione, imputando al sessismo le sue posizioni intransigenti.

In una recente intervista con Radio Times, McCoy ha rivelato la sua idea su chi dovrebbe interpretare la prossima versione del Dottore dopo Whittaker.

“Sono sempre sorpreso da chi scelgono. Deve essere qualcuno con molto carattere”.

McCoy ha spiegato che alcune delle scelte passate all’inizio non gli sembravano ovvie, ma si sono comunque rivelate scelte eccellenti.

“Sono rimasto sorpreso quando hanno preso Matt Smith. Pareva avesse 12 anni, eppure era brillante! Un minuto sembra avere 12 anni, quello dopo ne dimostra 125. Ha la faccia perfetta per Doctor Who. Quindi, chiunque scelgano sarà una sorpresa. Ora una persona di colore sarebbe fantastica“.

Le parole di McCoy sottolineano come ogni attore conferisca una natura unica a Doctor Who come personaggio. Le migliori interpretazioni del ruolo dell’alieno Signore del tempo hanno ciascuna portato qualcosa di distinto e intangibile, pur mantenendo la stessa essenza fondamentale. La coerenza del Dottore sta nella stranezza del personaggio, un tratto che si manifesta in modo diverso in ogni nuovo interprete. Mentre continuano a circolare voci secondo cui la tredicesima stagione di Doctor Who sarà l’ultima con Jodie Whittaker, sono aumentate ancora le speculazioni su chi potrebbe entrare nel TARDIS la prossima volta.

Secondo l’opinione di un ex Doctor Who come McCoy sarebbe il momento giusto per vedere finalmente un attore di colore interpretare quel ruolo: una posizione rilanciata da molti spettatori, specialmente dopo che il “soffitto di cristallo” di Doctor Who è stato rotto proprio grazie a Jodie Whittaker. John Barrowman, che interpreta il ruolo ricorrente del Capitano Jack Harkness nella serie, ha votato per la star di It’s a Sin Olly Alexander, che ha svolto un ampio lavoro di attivismo per la comunità LGBTQ+, oltre a essere un attore e musicista.

In effetti, se le Rigenerazioni di Doctor Who non gli impediscono di cambiare sesso, potrebbero anche influire sulla sua etnia e sul suo orientamento sessuale. Di sicuro sarebbe un’ottima cosa, per una delle serie più longeve della tv, dare un segnale di inclusione così forte. E non scomodiamo il blackwashing: Doctor Who è un personaggio di finzione, non certo realmente esistito e sulla cui etnicità non possano esserci licenze poetiche.

Dunque il prossimo Doctor Who potrebbe essere nero o gay? O ambedue le cose? Chiunque sarà, avrà la chance di conferire un altro aspetto indimenticabile alla prossima rigenerazione di Doctor Who.

Scritto da Giulia Vanda Zennaro

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